Brutto e dannato

pergola-teatro-firenzeContinua l’interessante stagione del Teatro della Pergola di Firenze. Dal 4 al 9 febbraio il teatro toscano ha ospitato Alessandro Gassmann, nella duplice veste di protagonista e regista, e il suo spietatissimo R(iccardo) III.

Un po’ Dark Shadow e un po’ Frankenstein (la creatura però), un po’ medievale e un po’ futurista. A metà strada tra un robot e un ufficiale nazista, questo è lo shakespeariano Riccardo III di Alessandro Gassmann. Un ostinato arrivista senza scrupoli che uccide tutti quelli che osano mettersi, magari anche inconsapevolmente, tra lui e il Sacro Trono d’Inghilterra. Un uomo orribilmente deforme, dentro e fuori, che già il bardo aveva rappresentato come un essere rivoltante, temuto da amici e nemici, e odiato perfino da una madre sfinita dal dolore, la sua, che arriva a maledire il proprio ventre per aver partorito un serpente tanto velenoso.
R III nasce dal fruttifero incontro con Vitaliano Trevisan, celebre drammaturgo e regista teatrale, che ha saputo catturare l’attenzione di Gassmann grazie a un interessante riadattamento di un testo minore di Goldoni. La grande sfida dell’allestimento è consistita nel rendere la titanica tragedia inglese facilmente comprensibile a tutti; egli ha saputo mutare un linguaggio a volte macchinoso e un po’ “obsoleto” e renderlo immediato e moderno, alla portata di tutti «attraverso una nuova struttura lessicale diretta e priva di filtri, che liberasse l’opera da ragnatele linguistiche» e che riuscisse lo stesso a trascinare il pubblico in un «viaggio affascinante e tragico attraverso le pieghe oscure dell’inconscio e le ‘deformità’ congenite dell’animo umano».
Notevole la resa scenica e intelligente la regia. I pochi attori, appena nove, all’occorrenza vengono moltiplicati da video proiettati su dei teli che fungono contemporaneamente da schermo e da barriere architettoniche tra uno spazio scenico e l’altro. Inoltre, grazie a un oculato uso delle luci, il palco diventa campo di molteplici azioni drammaturgiche quasi contemporanee e lo spettatore riesce a seguire le intricate vicende senza alcuna difficoltà. Belle e funzionali le musiche di Pivio e Aldo De Scalzi ai quali Gassmann ha specificamente chiesto uno studio delle melodie medievali per giungere a risultati a metà strada tra tradizione e modernità. In questo modo la colonna sonora dello spettacolo evoca qualcosa di lontano, ma lo fa utilizzando delle sonorità e una strumentazione inequivocabilmente contemporanee.
Alessandro Gassmann interpreta un Riccardo III abbastanza convincente. L’attore ha deciso di disegnare il malvagio sovrano, come un essere dolorante affetto da gigantismo e non ingobbito come vorrebbe invece la tradizione. Egli non cammina con facilità, non può rimanere fermo a lungo e non riesce a piegarsi o a rialzarsi senza smorfie di dolore rumorose e fastidiose. Se Riccardo deve risultare insopportabile a molti, e suscitare antipatia e odio in tutti, ebbene Gassmann ci riesce benissimo. Davvero bravissimi tutti gli attori. Una menzione particolare meritano Manrico Gammarota (Lord Tyrrell) killer spietato eppure così tristemente umano; Mauro Marino (Edoardo IV, Regina Margherita e Lord Stanley) capace di interpretare tre personaggi profondamente diversi con uguale credibilità e coinvolgimento psicologico; Marco Cavicchioli (Duca di Clarence, Lord Hastings) attore tragicomico che strappa più di una risata a un pubblico profondamente amareggiato; Sergio Meogrossi (Duca di Buckingham) pensato e disegnato come un burtoniano Beetlejuice triste e arrivista. Infine, accorata e disperata è la Duchessa di York di Paila Pavese. È lei la madre del mostro, è colpa sua se la tragedia si sta compiendo e sul suo volto, solcato dalla disperazione, nasce la maledizione che porterà Riccardo alla tomba: «dispera e muori, figlio!».
Uno spettacolo ben immaginato e realizzato, quello di Gassmann. Un Riccardo III moderno e universale che, con un linguaggio quasi cinematografico e curato nei minimi dettagli, riesce a coinvolgere un pubblico estremamente eterogeneo unito però da un grido unanime: dispera e muori, Riccardo!

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro della Pergola
Via della Pergola, 18 Firenze
Martedì 4 febbraio, ore 20:45
Mercoledì 5 febbraio, ore 20:45
Giovedì 6 febbraio, ore 20:45
Venerdì 7 febbraio, ore 20:45
Sabato 8 febbraio, ore 20:45
Domenica 9 febbraio, ore 15:45

RIII – Riccardo III
di William Shakespeare
Adattamento e traduzione testi di Vitaliano Trevisan
Regia e ideazione scenica Alessandro Gassmann
Con Mauro Marino, Giacomo Rosselli, Manrico Gammarota, Emanuele Maria Basso, Sabrina Knaflitz, Marco Cavicchioli, Marta Richeldi, Sergio Meogrossi
Con la partecipazione di Paila Pavese
Scene Gianluca Amodio
Costumi Mariano Tufano
Musiche Pivio e Aldo De Scalzi
Videografia Marchio Schiavoni
Produzione Teatro Stabile del Veneto, Fondazione del Teatro Stabile di Torino, Società per Attori

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