L’illusorio protagonismo dello spettatore

santarcangelo13Al festival di Santarcangelo 2013 il coinvolgimento e l’interazione dello spettatore diventano protagonisti assoluti della performance.

È sempre più frequente assistere in teatro a performance che esprimono un forte bisogno di coinvolgimento del pubblico, chiamato in prima persona a interagire con l’interprete e chiamato talvolta a determinare lo svolgimento del lavoro performativo.
 

All Ears (spettacolo in lingua originale con sopratitoli in italiano) di e con Kate McIntosh è interamente basato sull’interazione con lo spettatore. Al pubblico vengono infatti rivolte alcune domande, a cui si richiede di rispondere per alzata di mano («Chi di voi è puntuale?», «Chi invece è ritardatario?», «Guardandovi intorno per tutta la sala, a chi degli altri spettatori fareste interpretare la vostra parte in un film sulla vostra vita?», «C’è in sala qualcuno che sapete di conoscere ma di cui non ricordate il nome?», «Avete mai rubato?», «Nella vostra borsa si trova qualche oggetto rubato?», ecc. ecc.)
Il pubblico si diverte, partecipa attivamente, e diventa (o almeno crede di diventare) protagonista dello spettacolo. Ancor di più nel momento in cui la performer esce di scena, dopo aver fornito ad alcuni spettatori biglie e altri oggetti, riportanti istruzioni precise su ciò che dovrà essere fatto. E il lavoro si conclude con la registrazione dei rumori emessi dall’audience prima e durante lo spettacolo.
 

Kate McIntosh si è formata come danzatrice, ma i suoi spettacoli intrecciano teatro, arte visiva, installazioni audio-video. Anche nel suo All Ears vi sono sperimentazioni audio, nel momento in cui gli spettatori vengono invitati a riprodurre dei suoni battendo le mani e i piedi o schioccando le dita… Il messaggio che sta alla base della performance è riflettere sulla propria condizione di individuo come singolo e/o come membro all’interno di una collettività, sulla capacità di ascolto e di attenzione verso l’altro. Ma forse sarebbe stato più efficace un lavoro creativo e artistico, piuttosto che un’operazione che desse allo spettatore l’illusione di essere unico protagonista.
 

Racconto_Gruppo Cerbiatti Bari, performance di brevissima durata firmata Virgilio Sieni, vede in scena due giovani artisti, un musicista e un danzatore. Il lavoro si inserisce nel più ampio progetto Cerbiatti del nostro futuro, nato nel 2011 con l’intento di creare un repertorio performativo e artistico per giovanissimi danzatori. Racconto è un assolo, eseguito dal talentuoso Giordano Signorile, sorto durante la costruzione di Grande Adagio Popolare_Agorà Bari, e ha lo scopo (riuscito) di rivelare la capacità artistica di giovanissimi performer alle prese con la danza contemporanea.

Festival Santarcangelo
Gli spettacoli di sabato 13 luglio:
ore 19.00, Teatrino della Collegiata
Virgilio Sieni
Racconto_Gruppo cerbiatti Bari
coreografia Virgilio Sieni
assistenti alla coreografia Giulio De Leo, Erika Guastamacchia
danza Giordano Signorile
musica dal vivo Alberto Baldo (violoncello)
in collaborazione con Fondazione Scuola di Musica di Fiesole ONLUS, Scuola di danza Giava
produzione Compagnia Virgilio Sieni, Accademia sull’arte del gesto
collaborazione alla produzione Teatro Pubblico Pugliese
durata 15’
 
ore 20.00, Lavatoio
Kate McIntosh
All Ears
di e con Kate McIntosh
consulenza artisticaPascale Petralia, Time Etchells & Gary Stevens
suono John Avery
coordinatore di produzione Ingrid Vranken
produzione SPIN
coproduzione Pact Zollverein (D), Kaaitheater (B), Künstlerhaus Mousonturm (D), Les Spectacles Vivants – Centre Pompidou (F)con il support di Vlaamse Overheid, Pianofabriek kunstenwerkplaats (B), Hebbel Am, Ufer (HAUD) (D)
SPIN è sostenuto da BUDA Kunstencentrum per il triennio 2013-2016
durata 90’

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