Stand up irony

Libertà d’espressione, osservazioni pungenti e risate intelligenti: ben trovata, satira!

Se alla desueta parola “satiriasi” associate la patologia medica indicante l’aumento morboso dell’istinto sessuale nel maschio della specie umana, ormai nota con il termine “ipersessualità”, fate bene: non siete molto lontani dall’immaginare che cosa vi aspetta a uno spettacolo di Satiriasi.
Le allusioni sessuali, che lasciano poco spazio all’immaginazione, sono fra le protagoniste dei monologhi dei comedians, in buona compagnia di dissacranti pensieri sulla religione e di interpretazioni originali del senso comune.
Otto attori si susseguono sul palco in una staffetta straboccante di provocazioni ed estranea a ogni canone: impossibile imbrigliare le lingue biforcute e maldicenti che si sbizzarriscono non appena guadagnata la scena. La loro sferzata colpisce tutte le piccole miserie del vivere quotidiano, e ogni debolezza della massa viene stanata ed esposta al pubblico ludibrio: il cinepanettone, la maniacale cura dell’estetica, fino al conflitto tipizzato adulti/sbirri contro giovani/manifestanti, tutto viene destrutturato e passato al filo di un’analisi critica tagliente e snob rispetto ai luoghi comuni.
Le ipocrisie delle attenzioni dedicate alle categorie sociali deboli o iper-tutelate, la reverenza alle alte sfere celesti e le inibizioni sessuali cadono come birilli con un fragore di risate.
Finalmente una satira di alto profilo, ma senza pretese intellettualoidi, schietta e sincera, priva dell’alone radical-chic così ricercato da alcuni esempi più celebri: insomma, sul palco di Satiriasi non c’è niente di simile a Luttazzi, né a Crozza né al Grillo degli esordi.
Il progetto di Stand up comedy voluto da Filippo Giardina, uno dei comedians, è ormai al suo quarto anno, quattro mesi ogni anno, e presenta ogni due lunedì monologhi inediti: gli autori graffianti e spietati hanno la risata come mezzo e non come fine (prima regola del Manifesto), con un’epidermica repellenza alle frasi fatte (“è stato già detto tutto”, “tanto ritorna il baratto”, “tutte le suocere sono cattive”) e sono animati dal nobile intento di far riflettere con una risata, senza dubbio un modo arduo di svegliare i neuroni.
Ogni comedian pone l’accento su un argomento e conferisce un colore personale al suo approccio: chi punta sul sesso, chi prende di mira i bravi ragazzi della situazione (tipo Brignano, per non dire Padre Pio), chi la sconfortante congiuntura economica. Pietro Sparacino, uno degli otto attori, ad esempio, costruisce una ben congegnata vicenda che suscita amari sorrisi, senza volgarità né toni fuori dalle righe, realizzando un bonsai di cinismo elegante e particolareggiato.
Satiriasi è uno spettacolo vietato ai minori di 18 anni: serviva sottolinearlo? Prego astenersi anche bigotti, ipersensibili, moralisti, arroccati nelle torri d’avorio delle certezze ratificate dalla massa, amanti della propria opinione: Satiriasi non sarà molto ospitale nel metterli a loro agio.

Lo spettacolo continua:
Locanda Atlantide
via dei Lucani, 22 – Roma
fino ad aprile, ogni due lunedì del mese, ore 22.00
(durata 2 ore circa)

Satiriasi
un progetto di Filippo Giardina
con Filippo Giardina, Francesco De Carlo, Pietro Sparacino, Saverio Raimondo, Velia Lalli, Daniele Fabbri, Mauro Fratini, Giorgio Montanini

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