Un viaggio difficile, ma emozionante

Il Teatro La Cucina è la location scelta per uno spettacolo molto speciale, dove si ascoltano ma si raccontano anche tante storie.

Non bisognerebbe recensire questo spettacolo. Anche la parola spettacolo è una definizione impropria. Si tratta molto di più: di un viaggio – all’interno di questa città fragile, ma anche all’interno di noi stessi. Si arriva in via Ippocrate 45 e si prosegue all’interno del parco dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini, seguendo una fila di luci appese ai rami degli alberi. E alla fine ci si ritrova ad aver percorso più che una strada battuta da migliaia di passi, un percorso nella memoria collettiva e nei pensieri individuali, grazie all’incontro con altre persone.

Il grande spazio del Teatro La Cucina è arredato con cavalletti che offrono allo sguardo: sculture, parole e testimonianze. Gli spettatori possono muoversi tra le parole e scegliere quella che preferiscono, cercarne quindi di nuove per raccontare delle storie che, a loro volta, rimanderanno ad altri racconti. E a partire da un semplice sostantivo, aggettivo o verbo, ecco sgorgare il nostro racconto che – come una goccia nel mare – si unirà a quello dei partecipanti, intervenuti le sere precedenti. Alla fine della performance, lo spazio sarà popolato di nuovi oggetti, parole altre, storie mai ascoltate prima.

Gigi Gherzi accoglie gli spettatori con un grandissimo sorriso e si muove con disinvoltura dentro questa città fragile che, di momento in momento, si edifica sotto i nostri occhi. Ogni volta che qualcuno regala una parola, o un pensiero da leggere ad alta voce, l’attore ringrazia. Aprire la propria mente a degli sconosciuti – mai visti prima e che probabilmente non rivedremo mai più – non è una facile. Ma tornare a casa consapevoli di aver “carpito” un frammento della personalità di queste persone, è un’esperienza meravigliosa. Stare seduti in cerchio ad ascoltare i racconti è un modo per ricordare il piacere di stare a sentire qualcuno che parla ad alta voce. Le storie sono ovunque, intorno a noi. Basta salire su un autobus o passeggiare per un mercato per fare nuovi incontri e scoprire luoghi della nostra città – fragile o meno – che non conoscevamo.

Milano è una metropoli difficile: caotica, rumorosa, inquinata. Ma le persone che ci vivono, chi sono? È quando ci poniamo questa domanda che inizia il nostro percorso all’interno degli spazi urbani, alla ricerca della novità.

È difficile raccontare un’emozione. Per capire fino in fondo il senso di questa performance bisogna partecipare – anche più volte – perché ogni sera si costruisce una città diversa e ogni sera le persone che intraprendono questo viaggio cambiano, oppure sono le stesse, ma sempre diverse, perché il passaggio attraverso la città fragile non potrà mai essere identico a quello della volta precedente.

La performance continua:
Teatro La Cucina
via Ippocrate 45 – Milano
ex ospedale psichiatrico Paolo Pini
fino a domenica 29 maggio
orari: ore 21.00 (lunedì e giovedì 19 maggio riposo)

Teatro dell’Argine e Olinda presentano:
Report dalla città fragile
liberamente tratto dal romanzo Atlante delle norme e dei salti
di Gigi Gherzi
con Gigi Gherzi
regia Pietro Floridia
Posti limitati, necessaria la prenotazione telefono: 02 66200646, mail: olinda@olinda.org

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