Immagini dalla musica

Da Mozart a Debussy fino ad Astor Piazzolla. Quando la musica diventa un viaggio tra fantasia e realtà.

All’interno della rassegna teatrale Exit, quella del pianista Stefano Caponi è un incursione musicale emozionante. Per gli appassionati dell’arte istrionica sedersi in sala e trovare, al posto della scenografia, un pianoforte a coda è una novità. Soprattutto perché il Furio Camillo non è un grande auditorium, ma un piccolo e affascinante teatro. La vicinanza con l’artista è tale da vedere ogni movimento della mano, ogni espressione del volto. Anche suonando si interpreta, e per farlo bisogna lasciarsi trasportare dalla musica. Stefano Caponi ci riesce e con le sue Riflessioni Musicali seriamente scherza con le note. Si inizia con la versione “originale” della Sonata in Do maggiore di Mozart e da qui si passa a una riscoperta del genio. Caponi sorpassa le logiche accademiche mischiando le melodie settecentesche mozartiane con ritmi coinvolgenti che ricordano il charleston dei “ruggenti anni venti” o il blues newyorkese. L’entusiasmo dell’uditorio rievoca quei locali jazz dove le note colpiscono al cuore e allo stomaco rendendo difficile restare fermi. Dopo l’omaggio a Mozart, ci avviciniamo a una sensibilità più prossima all’uomo contemporaneo. È la sensibilità dell’”impressionismo musicale” francese e di Debussy. Similmente a ciò che accade nella pittura, in musica l’impressionismo pone l’accento sul colore e sul timbro dei toni per evocare atmosfere e sensazioni. Così Debussy, per mano di Caponi, in La cattedrale sommersa con suoni attutiti e lontani conduce la sala negli abissi dell’oceano. Riemergendo dall’acqua grazie al suono degli applausi, la piccola sedia posta vicino al lungo pianoforte viene finalmente occupata. Ci si siede Cristiano Lui accompagnato dal parente più stretto del piano: la fisarmonica. Strumento popolare per eccellenza, fu portato a Parigi dagli italiani nei primi del Novecento. In quegli anni nella Ville Lumière accompagnava i passi vertiginosi del Bal musette. Mentre Lui mescola le dita tra la tastiera e la bottoniera non è difficile immaginare, dietro la sua figura, le rotazioni di due abili ballerini. Il viaggio prosegue e termina in Argentina tra le melodie passionali del Nuovo Tango di Astor Piazzolla.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Furio Camillo
via Camilla, 44 – Roma
domenica 11 dicembre, ore 18.00

La Kipling Academy presenta
Riflessioni Musicali
pianoforte Maestro Stefano Caponi
fisarmonica Maestro Cristiano Lui

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