Recital, ma soprattutto magical

Raul Cremona torna a Zelig con i grandi classici. Sul palco del cabaret milanese, lo storico mago rispolvera gli albori portando in scena gag di un passato sempre attuale. La comicità che lo ha lanciato a Mai dire Gol, prima, e a Zelig, poi, non sembra avere età: il pubblico apprezza e continua a divertirsi.

Chi lo ha detto che i grandi classici non sono più di moda? Certo l’esigenza di rinnovarsi, in un tempo in cui la comunicazione viaggia a una velocità insostenibile, è fondamentale – salvo concedersi, ogni tanto, un salto indietro per ricordare le proprie origini.

Anche il cabaret ha i suoi classici e Raul Cremona – al suo ritorno sul palco di Zelig – mostra al pubblico che si può far ridere con vecchi personaggi senza per questo risultare vetusti. Per chi non l’avesse mai testata, la comicità di Cremona conquista per due motivi fondamentali: l’uso quantomai anomalo dell’illusionismo – peraltro di altissima levatura – e la capacitá di coinvolgere gli spettatori, che sono spalla e protagonisti, allo stesso tempo, della maggior parte dei suoi numeri.

Come è d’altronde buona consuetudine per i prestigiatori, l’utilizzo della platea ha la duplice funzione di catturare l’attenzione e far toccare con mano – o presunta tale – l’autenticità delle “magie”. Traslato nel cabaret, l’effetto è, ovviamente, un’amplificazione della risata e del risvolto empatico: se dopo una gag illusionistica, in cui il gioco riesce lasciando tutti a bocca aperta e facendo scattare l’applauso stupito, il prestigiatore urla a squarciagola: «David Copperfield va a laura’», inevitabilmente i muscoli labiali cambiano la posizione da verticale a orizzontale.

Chi considerasse però il comico milanese solo la parodia cialtrona di Silvan, con uno spettacolo come Recital, non potrebbe che ricredersi. Raul Cremona, infatti, è anche un mago nelle battute, e sa assumere diverse fisionomie che, nel suo iter, hanno contribuito a sancirne la fortuna. Pensiamo al caso di Omen – un personaggio da lui stesso ideato anni fa – che critica ferocemente le donne e le smonta con cattiverie di ogni genere, salvo poi piegarsi alla volontà e ai capricci della propria moglie. Una gag, questa, dove emergono le doti di autore del comico meneghino, a testimonianza della sua trasversalità, che lo rende, a tratti, istrionico anche nelle modalità di rappresentazione sul palcoscenico.

Per non lasciare niente di intentato, Cremona ha poi un asso nella manica: la maschera di Jacopo Ortis, con la quale irride il panorama del teatro classico e che coniuga gli aspetti più goffi di maestri come Gassman, Strehler, Ronconi e Brecht, diventandone così carnefice a tutti gli effetti. La rappresentazione drammatica di alcune note barzellette – presentate come atti unici – è una volta di più la dimostrazione di quanto lavoro possa esserci dietro a uno spettacolo di cabaret.

In questo tourbillon, ovviamente, altri sketch e altri personaggi, come Silvano il Mago di Milano e Oronzo – che incontrò un enorme successo qualche anno fa proprio con la trasmissione Mai dire Gol.

Raul Cremona, dunque, continua a divertire e a essere uno tra i migliori artisti del panorama cabarettistico italiano – il cui stile, quasi di un altro pianeta, si avvale di una pluriennale esperienza che non lascia niente al caso. Prestigiatore del divertimento e gioppino della magia, rimane uno di quei comici che vanno visti almeno una volta nella vita.

Lo spettacolo è andato in scena:
Zelig Cabaret
viale Monza, 140 – Milano
giovedì 15 maggio

Recital
di e con Raul Cremona

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