Janina Turek: un’inconsapevole artista

pim-off-teatro-milanoLa storia di Janina Turek è affascinante, commovente e incredibilmente reale. Daria Deflorian – vincitrice del premio Ubu come migliore attrice – l’ha scoperta leggendo il reportage di Mariusz Szczygiel sulle pagine de La Repubblica. Reality, in scena al teatro PimOff di Milano, nasce grazie al sodalizio artistico con Antonio Tagliarini e a un lungo lavoro di approfondimento.

Perché raccontare la vita di questa donna polacca? Una risposta, forse, si può trovare in alcune parole scritte dal poeta Khalil Gibran: “Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora”. Telefonate ricevute, visite annunciate o inattese, regali, pasti, programmi della televisione e persone viste di sfuggita: Janina, per oltre cinquant’anni, ha annotato ogni cosa sui suoi diari. Sono settecentoquarantotto i quaderni, scritti all’insaputa di tutti, che raccolgono i minuziosi resoconti delle sue giornate. È un’esistenza scrupolosamente registrata in ogni suo momento, dettaglio, fatto. In tutte quelle pagine, sembra non esserci spazio per le emozioni, i pensieri o i grandi avvenimenti. Un paio di calzini elasticizzati ritrovati per strada, un mandarino regalatole in treno da una sconosciuta, un panino mangiato in un parcheggio: sono questi gli eventi che la donna annota e numera con un’attenzione instancabile e impressionante fino alla sera che precede il giorno della sua morte.
Reality non è una biografia, una cronaca o una ricostruzione. Gli attori propongono al pubblico un percorso per arrivare a conoscere la parte più profonda dell’anima di questa donna. Ognuno può ritrovare in quel vissuto qualcosa di sé, qualcosa che avverte come «tanto uguale ma un po’ diverso». Daria Deflorian e Antonio Tagliarini entrano in punta di piedi nella vicenda di Janina Turek e la recitazione, naturale e delicata, rispecchia questo nobile intento. La sensibilità dei protagonisti si fonde con quella della casalinga di Cracovia e la restituisce agli spettatori con una ricchezza di sentimenti tanto estesa da ricordare le potenzialità espressive del suono di un violino. L’immedesimazione è completa quando la coppia di artisti legge il contenuto delle cartoline che Janina scriveva a se stessa. Sono questi rettangoli di cartoncino a rivelare la parte più umana e fragile delle sue giornate. Frammenti, suggestioni e proposte che possono aiutare a ricostruire quei vuoti appositamente lasciati nella narrazione.
Dopo due anni di studio, un viaggio in Polonia, innumerevoli riletture e appassionate conversazioni, i due performer, probabilmente, hanno un loro point de vue su questa vicenda ma scelgono di non rivelarlo, di celarlo metaforicamente dietro al velo che compare nell’ultima scena. “La realtà, in fondo”, come ha scritto William Burroughs: “non è che una possibilità, debole e fragile come tutte le possibilità”.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro PimOff

via Selvanesco, 75 – Milano
fino a lunedì 11 febbraio
orario: 20.45, domenica replica ore 17.00 e ore 20.45

Reality
a partire dal reportage di Mariusz Szczygiel, Reality
traduzione di Marzena Borejczuk, Nottetempo 2011
ideazione e performance Daria Deflorian e Antonio Tagliarini
consulenza per la lingua polacca Stefano Deflorian, Marzena Borejczuk e Agnieszka Kurzeya
collaborazione al progetto Marzena Borejczuk
luci Gianni Staropoli
organizzazione e comunicazione Filipe Viegas – PAV Diagonale Artistica
produzione Planet3/Dreamachine, ZTL-Pro, Armunia/Festival Inequilibrio

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