Il vaudeville della memoria

funaro-pistoiaIn prima assoluta, al Funaro di Pistoia il 26 e 27 febbraio, l’ultima creazione della coppia Roberta Bosetti e Renato Cuocolo – per un’esperienza di teatro e vita, mescolati irriducibilmente nella loro ricerca.

Il presente, come vento, spazza via frammenti di passato. Un po’ rivisitata, questa è la frase che conclude Roberta cade in trappola, ultima opera di Renato Cuocolo e Roberta Bosetti, a compimento di un mese di residenza artistica al Funaro di Pistoia. A inizio febbraio abbiamo vissuto The Walk, mentre il 26 e 27 febbraio è stato il turno di questo finto vaudeville di una memoria che si riavvolge su se stessa, come il nastro di un registratore impazzito. Un flusso di coscienza dove riaffiorano volti, nomi, momenti dolorosi – e altri imbarazzanti.
Come sempre tutto passa attraverso la voce dell’interprete Roberta Bosetti – una voce questa volta fin troppo addomesticata, scivolata in note leggermente melodrammatiche. Tuttavia, la magia si ripete nuovamente, e il pubblico pende dalle sue labbra, mentre bizzarre, stranianti fotografie proiettate sullo schermo fanno da contrappunto al racconto di un viaggio a ritroso fino all’infanzia, in un percorso non ovvio, non geometrico – a tratti ironico e amorevolmente confuso. Come dopo una grande tempesta, a detta di Roberta Bosetti, e un anno di depressione in seguito alla scomparsa della madre, tornano a galla i pezzi del naufragio. Alcuni sono relitti integri, altri irriconoscibili.
Un fiume in piena rompe le dighe e sciacqua il volto agli spettatori, ma la forma geografica è ordinata, compatta: un tavolo, alcuni quaderni, un vecchio registratore – il famoso “Geloso”. E ancora, un leggio con il libro di immagini di uomini e donne quasi usciti da un film di Altman – oggetto del desiderio della videocamera di Cuocolo.
La memoria è una trappola, dunque, una trappola rassicurante, dove la realtà diviene finzione, invenzione, e può essere sbugiardata, difesa oppure offesa. Dai compleanni grotteschi dell’età adulta, fino al racconto di quello per i suoi primi tre anni. Dal dottor Spera ai cliché sugli psicofarmaci, la scrittura si anima con la recitazione, si abbiglia con pause e tonalità che rappresentano la vera trasgressione teatrale: il salto dal testo all’azione, il dare corpo a parole che vogliono gridare la desolazione del cuore, e i buchi neri del passato.
Una sorta di farsesca seduta dallo psicanalista dunque, Roberta cade in trappola, pur con tutti i controsensi e gli intermezzi puramente scenici: il microfono, i brani musicali, l’impostazione di una voce che gioca con le atmosfere e i colori, una drammaturgia illuminata e anatomica, che scava nel corpo e nell’interiorità della sua interprete.
“Io sono Roberta e stasera interpreto me stessa”, così ha inizio l’ennesima esperienza della coppia che arriva là dove altri non arrivano: fondersi per un istante con lo spettatore, avvicinarsi alla vita in modo così stranamente artefatto eppure spontaneo, perché morte, amore, disagio, depressione ci accomunano tutti.

Lo spettacolo continua:
Centro Culturale Il Funaro

via del funaro 16, Pistoia
venerdì 26 e sabato 27 febbraio, ore 21.00

Roberta cade in trappola – The space between
Tredicesima parte di Interior Sites Project
di Renato Cuocolo e Roberta Bosetti
con Roberta Bosetti
regia Renato Cuocolo
produzione Iraa Theatre coproduzione Il Funaro

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