La passione a ritmo di Prokof’ev

teatro-carlo-felice-genovaAl Teatro Carlo Felice sala piena per il debutto di Roméo et Juliette di Sergej Prokof’ev interpretato dalla compagnia di danza contemporanea Ballet Preljocaj.

Non la Verona cinquecentesca ma il confine israelo-palestinese sono lo sfondo di questa grande epopea d’amore che diventa attuale nella trasposizione proposta da Angelin Preljocaj grazie a un corpo di ballo al massimo della sua forma e che venerdì scorso ha completamente emozionato una sala gremita di pubblico.

Chi deciderà di assistere a questa trasposizione non si attenda il balletto nella sua forma più classica, tra tutù e calzamaglie, ma un grandioso scontro di civiltà.
Gli Israelo-Capuleti con le loro uniforme nere intervengono per primi in attesa di in un’epica Danza dei Cavalieri con i Palestino-Montecchi vestiti di stracci, in una sincronia di movimento garantito dalla grandiosa esecuzione delle musiche di Prokof’ev da parte dell’orchestra del Teatro Carlo Felice, diretta da una precisissima Nada Matošević.
Già dalla prima messa in scena del 1938, per diversi ballerini era stata motivo di lamento la complessità musicale di questa opera dalla grane varietà ritmica in cui ha rilievo proprio l’incalzante leitmotiv della Danza dei Cavalieri. Continuamente ripetuto, Preljocaj fa totalmente suo, al confine tra il classico e il moderno, l’ incomparabile tema musicale russo che esprime in una coreografia dai movimenti perfetti di forme tanto eleganti e precise, quelle dei militari Capuleti guidati da un violento Tebaldo (Fabrizio Clemente), quanto robotiche e sofisticate tanto da apparire veri soldati moderni.
Dalla profonda commozione per la morte di Mercuzio (Fran Sanchez), in questa trasposizione picchiato dai militari sino alla morte in una coordinazione di movimenti che rendono la scena ricca di profondità, tutto il sentimento – che fa di questa tragedia Shakespeariana una tra le più interpretate – colpisce gli spettatori grazie alla passionalità coreografica della coppia Yurié Tsugawa/Juliette e Baptiste Coissieue/Romeo, in particolare nella scena nella camera di Juliette, in cui i corpi dei personaggi si uniscono in un raffinato e sensuale movimento.

Apice di passione il finale, in cui si alternano le reazione dei due protagonisti, innanzitutto di un disperatissimo Romeo alla morte dell’amata, dunque, a sua volta di Juliette che, spostato il corpo dell’amato, conclude il balletto con il suicidio, giacendo sulle gambe di lui.

A sottolineare la grandiosità del coreografo è anche la scelta narrativa di utilizzare nello stesso modo un elemento scenico, le due sedie su cui prima gli amati si sposano e nella conclusione giacciono esanimi.

Lo sfondo del conflitto israelo-palestinese, pur non assumendo il ruolo di polo a cui tutto ruota attorno, fa sì che la tematica amorosa non sia unico fulcro della storia, concedendo una riflessione sul tema dello scontro, della guerra e di ciò che essa causa nei rapporti umani.

Lo spettacolo continua:
Teatro Carlo Felice

Passo Eugenio Montale, 4
16121 Genova – Italia
da venerdì 12 febbraio a martedì 16 febbraio
venerdì e sabato ore 20.30, domenica e martedì ore 15.30

Ballet Preljocaj – Roméo et Juliette
di Sergej Prokof’ev
coreografia di Angelin Preljocaj
con:
Baptiste Coissieu (Romèo)
Yuriè Tsugawa (Juliette)
Fabrizio Clemente (Tebaldo)
Fran Sanchez (Mercuzio)
Jean-Charles Jousni (Benvolio)
Nuriya Nagimova e Anna Tatarova (Le Balie)
Sergi Amoros Aparicio (Il Prete)
musiche di Sergej Prokof’ev
direttore orchestra Nada Matošević
costumi di Enki Bilal e Fred Sathal
luci di Jacques Chatelet

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