Lotta con classe

Al Teatro Vittoria di Roma Celestini si ispira a Celestini in una commedia amara per due personaggi e una voce

Chi non ha mai pensato che le commedie di Ascanio Celestini potessero essere portate in scena solo da Celestini stesso? A smentire questa opinione ci pensa Giorgio Tirabassi, ottimo interprete di un testo costruito con intelligenza e abilità. È uno slalom tra due personaggi, Salvatore e Nicola appunto, quello in cui l’attore è impegnato, costruito su una drammaturgia raffinata che si fa intreccio nel rilancio dei due punti di vista differenti coinvolti nella storia raccontata: una storia di degrado, con i protagonisti chiusi su loro stessi e sulle loro vite, senza via di uscita né fuga. Gli accadimenti sono presentati al pubblico sotto forma di ricordo, dove la temporalità è disarticolata nella divisione in due parti, una per ogni personaggio. Tirabassi indossa le vesti di due fratelli orfani di madre e abbandonati dal padre, costretti a badare a uno zio sempre più simile a una «macchia sulla poltrona»: è una vita di borgata, o meglio una vita di condominio, tutta giocata tra il divano e il call center, dove la sopravvivenza si misura sulla durata delle telefonate effettuate e i contatti con l’esterno sono limitati a uscite notturne per spiare prostitute sulla strada. Lo spettatore è totalmente immerso in quest’atmosfera di immobilità e inerzia, e segue col sorriso vicende che arrivano a sfiorare il tragico, portato da una sincera compassione intesa nella sua accezione letterale di “sentire insieme” grazie al testo di Celestini e soprattutto all’interpretazione di Tirabassi, leggera, fresca e dinamica. L’attore romano non cade nell’errore di imitare lo stile dell’autore, seppure il testo ne sia intriso e sia facile per il pubblico immaginare sul palcoscenico lo stesso Celestini, riuscendo invece a fare proprie le parole e la storia con sincerità e verità. Il risultato è uno spettacolo duro, amaro, rinforzato dalla povertà della scena e dalla semplicità della regia, tutti stratagemmi per lasciare al centro il testo e l’interprete. La storia inizialmente sarcastica e divertente, frammentata e scardinata in una doppia atemporalità si trasforma sul finale prendendo una piega tragica: il pubblico ricostruisce, nella sovrapposizione dei punti di vista, le ragioni di tre vite apparentemente inspiegabili nella loro “inutilità”, restando schiacciato da tanta inattesa crudeltà.

Lo spettacolo continua:
Teatro Vittoria
piazza Santa Maria Liberatrice, 10 – Roma
fino a domenica 18 dicembre
orari: da martedì a sabato ore 21.00, domenica ore 17.30

Roberto Quarta per RQS SPETTACOLI presenta
Salvatore e Nicola
di Ascanio Celestini
riduzione teatrale Ascanio Celestini e Giorgio Tirabassi
regia Giorgio Tirabassi
con Giorgio Tirabassi

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