Se la pazzia è un gioco per sopravvivere

teatrolascaladellavita2Al teatro Scala della Vita di Milano: Ridevamo come matte, un intenso ed emozionante testo su Alda Merini portato in scena da Laura Fedeli e Greta Cappelletti e tratto dall’omonimo testo di Luisella Vèroli.

La semplicità in teatro è, ultimamente, sempre più un valore – riscoperto e promosso dalle giovani compagnie: vuoi per le contingenze materiali, vuoi per il periodo infausto a livello di finanziamenti per l’arte. Comunque sia, innegabilmente vale sempre di più il motto less is more. E non poteva essere diversamente per uno spettacolo dove la protagonista è la grande Alda Merini: già il suo nome evoca emozioni potenti, suoni e parole indissolubili. Tutto quanto fosse stato scenicamente aggiunto alla fisicità vigile e sentita di Greta Cappelletti e Laura Fedeli sarebbe stato eccessivo, superfluo.

Le Calicanti è un gruppo teatrale nato recentemente dal felice incontro delle succitate interpreti con la drammaturga Alessandra Canestrini e la regista Silvia Rigon. Tutte hanno avuto la fortuna di incontrare personalmente Luisella Vèroli, l’autrice di Reato di vitaovvero la biografia voluta dalla stessa Merini – e del testo che dà il titolo allo spettacolo e dal quale si prende spunto per rievocare come Vèroli fu convocata dalla poetessa stessa per “tradurre in letteratura” tutto quello che poteva fluire dal loro incontro. Alla fine della performance, Luisella ci regala una commossa testimonianza di tanti altri episodi, pensieri, aneddoti che il testo – già di per sé ricco – non poteva annoverare per questioni di tempo e intensità scenica: quello che ne emerge è una figura totemica, geniale, affascinante e totalmente femminile di Alda.

Da questo convito di creatività tutta al femminile – e di giovanissime: vale la pena sottolinearlo – è nato uno spettacolo che fa parlare di Merini – grazie a una bravissima Laura Fedeli – per mezzo delle sue stesse poesie, attraverso le sagaci osservazioni o le divertenti barzellette che spesso la stessa raccontava alla sua biografa. Ma il racconto prende vita, anche e soprattutto, grazie agli aneddoti che Vèroli-Cappelletti ricorda, divertita o talvolta amareggiata, a seconda che l’animo passionale di Alda si esprimesse in modi di affetto ancestrale e diretto o di riprovazione, come era solita fare anche con gli amici più cari.

Più della parola, però, quello che lascia commossi è che l’anima di Alda arrivi ancora più intensamente grazie alle movenze, ai gesti, alle relazioni che si intrecciano tra i corpi delle due attrici: con la loro presenza scenica, Cappelletti e Fedeli fanno intuire tutto quel sottobosco di non detto e di emozioni che caratterizzò l’incontro di queste due anime – ognuna matta a suo modo; perché, in fondo, è vero che siamo tutti un po’ matti e che gli unici a non esserlo sono quelli etichettati come tali.

Spettacolo da tenere d’occhio anche perché – pur se in replica unica al Teatro Scala della Vita – sarà presto presentato in altri luoghi: non lasciatevelo sfuggire.

Lo spettacolo è andato:
Teatro Scala della Vita
via Piolti de’ Bianchi, 47 – Milano

Ridevamo come matte
ispirato all’omonimo testo di Luisella Vèroli
drammaturgia di Alessandra Canestrini
regia di Silvia Rigon
con Greta Cappelletti e Laura Fedeli

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