Per chi ha sempre pensato di farne a meno

Si inaugura il Roma Fringe Festival 2014 con proposte molto diverse tra loro: tra giovani riscritture delle storie dei personaggi shakespeariani, intrattenimenti di stampo rezziano, papesse nane e coppie vintage alla Barbie e Ken.

È ancora molto alta la temperatura capitolina all’approssimarsi del tramonto a Villa Mercede. I trentadue gradi centigradi accompagnano dall’ingresso di via Tiburtina e lungo tutto il viale che conduce agli ingressi dei tre palchi che daranno lo spazio, tutte le sere per un mese, alle nove proposte di spettacolo.

Con ottanta rappresentazioni di provenienza nazionale e internazionale, nel terzo anno di presenza nella capitale, il Fringe offre al pubblico romano oltre duecento repliche degli spettacoli. Le provenienze spaziano da quelle europee (Londra, Bruxelles, Rouen) a quelle oltreoceano (New York, St.Louis). Tra i punti a favore si possono quindi annoverare le tre prime internazionali, le oltre venti nazionali e una decina di spettacoli alla stand-up comedy. Una categoria, quest’ultima, che è stata aggiunta in questa edizione, ma in una sezione a parte, in modo da tenerla distinta dal teatro convenzionale e di riconoscerle comunque una rilevanza al pari di quella che ha negli altri Festival internazionali del circuito Fringe. Ogni sabato andrà in sena la sezione Stand-up FREEnge, che vedrà alternarsi tre comici a sera, in aggiunta agli spettacoli che avranno ricevuto più consensi nell’arco della settimana.

Gli obiettivi che gli organizzatori del Festival si sono posti sono di due ordini di grandezza: la promozione di spettacoli indipendenti e l’avvicinamento del pubblico al teatro. In particolare il Roma Fringe 2014 è «per chi ama il teatro ma soprattutto per chi ha sempre pensato di poterne fare a meno», e cioè, a detta di Davide Ambrogi, ideatore e direttore artistico del Festival, «il teatro deve essere per tutti, non per chi ha studiato o per i superappassionati. Il pubblico bisogna andarselo a cercare, proprio quello che non ha mai avuto la più pallida intenzione di trovarsi seduto in platea».
La vera forza del Fringe sono le compagnie indipendenti che autoproducono gli spettacoli che portano in scena. Interessante quindi la vetrina, soprattutto se inserita in un contesto romano che normalmente offre la possibilità di esibirsi gratuitamente solo in spazi ridotti presenti in zone periferiche, e con scarsi mezzi promozionali.

Sono giovani ed emozionati gli attori che sul Palco C portano in scena Shakescene. La rappresentazione vuole essere un rimescolamento, in chiave comica, delle storie dei personaggi shakespeariani: il folletto Puck funge da cornice alle varie storie d’amore tra Ofelia e Romeo, Otello e Caterina e Desdemona e Petruccio.
In parallelo, sul Palco B, va in scena Petimus Rogamus, una originale commedia a tratti vintage, a tratti buffonesca, che ripropone in maniera grottesca temi attuali, come quello della felicità nel rapporto di coppia. I protagonisti sono un uomo e una donna dalle movenze burattinesche. Come nel mondo di Barbie, vanno in bicicletta, si fermano su un prato per fare un pic-nic e infine si uniscono in matrimonio per soddisfare i loro bisogni primordiali: possedere una donna (per lui) e avere dei figli (per lei). Li sposerà una impertinente papessa nana, simbolo del potere ancestrale del tempo. Interessante la caratterizzazione dei personaggi e la fluidità della drammaturgia nei passaggi tra i vari argomenti.
A chiusura della caldissima serata, sul Palco A Daniele Parisi porta in scena Ab hic et ab hac, spettacolo fuori concorso che ha preso il posto di E poi quella sera… sarà stato il ’72 che, per problemi tecnici, non ha potuto partecipare al Festival. Daniele Parisi è un performer comico esuberante ed esilarante. Probabilmente affascinato dalla comicità di Antonio Rezza, riesce a portare in scena una testo che richiede capacità mimiche e trasformiste interessanti. I temi affrontati sono i più vari ma sicuramente il principale è quello amoroso. Il pubblico partecipa attivamente e il divertimento è assicurato.

Lo spettacolo continua:
Villa Mercede
via Tiburtina, 113 – Roma
entrata libera al parco
fino a domenica 13 luglio
ingresso agli spettacoli 5 euro

Petimus Rogamus
di Marco Bilanzone
regia Lorenzo Montanini
con Carotta Piraino, Daniel Plat, Mersia Valente, Diego Valentino Venditti
12 giugno Palco B ore 23.30
13 giugno Palco B ore 22.00

Shakescene
Scuoti Scena
di Francesca Florio
regia Francesca Florio
con Tiziana Bozzacco, Ramona Gargano, Emanuele Guzzardi, Alessia Paladino, Eugenio Tiberi
13 giugno Palco C ore 20.30

Ab hic et ab hac
di e con Daniele Parisi
(fuori concorso)

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