Tradizione e innovazione, talento e spettacolo

Uno dei Festival più attesi della stagione culturale romana quest’anno fa le cose in grande, con l’intenzione di stupire il pubblico con classe  e originalità.

La tredicesima edizione del Rome Chamber Music Festival consacra definitivamente questo evento come uno dei più preziosi ed esclusivi dell’intera scena culturale estiva, romana e non solo; il tono è sempre più “internazionale”, e per quest’anno gli organizzatori hanno puntato non solo a mantenere le specificità che hanno fatto di questo Festival qualcosa di unico, ma hanno deciso di proporre al grande pubblico anche elementi di innovazione. Per questo, l’edizione 2016 del Festival diretto da Robert McDuffie, violinista di fama mondiale, è sorprendente e testimonia la volontà di non cristallizzarsi in una formula stantìa, quanto di rinnovare e sperimentare tenendo fermo quello che è il principio portante della kermesse, ovvero l’amore per la buona musica. Come per gli anni passati, la cornice è quella di Palazzo Barberini e del Salone di Pietro da Cortona; la serata del 29 giugno è indicativa di questo doppio movimento, ovvero da un lato confermare la formula vincente e dall’altro lo slancio per qualcosa di inedito.

La prima parte del concerto ha visto protagonisti i giovani talenti della musica classica, provenienti da ogni parte del mondo; ad aprire lo spettacolo, il Trio per archi D. 581 di Franz Schubert, opera giovanile del genio austriaco dove temperamento romantico e ironia si intrecciano in un passionale flusso di contrappunti. La viola di Lawrence Dutton presiede la maestria e la bravura dei due giovani Hoei Lien The (violino) e Tristan Feichtner (violoncello). Il secondo pezzo si è avvalso di un’interpretazione quasi commovente: si è trattato della Sonata per due violini, op. 56 di Sergej Prokofiev, opera complessa e non così conosciuta. I due violini, Ekaterina Valiulina e Dustin Wilkes-Kim, si rincorrono fino allo stremo, restituendosi di continui i guizzi e trilli vorticosi; i due giovanissimi musicisti si dimostrano all’altezza della sfida, per un brano affatto ovvio.

Se questa parte della serata ha confermato l’approccio classico del Rome Chamber Music Festival, la seconda ha rappresentato un momento unico che ha lasciato a bocca aperta tutto il pubblico; si è trattato di un classico del Novecento, ovvero l’Histoire du soldat di Igor Stravinskij, opera capitale nella quale il compositore sovrappose la sperimentazione musicale alla tradizione folkloristica russa, fatta di favole e balli popolari. Un’opera cardine che spesso viene proposta nella sua traduzione da camera, al più accompagnata dalle letture dei meravigliosi versi che la compongono. Invece il Rcmf ha voluto fare di più, molto di più: grazie alla straordinaria regia di Enrico Stinchelli, che si è avvalsa di efficaci strumenti multimediali e di un disegno luci di grande impatto, l’opera di Stravinskij ha riacquistato magicamente tutta la sua potenza e profondità. Sulla scena attori noti come Roberto Zibetti nei panni del narratore, Alessia Petregnani in quelli del giovane soldato, e Paolo De Vita in quelli del diavolo, mentre Chiara Giancaterina interpreta la principessa attraverso la danza. Belli i costumi, bellissime le proiezioni in mapping fatte sulla parete della sala, che hanno contribuito a proiettare lo spettatore in un mondo fantastico e fatato, assieme ai colori delle luci che ben si armonizzavano col dialogo che l’orchestra ha instaurato con gli attori.
Il risultato è un’opera sognante, che dimostra come le intenzioni di McDuffie e della sua squadra siano quelle di andare oltre i confini del già fatto e di sorprendere il pubblico; in questa direzione va la decisione di coinvolgere, per quest’anno, anche Mike Mills, vecchio compagno di studi di McDuffie. Mills è famoso per essere il bassista della rock band americana R.E.M., ma negli ultimi tempi si è cimentato nella scrittura compositiva, e il suo Concerto per rock band, violino e quintetto d’archi è in programma giovedì 30 giugno: ancora una volta, tradizione e innovazione, la grandezza degli antichi maestri e i nuovi linguaggi della cultura contemporanea.

Lo spettacolo è andato in scena:
Palazzo Barberini – Salone di Pietro da Cortona
via delle Quattro Fontane, 13 – Roma
mercoledì 29 giugno, ore 20.30

Rome Chamber Music Festival 2016 presenta
Trio per archi in si bemolle maggiore, D. 581 
di Franz Schubert
Hoei Lien The, violino
Lawrence Dutton, viola
Tristan Feichtner, violoncello

Sonata per due violini in do maggiore, op. 56
di Sergej Prokofiev
Ekaterina Valiulina, violino
Dustin Wilkes-Kim, violino

Histoire du soldat
Histoire du soldat
di Igor Stravinskij
regia Enrico Stinchelli
con Roberto Zibetti, Alessia Patregnani, Paolo De Vita, Chiara Giancaterina

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