Riccardo Castagnari porta in scena al Franco Parenti il nuovo genere dell’Actor Queen, più vicino all’attore dell’epoca elisabettiana che non al genere attuale della Drag Queen.

Dopo una tournée in lingua spagnola a Città del Messico, due mesi di repliche a Parigi e otto mesi al Teatro Flaiano di Roma nel 2001, arriva a Milano lo spettacolo vincitore del Marius 2009 nella capitale d’Oltralpe come miglior spettacolo musicale della categoria “adattamento francese”.

In scena un pianoforte, un maestro d’orchestra e un angolo di una stanza da letto: quella di Marlene Dietrich che, giunta alla soglia dei cinquant’anni, sceglie di abbandonare la carriera cinematografica per darsi completamente al canto. Castagnari veste magistralmente i panni della Diva mettendo in scena il susseguirsi dei suoi amori, dei retroscena della sua vita privata, delle sue solitudini, dei suoi capricci e della meticolosa preparazione a uno dei suoi sfavillanti concerti.

Quando Quince entra in scena c’è da restare senza fiato: il pubblico si confonde di fronte alla sua figura imponente ma estremamente elegante, fasciata in un abito fatto di pizzi e piume. Ancor di più quando ascolta la prima canzone. L’impatto è molto forte e l’idea di far interpretare Marlene Dietrich da parte di un uomo sembra, a prima vista, alquanto bizzarra e dissonante. In realtà è proprio questa la forza dello spettacolo, un connubio di fantasia e poesia che rende possibile il sogno dell’incontro tra il mito e il suo interprete.

Uno spettacolo di rara qualità con un poliedrico Riccardo Castagnari che riesce a far sorridere con la sua grande ironia, a commuovere con la sua splendida voce e a coinvolgere il pubblico in un simpatico gioco a premi… e che premio!

Lo spettacolo continua:
Teatro Franco Parenti
via Pier Lombardo 14 – Milano
fino a domenica 18 aprile
orari: feriali ore 20.30, festivi ore 16.00

Quince Marlene D. the legend
testo, regia e interpretazione Riccardo Castagnari
pianoforte Andrea Calvani
costumi Stefano Cioncolini
realizzazione abiti Sara Valenti
produzione Claudio Perone e Sivlia Pantano

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