Higher, higher Ground

Il mago delle bolle di sapone, Pep Bou, torna ad allietare il Teatro Rifredi di Firenze, in un incontro tra stupore infantile e ironia adulta.

Un sorriso enigmatico coinvolge il volto di Pep Bou, artista catalano che crea i suoi spettacoli sull’effimera arte delle bolle. Servili, ribelli, capricciose bolle di sapone. Una disciplina strana, difficile, soggetta al clima e alle variabili esterne, che può dare al performer l’occasione di mettersi in luce, improvvisare sull’errore, vincere la paura degli ostacoli.
Pep Bou riesce a farsi mimo, clown, danzatore all’occorrenza, quasi per scusarsi che la sua bolla, a volte, causa ad esempio un’aria troppo poco umida, possa scoppiare prima del previsto. Ed ecco la fantasia, l’immaginazione, la forza emotiva correre in soccorso della sua adorabile sagoma – elegante e saggia, composta e buffa. Per un insolito teatro di figura che splende proprio grazie alla sua carismatica presenza scenica, affiancata da un assistente capriccioso che fa impazzire di gioia i bambini, Isaías Antolín – e che avanza per primo sul palco sulle note di Higher Ground di Stevie Wonder.

In un crescendo di grandezze e misure, riflessi e variazioni di forma, Pep Bou porta avanti la sua tenace impresa di stupire con bolle multicolori dalla solidità inattesa, che rimbalzano al suolo, si incontrano per poi dissolversi, si moltiplicano. Proprio come i piccoli o grandi pianeti suggeriti dal titolo, Rebufaplanetes – da conquistare, un giorno, o semplicemente da ammirare con sguardo estasiato; pianeti diversi, sconosciuti, puliti, dove ricominciare da capo. O forse da guardare soltanto, perché svaniranno, anche senza la mano distruttiva dell’uomo. Nei loro lunghi attimi di vita, i pianeti di sapone riusciranno ogni volta a coinvolgere tutte le età della vita, da quella bambina a quella adulta, in una felice soluzione alchemica.
Riesce l’interazione col pubblico e riesce la scena, classica, in cui un’ignara spettatrice sta al gioco con Pep Bou. Più scarna risulta invece la drammaturgia. Si sente la mancanza di una storia, una trama seppur sottile che leghi i due personaggi. Per dare corpo, profondità e larghezza allo spettacolo, una prospettiva che non sia solo visiva ma anche mentale.

Lo spettacolo continua:
Teatro di Rifredi

via Vittorio Emanuele II, 303 – Firenze
fino a domenica 8 gennaio, ore 16.30

Compagnia Pep Bou presenta:
Rebufaplanetes
di Pep Bou
con Pep Bou e Isaías Antolín
aiuto regia Marta Carrasco
scenografia Castells De Cardedeu
musiche originali Ferran Martinez Palou

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