Quick Silver "> Quick Silver

Quick Silver

Quick Silver, articolo di "Daniele Rizzo" su Persinsala Teatro
mercoledì , 20 giugno 2018
Home | Festival Teatrali | Quick Silver

Quick Silver
Recensioni/Articoli di

Momento clou dell’interessante esperimento di contaminazione tra le arti – promosso da Fondazione Teatro di Pontedera, Spazio Nu ed Era dei Libri – che ha caratterizzato questa edizione del Festival Internazionale di Teatro, Danza e Letteratura di Pontedera, Ko Morobushi con Quick Silver si esibisce con un solo sul palco del Teatro Era. Quick Silver …

Palpitazioni tenui

Leggi la Recensione Quick Silver

Momento clou dell’interessante esperimento di contaminazione tra le arti – promosso da Fondazione Teatro di Pontedera, Spazio Nu ed Era dei Libri – che ha caratterizzato questa edizione del Festival Internazionale di Teatro, Danza e Letteratura di Pontedera, Ko Morobushi con Quick Silver si esibisce con un solo sul palco del Teatro Era.

Quick Silver è uno spettacolo complesso da decifrare, nonostante sia in scena in Italia già dal 2006, quando venne invitato alla Biennale di Venezia. Breve e intenso, potrebbe essere definitivo un evento che “esiste” in un rapporto paradossale con quello che la razionalità dialettica occidentale considera – dal punto di vista logico e temporale – reciprocamente esclusivo/escludente: la contrarietà degli opposti e dei diversi. “Una forma informe, che non conosce paura né gioia, che cresce nel plasmarsi dell’estasi” attravero una fisicità estrema che eccede – grazie a riusciti effetti di luce e ombre (il Butoh è la “danza delle tenebre”) – i confini della rappresentazione (concettuale o mimetica) e della deformazione grottesca (i fantastici contorsionismi di Morobushi daranno piuttosto l’impressione di un rinnovamento della “figura”); un corpo imponente e fragile, scosso da spasmi ritmati e incapace di resistere alla tentazione di alzarsi, “come mercurio che ha disperso la sua forza, una forma di vita errante che invade l’ignoto in molteplici direzioni”, un fantasma (sono tipici del Butoh la nudità del ballerino e il corpo dipinto di colori simili al bianco), “che ha spento il suo fuoco, esaurito la sua forza fino all’ultima goccia, una forma informe che invade l’ignoto in molteplici direzioni”.

Accompagnata da una costante sensazione di impossibilità (che non è impotenza ma, al contrario, “momento” stesso di un sforzo perennamente teso al tentativo di ri-sorgere) e da uno strenuo attaccamento alla terra (ambiente “espressivo” – estetico e morale – di un “essere per la morte” che, secondo le analisi del filosofo tedesco Martin Heidegger, aprirebbe a una temporalità autentica per l’esistenza dell’essere umano), a occhi occidentali la performance di Ko Morobushi potrà risultare irrimediabilmente imbrigliata tra gli eccessi dell’intellettualismo e del localismo di una sapienza – ancora oggi – percepita come radicalmente esotica. Una danza fuori dai canoni classici, figlia di una cultura che non ci “appartiene” e, sostanzialmente, ingiudicabile. Tra riflessi luminosi – creati da una lastra di metallo, utilizzata anche come strumento sonoro – che, abbagliando gli spettatori, squarciano le tenebre e la frenesia di gesti che intramezzano la lentezza di movimenti, si compie l’esperienza di un protagonista – nella prima parta del solo – completamente dipinto di argento e bardato in viso, quindi privato di ogni connotazione soggettiva e del proprio sguardo sullo spazio scenico circostante, ovvero del principale strumento – la visione – di “controllo” del mondo; nella seconda, spogliato (quasi) d’ogni veste, alla continua e “naturale” ricerca di un “centro di gravità permanente”.

Tuttavia, il rapimento ipnotico a cui – e non di rado – ci “destina” la visione di Quick Silver, non può essere semplicemente attribuita al fascino misterioso dell’ignoto o a un rapimento estatico-mistico. Se è pur vero che la comprensione e l’emotività non riescono a imporsi, la danza che diviene pura esperienza (con il suo svolgersi apparentemente lento, i continui riferimenti alla posizione fetale e l’impercettibile-assordante alternanza tra il totale silenzio – piacevolemente spezzato dal crepitìo della pioggia all’esterno della struttura – e il frastuono delle registrazioni) ci impone con urgenza tanto la necessità della domanda fondamentale, quanto il piacere dell’assenza della risposta.
Una urgenza, esemplarmente rappresentata anche da Paul Gauguin con Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo? – e con un incredibile parallelismo, non sarà arduo riconoscere nelle figure del quadro diverse posizioni/archetipi assunte dal maestro di Butoh.

Assistiamo, dunque, alla messa in coreografia del percorso lungo quel “sentiero interrotto” che, privo di fondamento (la meta finale pre-stabilita), condurrebbe a una condizione di erranza drammatica e disperata, in grado di legittimare la validità di ogni ricerca personale – squarcio di un “velo di Maya”, oltre al quale starebbe non la sofferenza “ontologica” (per questo ineluttabile), ma lo “specchio” nel quale cercare di ricomporre i frantumi di un significato che – perduta ogni violenza e intolleranza etnocentrica – necessita di essere ricostruito.

Uno spettacolo “epocale”, di chi – parafrasando Camus – ha perso ogni speranza nel futuro e, proprio per questo, riesce a “esserci” pienamente nel presente.

Lo spettacolo è andato in scena all’interno del Festival ERA
organizzato dalla Fondazione Pontedera Teatro, in collaborazione con Era dei Libri e Spazio NU
Teatro Era

venerdì 26 ottobre, ore 21.00
Ko Murobushi
Quick Silver
Butoh performance di Ko Murobushi
(durata 50 minuti)

8,40

Check Also

Mario Levis, Hanger - foto di Daniele Mantovani.

Estetica dell’apertura / Totem Art Festival

A Pontelagoscuro si è conclusa la prima edizione del nuovo corso di Totem Art Festival, …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

In coerenza con l'impegno continuo dell'Associazione Persinsala di offrire i migliori servizi ai propri lettori e utenti, abbiamo adeguato le nostre politiche per rispondere ai requisiti del nuovo Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati Personali (GDPR), in particolare sono state aggiornate la Privacy Policy e la Cookie Policy per renderle più chiare e trasparenti e per introdurre i nuovi diritti garantiti dal nuovo Regolamento, che ti invitiamo a prendere visione maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi