Il Re degli istrioni

ambra-jovinelliFino al 1 novembre, in scena al Teatro Ambra Jovinelli, Riccardo III, una straordinaria versione della tragedia shakespeariana senza tempo.

Quando si tratta di Massimo Ranieri, lo si associa, anzitutto, al ragazzo dalla faccia pulita che concorreva a Canzonissima, fino ad arrivare, passando dall’acuto di chi – con «un po’ d’argento tra i capelli» – ha incantato l’Ariston nell’88, allo showman dei varietà del sabato sera. Forse meno immediatamente lo si immagina nei panni di un malvagio sovrano del XV secolo, nel ruolo di un cattivo shakespeariano in cui, in realtà, senza troppo stupore ormai lo si ritrova da una lunga tournée. E se Riccardo III – ci ricorda Ranieri – «non è soltanto un personaggio straordinario, ma anche un grandissimo attore», lo stesso discorso, sebbene fuor di metafora, diremmo noi, potrebbe valere perfettamente anche per l’artista partenopeo.

L’Ambra Jovinelli, teatro dedito principalmente alla comicità di alto profilo, apre la stagione 2015/16 con l’eccezionale Riccardo III di William Shakespeare in cui, nell’adattamento dell’anglista Masolino D’Amico, Massimo Ranieri si fa splendido protagonista e regista.

Partendo dal copione, dal cast e dalla scenografia, se la penna di Shakespeare rimane superba e intoccabile, e risulta brillante l’ensemble dei diciotto interpreti, qualche nota in più va spesa per la scenografia, che straordinaria, assurge a ulteriore protagonismo. Un’ingegnosa struttura che tutto contiene, avvolge e infine schiaccia, che assume le fattezze di una torre grigia, la quale, ruotando su se stessa, si spalanca e si chiude in maniera serrata, come a mostrare e nascondere imbrogli e omicidi, a rievocare i tempi bui di un’Inghilterra dilaniata dalla Guerra delle due Rose e a proiettare la platea tra interni cupi e gotici, illuminati appena dal luccichio dei gioielli delle dame che li attraversano. A guardarla da altra e più alta prospettiva, la torre pare costituire un tamburo rinascimentale, luogo in cui battono e rimbombano gli interrogativi e i sentimenti dell’umanità, secondo un accostamento suggerito dall’andamento melodico dell’allestimento. Ripetuto costantemente è, infatti, un motivo musicale che porta la firma di Morricone, maestro della colonna sonora di cui anche in questo Riccardo III splende l’abilità di identificare nella musica la scena proposta dallo spettacolo, così da confondere l’idea se siano nate prima le immagini o le note (come in The Mission, film capolavoro del 1986).

Ed è la musica la componente fondamentale della vita artistica di Ranieri, il suo essere cantante trapela nel battere incessante delle battute, nella risata da cattivo pianificatore, nel passo rapido e calcolato di chi mai ha avuto pietà se non in conclusione di vita e solo per se stesso, timoroso di esser stato e poter essere ancora assassino.

Opera teatrale shakespeariana più lunga dopo l’Amleto, questo Riccardo III nei suoi 140 minuti risulta, a voler sforzarsi di trovare una pecca, forse prolisso, se non fosse stata proprio questa l’intenzione originaria di un copione che, pur mantenendo un linguaggio arcaico, sopravvive al logorio del tempo per la tematica mai superata della bramosia di potere e dei compromessi correlati.

«Io sono un istrione a cui la scena dà la giusta dimensione, la vita torna in me, ad ogni eco di scena che io sentirò»: mai parole, come quelle di questa canzone di Charles Aznavour riportata al successo dal cantante napoletano, furono più azzeccate – e nel senso più positivo all’interprete e alla sua carriera – al suo personaggio.

Lo spettacolo è in scena:
Teatro Ambra Jovinelli
Via Guglielmo Pepe, 43 – Roma
dal 22 ottobre al 1 novembre, ore 21.00 (domenica ore 17.00)

RAMA 2000 presenta:
Riccardo III
di William Shakespeare
Traduzione e adattamento Masolino D’Amico
regia Massimo Ranieri
con Massimo Ranieri, Roberto Vandelli, Massimo Cimaglia, Paolo Lorimer, Carla Cassola, Margherita Di Rauso, Paolo Giovannucci, Giorgia Salari, Antonio Rampino, Gaia Bassi, Roberto Bani, Luigi Pisani, Antonio Speranza, Alessandro Parise, Mario Scerbo
scene Lorenzo Cutuli
costumi Nanà Cecchi
luci Maurizio Fabretti
musiche originali Ennio Morricone

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