E sardina fu

vittoria-teatro-romaAl 32° anno di repliche torna davanti (e dietro) le quinte del Teatro Vittoria, Rumori fuori scena, la magnum opus della compagnia Attori & Tecnici del fu Attilio Corsini.

Il dentro è fuori e il fuori è dentro. Come concetto è semplice da capire, ma decisamente più complicato da eseguire. Michael Frayn, nel lontano 1982, dopo aver gabbato una qualche divinità e averle sfilato il fuoco sacro della drammaturgia farsesca, riuscì a creare quella che, a 32 anni di distanza dalla prima traduzione dell’opera per mano di Filippo Ottoni, chiamiamo ancora arte. Perché non è il cosa l’importante, ma il come.

La storia, infatti, di per sé non ha niente di sorprendente: seguiamo una «scalcinata compagnia di teatranti alle prese con un nuovo spettacolo da mettere in scena», con tutte le difficoltà e gli intoppi di rito. Il genio di Frayn, fedelmente riproposto dalla regia originale di Attilio Corsini, sta però nell’offrire al pubblico tale storia da un punto di vista radicalmente nuovo. La voce del regista (interno) che urla un esasperato «Alt!» prende il pubblico alla sprovvista già dopo pochi minuti, sfondando da subito ogni parete teatrale. Ci troviamo catapultati all’interno delle prove generali per la prima di Nothing on, una classica commedia degli equivoci in stile anglosassone. Quando il sipario faticosamente calato sul primo atto si alza, la realtà torna a ribaltarsi e il dentro viene messo fuori. Da dietro le quinte della commedia precedente, osserviamo ora le dinamiche interne della compagnia alle prese non solo con lo spettacolo, ma con le proprie faide e battibecchi.

Quando il meccanismo della pièce sembra ormai non poter serbare più alcuna sorpresa, ecco che si apre il terzo atto. Qui le battute, gli errori e i disperati tentativi di porvi rimedio si susseguono a un ritmo serratissimo e con rimandi intertestuali da capogiro, richiedendo uno sforzo non solo mnemonico ma anche fisico agli attori (quelli in carne e ossa), che si dimostrano all’altezza del compito. Grazie alle potenzialità espressive del cast di attori e attrici, il vaudeville colpisce nel segno, andando a evidenziare le spinose dinamiche relazionali della società senza renderne intollerabile l’approccio. Il donnaiolo è anche geloso, la svampita ha una memoria di ferro, l’evasore fiscale ha paura di creare problemi, la moglie snob cerca di far andare tutti d’accordo, la domestica che balla quando i padroni non ci sono fa da padrona alla scena, il ladro si lascia catturare dall’alcol e i tre operatori scenici (regia, aiuto-regia e tecnico) vivono vite degne di essere rappresentate.

Gli strafalcioni dei personaggi, ma anche i loro conflitti psicologici, riescono a sciogliersi e scioglierci in un riso liberatorio grazie a una scrittura scenica minuziosa e talmente frenetica da sembrare semplicemente naturale.

Il mondo riverbera e si fa arte sul palcoscenico del Vittoria, che anche quest’anno ci ha felicemente mostrato il didietro.

Lo spettacolo continua
Teatro Vittoria

Piazza S. Maria Liberatrice 10, Roma
fino al 24 gennaio
ore 21.00; martedì ore 20.00 e domenica ore 17.30

Rumori fuori scena
di Michael Frayn
traduzione di Filippo Ottoni
con Viviana Toniolo, Annalisa Di Nola, Stefano Messina, Carlo Lizzani, Roberto Della Casa, Marco Simeoli, Claudia Crisafio, Sebastiano Colla
regia Attilio Corsini
musiche Arturo Annecchino
scene Bruno Garofalo
datore luci Emiliano Baldini
direttore di scena Valerio Camelin
sarta Luisa Roberto
foto Manuela Giusto
organizzazione Silvana Lalli
amministrazione Michela Matteucci
segreteria Vitantonio Lore

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