Ereticamente Artisti

Sabato d’arte, una full-immersion teatrale con tre performance eretiche, tre spettacoli a confronto in un festival oltre i confini dell’immaginario.

Ad Arte è un festival indipendente, direzione Igor Mattei e Marina Biondi che da tre anni anima Calcata, un borgo di origine falisca a soli 40 km da Roma. Nessuna sovvenzione, nessun aiuto economico. Per paradosso, fa di necessità virtù, riuscendo a emozionare con poco e indipendenza.
Il borgo ha una storia davvero particolare: evacuata intorno agli anni Trenta perché ritenuta a rischio terremoto, venne poi ripopolata negli anni Sessanta da comunità di artisti e hippies. Una scelta radicale, un modo diverso di vedere e concepire la vita, un luogo di incontro e di protezione per fuggire dalla monotonia della vita normale. È probabilmente con lo stesso spirito che nasce il festival Ad Arte, appunto verso l’arte, per l’arte. In sei giorni Calcata si è riempita di compagnie teatrali, registi, attori, musicisti, pubblico curioso. Un’ atmosfera ricca di energia e vitalità.
Sorprende trovare ancora festival indipendenti in cui si può realmente parlare con le persone, rendersi disponibili al duro lavoro dell’organizzazione, dell’accoglienza degli artisti, della promozione, degli allestimenti, degli imprevisti. È davvero un luogo si scambio e creazione. Si può parlare con i direttori del festival, sempre presenti e individuabili. Nulla è scontato, tutto può succedere e tutti si aiutano. Si percepisce la forte voglia di stare insieme e di provare a cambiare visione attraverso il teatro, il cinema, la musica. E in pochi hanno il coraggio di farlo.

Ogni giorno si può assistere a proiezioni e spettacoli, nello specifico, tenuti in due spazi meravigliosi, un teatro alla greca vista colline lussureggianti e una sala ristrutturata proprio all’inizio del centro storico. È qui che sabato 16 luglio è andato in scena Capinera di e con Rosy Bonfiglio. Sicuramente una scelta coraggiosa da parte della giovane attrice, che adatta una novella di Giovanni Verga in monologo potenzialmente dilaniante e che certamente implica di notevoli doti, anche mnemoniche, per stare in scena da sola per quasi un’ora e mezza.
Rosy Bonfiglio mostra di possedere almeno in parte queste doti, cedendo a un eccessi di didascalismo per un’interpretazione a voce squarciata dal dolore e dal pianto, forse un po’ esagerata e un po’ troppo singhiozzata.

Poi tra uno spettacolo e l’altro, come d’abitudine a Calcata ci si confronta vivamente, forse perché non c’è campo telefonico e si preferisce l’incontro, quasi come se tornasse indietro nel tempo.

Il secondo spettacolo R4 Alice – Requiem for Alice della compagnia Ote Le Saracinesche, diretto da Emiliano Minoccheri, è una curiosa, non particolarmente originale, rivisitazione dell’omonima favola che tutti conoscono. Alice, risvegliatasi al suo funerale nel Paese delle Meraviglie, si ritrova a ricordare il proprio passato, chiedendosi, come d’altronde gli altri personaggi, quale sia il motivo della sua esistenza, come suggerito anche dal Brucaliffo, non a caso rappresentato da una istallazione a forma di punto interrogativo. In una performance fatta di clownerie, pantomime e giochi di parole, anche queste non sempre inedite, con una sadica Regina di Cuori che vuole stare sempre al centro dell’attenzione e vuole tagliare la testa a tutti pur di mantenere il proprio ruolo da cattiva, assistiamo a una Alice confusa e che confonde il pubblico. Una confusione come anelito di non normalità, dunque eriticità, suggeritaci dal suo amico Cappellaio Matto, il cui copricapo gli funge da pirandelliana corazza: «Io non so chi sono. Ed è meraviglioso. Dovresti imparare anche tu a guardare nel buio».

Si passa infine all’ultima performance Dark Room 7,51 € per una bandiera italiana di e con Marco De Meo, uno spettacolo fuori dai canoni di ogni narrazione. In una piazza piena di gente, in un gioco di luci e di musica elettronica curata da Alice Colla, con la consulenza di Danio Manfredini, l’attore milanese scherza e gioca con una bandiera italiana e alterna luoghi comuni, ansie tipiche del popolo italiano in brevi e rassegnanti monologhi contraddittori: la crisi economica, la dipendenza dallo smartphone, la disoccupazione e le sue conseguenze. Ma per fortuna si può sempre ballare con un babydoll a ritmi sfrenati, come in una discoteca e colpisce la pungente malizia con cui si conclude la performance.

Tre spettacoli eretici, tre storie di eretici, tre messe in scena tendenti all’eretico o con l’intenzioni di esser tali. In piena sincronia con il tema del festival, a conclusione della serata ci sentiamo tutti un po’ fare parte di un’eresia, ci sentiamo tutti un po’ contraddittori e contraddetti, ci sentiamo tutti anticonformisti. E forse ci sentiamo anche un po’ tristi a tornare alle nostre normali vite.

Gli spettacoli sono andati in scena all’interno di Ad Arte 2016 – TeatroCineFestival
L’Arte è
Calcata Vecchia, ore 18:45
Capinera
di e con Rosy Bonfiglio
regia di Rosy Bonfiglio

Teatro Comunale
Calcata Nuova, ore 21:00
R4 Alice – Requiem for Alice
regia luci e costumi Emiliano Minoccheri
scritto e interpretato da Benedetta Carmignani, Emiliano Minoccheri, Massimiliano Musto, Giuseppina Randi
assistenti alla regia Maurizio Musto, Daniela Destino
aiuto regia Valentina Scocca

piazza Centrale
Calcata vecchia, ore 23:30
Dark Room 7,51 € per una bandiera italiana

di e con Marco De Meo
vjing e luci Alice Colla
consulenza al progetto Danio Manfredini

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