Un inferno gonfiabile

teatro-cooperativa-milanoUno scenario apocalittico cala sul Teatro della Cooperativa di Milano: cosa succederebbe se la fine del mondo stesse davvero per arrivare? Rimidia, in scena fino a domenica 21 aprile, prova a rispondere con ironia: ma siamo sicuri che ci sia davvero qualcosa da ridere?

Apre lo spettacolo una scena dal forte potere simbolico. L’idea della fine si fa immediatamente viva nell’animo degli spettatori: gli attori recitano all’interno di una piscina gonfiabile posta al centro del palco. L’immagine rievoca racconti apocalittici e infernali che appartengono all’immaginario comune. Le palline di plastica rossa, che riempiono la vasca, sono i soli oggetti che i protagonisti maneggiano nel corso della performance. Per muoversi, i quattro interpreti sono costretti a inginocchiarsi e strisciare. Incarnano dei personaggi sottoumani, incapaci persino di mantenere una posizione eretta: sono uomini e donne “senza spina dorsale”. Insensibili, frustrati, rassegnati e crudeli, solo il pericolo di un’imminente fine del mondo è capace di risvegliarli dal torpore esistenziale in cui sono caduti. Il suono metallico di un allarme, che irrompe regolarmente sulla scena, allude al pericolo e segna la fine degli sketch che si alternano nel corso dello spettacolo. L’atmosfera comica s’interrompe e queste grottesche caricature umane impugnano un telefono, pronte a lasciare il loro ultimo messaggio. L’amore, la famiglia, l’esistenza di Dio: forse sono questi i temi che li preoccupano davvero. Basteranno gli ultimi scrupoli a nobilitare le loro vite?

Nel testo di Rimidia, però, la fine del mondo diventa fonte di spunti comici più che il pretesto per una puntuta riflessione sulla società. Alcune scene sembrerebbero proporre una commistione tra i due piani ma, alla fine, la tentazione di far ridere ha sempre la meglio. Nella loro interpretazione, Eliseo Cannone, Alex Cendron, Serena Di Gregorio e Laura Pozone privilegiano un tono scanzonato e, a tratti, farsesco. Questa scelta stilistica trae in inganno il pubblico che, conquistato dall’esilarante humour di alcune scene, fatica ad accorgersi di come quell’aridità umana, ritratta sul palco, offra più spunti tragici che risvolti comici.

Una voce fuori campo annuncia che lo squillo del telefono rosso, che si trova a fianco del recinto di plastica, indicherà la fine: quella dello spettacolo e quella del mondo. Il temuto suono arriva, ma nonostante l’avviso dell’Apocalisse, c’è ancora il tempo per concedere il bis acclamato dagli spettatori.

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Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro della Cooperativa
via Hermada, 8 – Milano
fino a domenica 21 aprile
orari: da mercoledì a sabato, ore 20.45 – domenica, ore 16.00

Rimidia (l’Apocalisse)
testo Francesca Sangalli
regia Alex Cendron
con Eliseo Cannone, Alex Cendron, Serena Di Gregorio, Laura Pozone
produzione Giovio 15

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