Pasoliniana memoria

millelire3Con Sabbie va in scena al Teatro Millelire l’omaggio a quel simbolo ideale ed esempio concreto delle responsabilità e della funzione del Quarto potere che fu Ilaria Alpi.

Sono passati ben venti anni dall’omicidio di Mogadiscio, ma questo anniversario sembra diverso dagli altri. La notizia è proprio dello scorso 20 marzo, con l’annuncio da parte del governo Renzi dell’apertura degli archivi riser­vati dei ser­vizi Aise e Aisi (ex Sismi e Sisde) sulla tragica vicenda della giornalista italiana e del cineoperatore italo-sloveno Miran Hrovatin, uccisi nel 1994 in Somalia.

Se l’ipotesi sul perché sembra ormai acquisita (Ilaria e Miran stavano indagando sul legame tra traf­fici di armi/rifiuti tos­sici e coo­pe­ra­zione italiana), dovrebbe ricevere nuovo impulso la ricerca dei mandanti di quell’esecuzione, ricerca da tempo arenatasi di fronte a documenti secretati e alla condanna di Omar Hashi Has­san (il somalo dete­nuto da dodici anni sulla base di accuse fatte da un testimone che in seguito avrebbe dichia­rato di aver concordato tutto con le autorità italiane).

Un evento, dunque, torbido ma che ancora oggi gode dell’attenzione della pubblica opinione, grazie in particolar modo all’esistenza di un Osservatorio sull’informazione Ilaria Alpi, realtà che tra le proprie attività annovera l’omonimo premio assegnato a Riccione ai protagonisti di reportage e inchieste televisive su temi sociali. Dal punto di vista artistico, invece, ricordiamo il film del 2003 Ilaria Alpi – Il più crudele dei giorni, pellicola dalle dubbie virtù specifiche, ma dall’alto valore di testimonianza e da cui questo spettacolo attinge a piene mani riproponendone in parte la fabula, nonché la celebre citazione da Scritti Corsari di Cos’è questo golpe? Io so pubblicato da Pasolini nel 1974.

Fatta questa doverosa e confortante premessa, veniamo a questa rappresentazione il cui titolo, Sabbie, rimanda a diverse letture. Romano Talevi, attore, autore e regista, sceglie di raccontare una storia piena di ombre e all’interno della quale la stessa protagonista faticherà a trovare la via d’uscita, perché la sabbia è ciò che nasconde la verità, che ricopre i rifiuti tossici e i cadaveri, ma che allo stesso tempo «protegge dai proiettili».

Efficace la scenografia nel rendere le cupe atmosfere della strada Garoe-Bosaso, crocevia dei traffici di armi e rifiuti tossici in Somalia. Contraddittoria, invece, la costruzione dei personaggi: interessante per psicologia e movenze quella dell’affascinante e misteriosa Antoinette Kapinga Mingu (splendido e drammatico il racconto dell’infibulazione), debole e a tratti artefatte, invece, quella degli altri due personaggi, Pierfrancesco Ceccanei e – soprattutto – la protagonista Rita Pasqualoni.

Tuttavia, a rendere complessivamente riuscito l’intero allestimento è l’architettura drammaturgica che vede la storia inserita tra le pieghe di una surrealtà capace di ben restituire la figura storica e ideale di Ilaria come quella di una professionista che scelse il proprio destino fino in fondo, di cui si sente terribilmente la mancanza e alla cui memoria storica calza perfettamente l’operazione culturale di Romano Talevi.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Millelire

via Ruggero di Lauria 22 Roma
dal 18 al 23 marzo 2013
orari: ore 21.00, domenica ore 18.00

Sabbie
scritto e diretto da Romano Talevi
con Rita Pasqualoni, Pierfrancesco Ceccanei, Antoinette Kapinga Mingu, Romano Talevi
foto di scena Fabrizio Caperchi

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