Dal Settecento alla musica popolare, tra elogi e conferme

Palazzo Barberini è stato ancora una volta lo scenario memorabile del Rome Chamber Music Festival, evento arrivato alla quattordicesima edizione e che quest’anno ha messo in connessione la tradizione barocca con la sperimentazione moderna.

Ormai dal 2012, il Rome Chamber Music Festival, diretto da Robert McDuffie, ha trovato una sede stabile in uno dei luoghi magici della capitale, ovvero Palazzo Barberini, nello specifico nel Salone affrescato da Pietro da Cortona con il Trionfo della Divina Provvidenza; un ambiente fastoso e ipnotizzante per la sua bellezza, cornice ideale per un festival che nel corso degli anni è riuscito ad affermarsi come una delle realtà più significative dell’estate romana. Ciò che rende il Rome Chamber un evento unico nel suo genere è il carattere “mecenatistico” degli organizzatori, che propongono concerti di altissimo livello interpretati da giovani e giovanissimi musicisti affiancati da personalità affermate del panorama musicale internazionale.

Quest’anno, il sottotitolo della kermesse ha espresso al meglio l’ampiezza della proposta: Baroque Brahms Bluegrass, tre “B” che definiscono appieno l’ampiezza e la varietà della proposta del festival, che mai come quest’anno ha spaziato dalla tradizione sei-settecentesca (Vivaldi, Corelli e Bach) ai giganti della modernità (Brahms per l’appunto, ma anche Beethoven e Saint-Saëns), per sfociare nell’ambito della tradizione popular incarnata dal genere Bluegrass, evoluzione della tradizione americana country e jazz, intrisa della sensibilità del Sud-Est rurale americano, ricco di elementi blues, gospel e folk. Questa visione sperimentale è caratteristica dello spirito del Festival, che fa corrispondere alla poliedricità dell’interpretazione di artisti di diversa provenienza ed età, l’ampiezza di orizzonte dei generi e delle opere eseguite dal vivo. Ogni serata si è così rivelata un’esperienza unica, un viaggio nel tempo che taglia i secoli e mette in connessione epoche lontane, generando un ponte tra generi apparentemente inconciliabili tra loro.

In questi termini, il concerto del 7 giugno è stato più che indicativo: dal meraviglioso Sestetto per archi op. 36 di Johannes Brahms (già di per sé costituito da intersezioni e sovrimpressioni plurime, quasi a esprimere la complessità dell’Austria-Ungheria, dalla tradizione tedesca ottocentesca all’ispirazione propria del secondo movimento delle danze gitane ungheresi), al Concerto in re minore per oboe e violino di Johann Sebastian Bach. Quest’ultima proposta è stato un momento unico estremamente prezioso perché l’opera è stata proposta nella versione interpretata dai mandolini: il mandolino è infatti stato uno dei protagonisti della serata, strumento in grado di rappresentare le sfaccettature storiche e stilistiche più diverse. Caterina Lichtenberg e Mike Marshall, due autorità assolute nell’ambito dell’esecuzione per mandolino, oltre al concerto di Bach, hanno interpretato con passione anche il Concerto per due violini (mandolini) op. 3 di Antonio Vivaldi, dopo aver incantato la platea con una serie di esecuzioni di duetti al mandolino e al mandoloncello che ancora una volta affiancavano tradizione folk americana alla tradizione classica europea, passando per la musica latino-americana.

Tenere assieme in maniera coerente una tale quantità di stimoli e generi, riuscendo a mantenere costante l’attenzione del pubblico non è cosa ovvia; potremmo parlare di una sfida vinta da parte di McDuffie e del Rome Chamber Music Festival, ma posizioni di questo tipo si addicono più a chi ha esordito da poco tempo e si affaccia al grande pubblico magari per la prima volta. In altre parole: il RCMF non ha bisogno di complimenti, perché giunti a questa edizione col livello ormai tipico della loro proposta, è diventato, più che una promessa, una vera e propria garanzia.

English review translated by Anna Maria Gambino: Baroque Brahms Bluegrass // Rome Chamber Music Festival 2017: Dal Settecento alla musica popolare, tra elogi e conferme

Lo spettacolo è andato in scena:
Palazzo Barberini – Salone di Pietro da Cortona
via delle Quattro Fontane, 13 – Roma
dal 4 all’8 giugno, ore 20.30

Rome Chamber Music Festival 2017. Baroque Brahms e Bluegrass presenta
Concerto del 7 giugno

Sestetto per archi in sol maggiore, op. 36
di Johannes Brahms

Concerto in re minore per oboe (mandolino) e violino (mandolino)
di Johann Sebastian Bach

Duetti al mandolino e al mandoloncello
mandolino Caterina Lichtenberg
mandolino e mandoloncello Mike Marshall

Concerto per due violini (due mandolini) in la minore, op. 3 n. 8
di Antonio Vivaldi

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