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Questa è casa mia / D.O.I.T FESTIVAL

Questa è casa mia / D.O.I.T FESTIVAL, articolo di "Daniele Rizzo" su Persinsala Teatro
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Questa è casa mia / D.O.I.T FESTIVAL
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Al D.O.I.T, festival di teatro e drammaturgia contemporanea, è protagonista Questa è casa mia, spettacolo firmato, diretto e interpretato da Alessandro Blasioli. La solitudine istituzionale e l’impossibilità di avere qualcuno con cui condividere l’insensatezza della propria esperienza. Un ambiente reso ostile più dalla mano dell’essere umano che dal modo in cui la natura funziona. Il rifugio negli …

Siamo tutti abruzzesi

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Al D.O.I.T, festival di teatro e drammaturgia contemporanea, è protagonista Questa è casa mia, spettacolo firmato, diretto e interpretato da Alessandro Blasioli.

La solitudine istituzionale e l’impossibilità di avere qualcuno con cui condividere l’insensatezza della propria esperienza. Un ambiente reso ostile più dalla mano dell’essere umano che dal modo in cui la natura funziona. Il rifugio negli psicofarmaci o nell’alcool e la disperata ricerca di una nuova dimensione comunitaria. Sono queste le principali e potenti suggestioni che Questa è casa mia offre al pubblico del D.O.I.T, festival partorito da Angela Telesca e Cecilia Bernabei in collaborazione con L’Artigogolo e l’Associazione Culturale ChiPiùNeArt, giunto ormai alla sua quarta edizione eaccasatosi felicemente all’interno del raccolto palco dell’Ar.Ma Teatro.

Alessandro Blasioli, nelle vesti di drammaturgo, regista e interprete unico, ritaglia uno spaccato crudo e terribile delle conseguenze del terremoto dell’Aquila del 2009, scrivendo un lungo monologo traboccante di enfasi ed energia «mediante la tecnica del Teatro di Narrazione e l’utilizzo di una scenografia scarna». Blasioli racconta «attraverso gli occhi del giovane Paolo, i momenti successivi al sisma dell’Aquila e le scelte dello Stato per farvi fronte: gli hotel della costa, le tendopoli ed il progetto C.A.S.E., il Movimento delle Carriole, le New Town». L’ambizione è audace, ossia offrire «un punto di vista nuovo che avvicina il pubblico alla realtà aquilana, evidente vittima dell’inefficienza della macchina statale, prima ancora che della Natura». Quella del giovane artista abruzzese è, allora, una netta scelta di campo, una rabbia politica prima che umanitaria o sociale, il tentativo di disperdere la coltre di oblìo che rischia di ammantare una vicenda, la quale, ben oltre il caso singolo, in realtà racconta paradigmaticamente il Sistema Italia, un sistema istituzionale e di appalti marcio perché colmo di avidità e scevro di umanità (e ce lo ricordano, oltre alle intercettazioni – citate da Blasioli – degli imprenditori Francesco Piscicelli e Pierfrancesco Gagliardi, anche quelle dell’allora prefetto di L’Aquila, Maria Giovanna Iurato).

Se dal punto di vista della partecipazione attorale, l’interpretazione pasionaria e l’intenzione autentica di Blasioli risultano lodevoli, quasi commoventi nel lasciare pervadere la sala delle proprie emozioni, alcune ingenuità risultano, d’altro canto, evidenti e, purtroppo, in grado di inficiare almeno in parte la complessiva bontà artistica e civile di un allestimento lontano anni luce dalla portata raggiunta da spettacoli sulla medesima tematica, come Uomini terra terra

Di fronte ai nostri occhi, Blasioli si dimena in una rappresentazione barocca, teatralizzata e ritualizzata all’eccesso, in cui la presenza di troppi personaggi comprimari, spesso banalmente stereotipati, i ridondanti dettagli folclorìstici e la continua ricerca dell’aneddoto non solo risultano inutili nella descrizione della realtà abruzzese cui fanno riferimento, ma concorrono, soprattutto, a restituire una stucchevole sensazione di superficialità nella ricostruzione storica delle responsabilità.

Quello di Blasioli è, allora, un esempio di teatro civile che orgogliosamente anela alla polemica conservazione della memoria prima che essa si riveli fallace e che, con il passare del tempo, le responsabilità storiche e politiche diventino frammentarie nelle coscienze, ma che, nell’assolvere la propria mission, eccede scolasticamente in un pathos quasi asfissiante, se non fosse per il rispetto dovuto all’oggetto e (in modo particolare) ai soggetti della sua narrazione.

Lo spettacolo è andato in scena all’interno del Festival D.O.I.T Drammaturgie Oltre Il Teatro
Ar.Ma Teatro
via Ruggero di Lauria 22 (metro Cipro)
15-16 marzo 2017, ore 20:45

Questa è casa mia
drammaturgia e regia Alessandro Blasioli
con Alessandro Blasioli
supervisione artistica Giancarlo Fares
disegno luci Viviana Simone
scene Alessandro Blasioli, Andrea Frau
Miglior Interprete Maschile Premio NUOVOImaie – Festival Dominio Pubblico, Roma – 2017
Miglior Corto teatrale – Festival Inventaria, Roma – 2016

3,00

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