80, e non sentirli!

maggio-fiorentinoCon il Requiem di Mozart continuano i festeggiamenti per gli 80 anni della fondazione del coro del Maggio Musicale Fiorentino, nella splendida cornice dell’Auditorium di Santo Stefano al Ponte a Firenze.

“Una delle più belle realtà artistiche a livello internazionale, celebre per duttilità, perfezione tecnica, passione, purezza di canto”. Queste le parole di Matteo Renzi a proposito del coro del Maggio Musicale Fiorentino. Un ottantesimo compleanno davvero sentito, che esprime sentimenti di ammirazione e orgoglio, per un coro che negli anni ha saputo conquistare l’ammirazione di tutti gli appassionati del bel canto, italiani e non.
Quello di giovedì 7 novembre è stato il terzo dei concerti organizzati per l’occasione. Il programma ha previsto l’esecuzione del Requiem in re minore K. 626 di Wolfgang Amadeus Mozart, nella versione di Carl Czerny per soli, coro e pianoforte a quattro mani. Svuotato del mistero e della leggenda, l’ultima creazione del compositore di Salisburgo si rivela per il capolavoro che è. Rimasto incompiuto in seguito alla morte di Mozart, che aveva scritto solo l’Introitus e il Kyrie, è stato poi affidato di nascosto dall’avara moglie Constanze a due allievi del Maestro affinché potesse essere finito e consegnato al Conte Walsegg che in realtà, l’aveva commissionato unicamente per spacciarlo per una sua creazione e farlo eseguire in memoria della moglie.
Bambino prodigio, allievo di Ludwig van Beethoven, virtuoso del pianoforte e fertile compositore, Czerny nasceva lo stesso giorno della morte di Mozart. La sua versione non è una semplice trascrizione per pianoforte, ma mostra una chiara autonomia compositiva con molteplici rimandi agli stili musicali dell’epoca: dal sentito raccoglimento di Franz Schubert alla titanica ampiezza di Ludwig van Beethoven, passando per l’esasperato virtuosismo di Franz Liszt.
In questo senso il pianoforte di Andrea Severi e Paolo Gonnelli si è dimostrato assolutamente all’altezza della difficile partitura e i due Maestri hanno mostrato una notevole capacità tecnica ed espressiva, rimpiazzando egregiamente l’orchestra, prevista nell’organico originale.
Bravi i solisti: il soprano Sarina Rausa, il mezzosoprano Sabina Beani, il tenore Hiroki Watanabe e il basso Diego Barretta, tutti artisti del coro del Maggio; coro che è stato, nonostante qualche piccola défaillance nella sezione sopranile, il vero protagonista della serata, insieme al direttore Lorenzo Fratini. Notevoli i fraseggi che hanno puntualmente e chiaramente messo in luce le dinamiche della composizione; dolcissimi e commoventi i piano e appassionati e coinvolgenti i forte. Fratini ha diretto con gesti espressivi e precisi riuscendo a plasmare coro, pianoforte e solisti in modo da trasportare la folta platea in un turbinio di emozioni sempre crescente.
Un concerto degno di uno dei cori più importanti del panorama lirico nazionale e internazionale. Un compleanno da ricordare e che, per nostra fortuna, ci riserverà altre sorprese nei prossimi mesi. Cento di questi giorni!

Il concerto è andato in scena
Auditorium Santo Stefano al Ponte
Piazza di Santo Stefano – Firenze
Giovedì 7 novembre, ore 20:30

Requiem in re minore K. 626 per soli, coro e pianoforte a 4 mani
di Wolfgang Amadeus Mozart
(versione di Carl Czerny)
Direttore Lorenzo Fratini
Soprano Sarina Rausa
Mezzosoprano Sabina Beani
Tenore Hiroki Watanabe
Basso Diego Barretta
Pianoforte a 4 mani Andrea Severi, Paolo Gonnello
Coro del Maggio Musicale Fiorentino

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