Lasciare andare

Ultimo spettacolo di Scintille, la rassegna di teatro ragazzi, al Teatro della Misericordia di Sansepolcro è andato in scena Robinson Crusoe. L’avventura, un magico viaggio alla ricerca della libertà.

Che siano delle marionette da tavolo a insegnarci cosa sia la vera libertà è cosa strana e decisamente affascinante. Ma eccola lì, animata da Silvano Fiordelmondo e Francesco Mattioni, la marionetta di Robinson – che lotta per inseguire i propri sogni e realizzarsi come uomo libero. Imbarcandosi per viaggiare intorno al mondo ma naufragando su di un’isola deserta, proprio come nel libro di Defoe.

Robinson Crusoe. L’avventura, come riferiscono i due attori a fine spettacolo, nasce da un lavoro di squadra e si avvale della collaborazione del giovane regista Simone Guerro (anche autore delle musiche di scena) e dell’artista/scenografo Frediano Brandetti, ideatore dell’incredibile macchina scenica/scenografia. Rispetto alle produzioni precedenti della Compagnia, Robinson va all’essenziale, cerca la sintesi, portando in scena soltanto due marionette da tavolo (quelle di Robinson e di Venerdì) e concentrandosi con accuratezza sul rapporto attore/marionetta. Sorprendente e appassionante il modo in cui viene impostato il loro rapporto, attraverso il continuo entrare e uscire dalla narrazione, e il gioco con i piani del racconto e le strutture della storia. Francesco e Silvano, infatti, sono sì marionettisti, ma anche personaggi, compagni di viaggio e, talvolta, consiglieri del giovane Crusoe e del povero Venerdì.

In scena, cassoni di legno e una grande struttura cubica fatta di cannette armate, pronte a trasformarsi in qualsiasi oggetto utile alla storia; e che, da fondale/capanna, si trasformano in nave, taverna o biblioteca, con il semplice alternarsi di montaggio e smontaggio delle strutture, secondo un meccanismo di combinazione e assemblaggio. Nel complesso, una meravigliosa macchina scenica che stupisce per la sua funzionalità e incanta per la bellezza delle soluzioni alle quali riesce a dare vita. Nascono così momenti e immagini di intensa suggestione: dalla biblioteca che sembra esplodere quando Robinson prende finalmente la sua decisione di andare per mare, alla grande scena del naufragio (in cui la scatola scenica va a pezzi, con un effetto meraviglioso di sovrapposizione di piani – dato che sono sia la nave sia l’oggetto teatrale a essere distrutti).

Dal punto di vista dell’approfondimento psicologico, il rapporto che si instaura fra Venerdì e Robinson, con un Robinson tutto intento a studiare e scrivere memorie e poesie, mentre Venerdì lavora per lui, ha la forza di uno schiaffo – in quanto perfetto e canzonatorio ritratto di una civiltà che può dedicarsi alle attività artistiche e letterarie in quanto fondata sull’asservimento di una classe sociale, ovviamente subalterna.

La ricerca della libertà e il bisogno di amicizia sono gli argomenti chiave – nonché i messaggi – di questo spettacolo. E, se da un lato, il pubblico apprende che la libertà autentica si compie solo nel momento in cui si impara a lasciare liberi gli altri, e si favorisce la ricerca di libertà e autonomia altrui; dall’altro, si scopre che più l’altro da sé è diverso e distante dal sé, e maggiore è il percorso che compiamo nella vita, arricchendola e guadagnando in profondità.

Se c’è un difetto, lo si può trovare nello snodarsi della narrazione stessa, in quanto la storia non sembra seguire un’evoluzione costante ma procedere per grandi salti o blocchi, di cui assurgono a protagonisti non uno, bensì tre diversi Robinson. Inoltre spiace che i temi fondamentali dell’amicizia e della libertà, così importanti nell’economia dello spettacolo, non ricevano tutto lo spazio che meriterebbero in un finale che non si giova del tempo necessario.

Nonostante questi piccoli appunti, viene da chiedersi perché alcune tra le messinscene più interessanti siano realizzate all’interno del teatro ragazzi. È la voglia di giocare a tenere così viva la creatività? O l’impegno continuo nella ricerca unito a un atteggiamento che mira a non prendersi troppo sul serio? O, ancora, è il frutto di un costante e onesto lavoro, che non ha paura di essere definito “artigianale”? Quale che sia la risposta, Teatro Pirata regala con Robinson Crusoe. L’avventura una lezione importante sulle potenzialità e le meraviglie del fare teatro.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro alla Misericordia
via della Misericordia, 19 – Sansepolcro (AR)
domenica 17 aprile, ore 17.00

Associazione Teatro Giovani Teatro Pirata presenta:
Robinson Crusoe. L’avventura
ideazione e scrittura Simone Guerro, Silvano Fiordelmondo e Francesco Mattioni
regia Simone Guerro
con Silvano Fiordelmondo e Francesco Mattioni
musiche originali Simone Guerro
scenografie Frediano Brandetti

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