L’anarchia senza genere dei Kinkaleri

spazio k pratoJacopo Jenna, Marco Mazzoni e Francesco Casciaro sono legati da un cordone ombelicale – per cui, se i primi due non si muovono, il terzo non emette suoni. Questo è Real good time, a Prato, il 17 gennaio.

Spazio K – Prato: luogo nudo ma carico delle intenzioni, gli studi, gli esperimenti di Kinkaleri: collettivo artistico che da anni porta avanti la sua personalissima idea di performance, dove le variabili diventano terraferma e viceversa. Real good time è l’ultimo step del pluriennale All!, progetto sul linguaggio ispirato al poeta e scrittore, nonché padre spirituale della Beat Generation, W. Burroughs. In scena Jacopo Jenna (danzatore e filmaker) e Marco Mazzoni (danzatore e realizzatore dell’opera). Chi non li avesse mai visti, potrebbe rimanere spiazzato di fronte all’iniziale dialogo sovrapposto fra i due performer che, per comunicare, usano un alfabeto del corpo da loro ideato – strisciante, sonoro, esplosivo, lontano dall’umano schema quotidiano. In questa accelerata o decelerata discussione dei muscoli e degli arti, l’atmosfera si fa sempre più ironica, nel momento in cui anche il pubblico familiarizza con la dinamica dadaista, onomatopeica, atemporale; che si fa istante presente quando Jenna e Mazzoni giocano con le colonne sonore dei film propri del nostro immaginario – da Biancaneve e i sette nani a Indiana Jones, passando per il Titanic. Questa è, forse, la parte meno convincente – ma la “seria demenzialità” è calcolata come antipasto di una danza vera e propria dove, in particolare, Jacopo Jenna riesce a ipnotizzare il pubblico. Il giovane danzatore è capace, infatti, di spaziare da passi di break a figure tipiche della danza classica, fino alla spontaneità della contemporanea e alla sua anarchia del gesto. Il musicista di elettronica, Francesco Casciaro, in fondo al palco con la sua strumentazione, proprio in questa parte sfodera una magnifica, selvaggia base tribal-techno, da lui preregistrata (mentre i suoni emessi in precedenza sono trasmessi da sensori posti sui corpi dei due performer, e campionati in tempo reale. Tanto che, se loro non si muovessero, non si avrebbe suono alcuno. Una bomba a orologeria.

Ecco, in dono allo spettatore, un inno alla gioia e all’irrazionalità della vita, che trova un suo significato del magma sonoro di Casciaro e nella traiettoria non burocratica dei Kinkaleri.

Lo spettacolo è andato in scena:
Spazio K
via Santa Chiara, 38 – Prato
domenica 17 gennaio, ore 17.00

Real good time
progetto Kinkaleri/Tempo Reale
realizzazione Massimo Conti, Marco Mazzoni e Gina Monaco
con Jacopo Jenna e Marco Mazzoni
sistemi sonori interattivi & Live electronics Francesco Casciaro
produzione Kinkaleri, Tempo Reale
in collaborazione con Centro per l’Arte Contemporanea L. Pecci nell’ambito del progetto regionale Cantiere Toscana Contemporanea
con il supporto di Le Murate. Progetti Arte Contemporanea

2 Commenti

  1. Siamo molto felici di questa bella recensione. Ma volevo nel contempo segnalare che nell’articolo non viene fatta menzione alcuna dell’apporto allo spettacolo di Tempo Reale, il centro di ricerca musicale che non solo ha comprodotto lo spettacolo, ma è anche il contesto autoriale nel cui ambito Francesco Casciaro (membro dello staff del centro) ha contribuito alla realizzazione della parte sonora.

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