Il vento dei desideri infranti

Arturo Cirillo e Rosalinda Sprint sbarcano a Fuori Luogo con Scende giù per Toledo, dolce e malinconico ritratto di un femminiello, che ci ricorda cosa significa essere umani.

Chi è Rosalinda Sprint? Piena di contraddizioni, dolce e delicata, alla ricerca disperata di qualcuno che le voglia bene davvero, che sia gentile – come è gentile lei.

Cammina nella notte, mentre soffia un vento stregato e appaiono, come in un sogno, i marinai che si disperdono in mare e la baronessa abbandonata sulla strada ad aspettare la fine decomponendosi. Figure che popolano una specie di lunga apparizione, intessuta di visioni, funerali di culi, sogni di sogni di sogni.

Cirillo presenta uno spettacolo che per l’attore è un autentico tour de force: realizzando da solo i vari personaggi e riproponendo le forme di narrazione in prima e in terza persona. Raccontando la storia di Rosalinda Sprint, il travestito protagonista del romanzo di Patroni Griffi Scende giù per Toledo, testo notevole che offre alla trasposizione drammatica realizzata da Cirillo punti di appoggio saldissimi.

Aldilà delle questioni legate ai problemi di trasposizione, come la gestione dei personaggi e della trama (tutti molto affascinanti), il testo rappresentato regala momenti di teatro insieme intensi e interessanti, soprattutto dal punto di vista della resa drammaturgica. Perché il finale arriva perfetto e significativo, nelle forme e nel contenuto. Perché senza il dire, senza l’utilizzo di commenti, ma solo attraverso l’accadere delle azioni e degli eventi, si offrono riflessioni malinconiche e nostalgiche sulle scelte che si fanno nella vita – quelle imposte dal destino e quelle che non riescono come si vorrebbe (come il viaggio di Rosalinda a Londra). Si regalano ritratti amari e precisi, quali quelli dei personaggi maschili, resi in modo chiaro e definito – anche in questo, caso senza bisogno di descrizioni aggiuntive. Esseri umani rovinati – quelli che ci appaiono durante lo spettacolo; in mezzo ai quali Rosalinda è l’unica a conservare un po’ di delicatezza e di candore. Emarginata, rifiutata, bistrattata, perché “ricchione”. E «i ricchioni meritano di morire» (afferma suo padre). Brutalità che echeggia anche nei pensieri, più o meno segreti, di molte altre persone, che si chiedono: “Chissà che cosa desiderano, sentono, sognano quegli alieni pervertiti?”. Ma Rosalinda è l’unica a preservare un po’ di autentica umanità. Commuovendo il pubblico e, nella sua marginalità, raccontando una storia che, in fondo, appartiene a tutti.

Il finale, lungi dal sembrarci lieto o positivo, mostra Rosalinda seduta sulla valigia, mentre si addormenta lentamente. Con questa immagine sembra chiudersi definitivamente un capitolo, sembra calare per sempre il sipario. Rosalinda non si sveglierà più, e se la ritroviamo a Napoli nella sua stanza, è perché oramai è pronta a spegnersi, ad aspettare (magari con maggiore brio e movimento della baronessa) la morte. Ha capito, è diventata grande, adulta, e non ha più nulla in cui sperare o da sognare.

Lo spettacolo è andato in scena:
Centro giovanile Dialma Ruggiero

via Monteverdi, 117 – La Spezia (SP)
venerdì 20 e sabato 21 novembre, ore 21.15

Scende giù per Toledo
di Giuseppe Patroni Griffi
regia e interpretazione Arturo Cirillo
assistente alla regia Roberto Capasso
scene Dario Gessati
costumi di Gianluca Falaschi
musiche originali Francesco De Melis
luci Mauro Marasà
direttore di produzione Marta Morico
comunicazione e ufficio stampa Beatrice Giongo
produzione Marche Teatro – Teatro di rilevante interesse culturale; e TieffeTeatro Milano, in collaborazione con Fondazione Campania Festival Italia / Napoli Teatro Festival Italia

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