Riletture e interpretazioni

A La Città del Teatro di Cascina arrivano Paula Rodriguez e Sandra Arpa con una riduzione e trasposizione contemporanea di uno tra i capolavori del teatro áureo español.

Pedro Calderón de la Barca è stato tra i massimi esponenti della drammaturgia spagnola del XVII° secolo (insieme a Tirso de Molina e a Lope de Vega). Il suo La vida es sueño, grazie alla modernità e pregnanza a livello filosofico resta, con il Don Chisciotte di Cervantes, probabilmente tra i capisaldi della letteratura in lingua spagnola – in grado di comunicare profonde verità anche alla nostra epoca e al nostro io irrimediabilmente scisso da quello della tragedia aristotelica. E curiosamente (ma forse no, dato che le scelte culturali germinano sempre in un periodo storico e sociale preciso), anche il Giglio di Lucca ha proposto recentemente una rilettura del capolavoro di Cervantes firmata dal Teatro del Carretto e, forse, sarebbe stato opportuno tessere una relazione tra i due momenti creativi e i due teatri – uno nella provincia di Pisa e l’altro a Lucca – così da coinvolgere le scuole superiori e il bacino universitario in un progetto culturale condiviso, che andasse proprio a rivalutare questi due capisaldi della letteratura e le loro opere – universali in quanto capaci ancora oggi di suscitare emozioni e pensieri perché incidono e indagano profondamente nella nostra comune matrice psicologica.
Detto questo, la rilettura di Teatro Inverso convince fino a un certo punto. Sebbene ci piaccia la valorizzazione di Rosaura che si trasforma nel vero motore della vicenda e di un cambiamento sicuramente in positivo; e convinca anche il rapporto che si instaura tra la stessa e Segismundo (sia a livello mimico che interpretativo); i temi fondanti l’opera originale sono eccessivamente oscurati e la recitazione in castigliano (dato che i sovratitoli in italiano erano praticamente illeggibili) non facilita la comprensione di un testo obiettivamente complesso.
Funziona il semplice gioco di luci e ombre ottenuto con le torce, e la nudità del palco, ma la stilizzazione della messinscena complessiva avrebbe bisogno di una presentazione in uno spazio ridotto – dove spettatore e interprete possano meglio interagire.
Convincente il finale – pregnante quanto il monologo di Segismundo nel II° atto: “¿Qué es la vida? Una ilusión, / una sombra, una ficción, / y el mayor bien es pequeño; /que toda la vida es sueño, / y los sueños, sueños son” (cos’è la vita? Una illusione, / un’ombra, una finzione, / e il bene più grande è piccolo; / ché tutta la vita è sogno, / e i sogni, sogni sono; t.d.g.).

Lo spettacolo è andato in scena:
La Città del Teatro

via Toscoromagnola, 656 – Cascina (Pisa)
venerdì 14 dicembre, ore 21.00

Teatro Inverso di Madrid presenta:
Rosaura e l’enigma femminile
liberamente ispirato a La vita è sogno di Calderón de la Barca
di e con Paula Rodriguez e Sandra Arpa

Foto © J. Alberto Puertas

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