Ritratti d’autore

Persinsala ha intervistato Amedeo di Sora, autore e regista dello spettacolo Ricordi? Sbocciavano le viole… che ha aperto l’edizione 2014 del festival EXIT

Come non affermare che anche a distanza di anni Fabrizio De André resti una delle figure più affascinanti della cultura italiana, ancora in grado di comunicare allo stesso tempo con almeno quattro generazioni differenti? Per questo nel corso degli anni sono stati allestiti sempre più eventi commemorativi: perché si sente ancora oggi la necessità di omaggiare questo grande personaggio; ciò che è arduo è tentare di non scadere nel già visto, e questo è stato l’imperativo de La compagnia Teatro dell’ appeso per lo spettacolo Ricordi? Sbocciavano le viole…, recital concerto ideato, diretto e interpretato da Amedeo di Sora, con il chitarrista Stefano Spallotta e la pianista Nicoletta Evangelista. Questo spettacolo è andato in scena in un’unica serata presso il Teatro di Tor Bella Monaca, e ha inaugurato il Festival Exit, giunto quest’anno alla sua sesta edizione. L’elemento della versatilità e della contaminazione tra forme espressive, in questo caso musica, teatro ma anche letteratura, è una caratteristica esemplare e distintiva di questa kermesse, che coinvolge alcune tra le migliori compagnie della capitale. Abbiamo posto alcune domande a proposito dello spettacolo ad Amedeo di Sora in persona:

Come nasce l’idea di proporre uno spettacolo, l’ennesimo, basato sulle canzoni di Fabrizio De André? Quale prospettiva inedita propone il suo allestimento?
Amedeo di Sora: «Innanzitutto, c’è da dire che lo spettacolo è concepito da un interprete di teatro (il sottoscritto) che, negli anni giovanili era la voce solista di un “complesso” musicale. Il canto, infatti, è stata la mia prima passione artistica. De André era uno dei miei cantautori preferiti, in particolare per la poeticità dei testi. È per questo motivo che mi ha intrigato moltissimo l’idea di interpretare le sue canzoni coniugandole con i versi di alcuni poeti che, direttamente o indirettamente, si collegano al suo mondo: Tarchetti, Gozzano, Lorca, Cohen, Brassens. Oltre a ciò, ho operato una approfondita ricerca di articoli, interviste, riflessioni allo scopo di intrecciare le canzoni con elementi di pensiero. In breve, ho cercato di enucleare il “pensiero poetante” dell’artista ligure».

Come avete scelto brani e canzoni? Esiste una struttura fissa per mettere in scena questo recital concerto?
A. di S.: «Brani e canzoni sono stati scelti sulla base dei miei gusti personali, privilegiando la prima fase della produzione artistica di De André. La struttura, da dieci anni a questa parte, è rimasta pressoché invariata, avendo riscontrato il favore di tanti e diversi pubblici».

Lo spettacolo si muove cercando un delicato equilibrio tra emozione e cognizione: quale dei due aspetti ritiene essere prioritario?
A. di S.: «Emozione e cognizione sono elementi inscindibili della poesia e della musica di Faber; pertanto, insieme con Nicoletta Evangelista e Stefano Spallotta, da sempre miei complici musicali, ho inteso miscelare adeguatamente entrambe le componenti».

Chi potrebbe, oggi, raccogliere l’eredità di De André? Qual è l’eredità che il suo spettacolo cerca di raccogliere e rilanciare? Qual è, in altri termini, la sua “emergenza”?
A. di S.: «
Gli artisti “inattuali”, come De André, non hanno eredi, perché sono “maestri irregolari” e non mirano a fare proseliti. L’emergenza attuale, per me, è quella di una nuova istanza libertaria. Non è certo casuale che nei miei spettacoli di “teatro canzone” i protagonisti si chiamino Fabrizio De André e Piero Ciampi. Tra i cantautori odierni, mi piace molto Vinicio Capossela».

A chi consiglia di vedere il suo spettacolo: a chi già conosce il cantautore genovese e potrà riscoprirlo una volta di più? Oppure a chi non ne ha mai sentito parlare e potrà rendersi conto di cosa si stava “perdendo”?

A. di S.: «Il mio spettacolo si rivolge a tutti coloro che desiderano scoprire o ri-scoprire le parole e le musiche di un grande artista e poeta che ha incarnato la dimensione della solitudine e della solidarietà. Per usare le parole di Albert Camus, De André era al tempo stesso solitaire e solidaire e, proprio per questo, nel panorama desolato e desolante dei nostri tempi, egli è ancora più “inattuale” di ieri.

Lo spettacolo è andato in scena all’interno della rassegna EXIT – Emergenze per identità teatrali
Teatro di Tor Bella Monaca
via Bruno Cirino – Roma
domenica 28 novembre, ore 21.00

La compagnia Teatro dell’ appeso presenta
Ricordi? Sbocciavano le viole…
regia e interpretazione Amedeo Di Sora
chitarre Stefano Spallotta
piano e tastiere Nicoletta Evangelista

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