In casa dell’attore

Aspettando il vincitore dell’annuale rassegna drammaturgica al Tordinona, proclamato il 12 ottobre, sfogliamo le ultime pagine con storie di favole, passione e solitudine.

Ci sono piccoli teatri, nei meandri della nostra capitale, dai gradini in discesa e le sale strette e odorose, che cercano di resistere alla crisi dell’arte e promuovere rassegne con alle spalle oltre 400 titoli. Uno di questi è il Teatro Tordinona, nascosto tra Piazza Navona e il Tevere, dove dal 30 settembre per ben dodici serate, è andata in scena la XIV edizione del Festival di Drammaturgia italiana. Sotto la supervisone di Renato Giordano (direttore artistico, regista e paroliere) un calendario variegato di corti, monologhi e atti unici originali, suddivisi in quattro blocchi di cinque sketch ciascuno, con apprezzate parentesi internazionali.
A darci il benvenuto nel salotto di casa, per la prima del 9 ottobre, è la strana coppia di Cenerompilà diretta da Carlangelo Scillamà. Si presentano sulla scena due attori che, sotto pressione per la presentazione di una sceneggiatura all’impresario, tentano di rielaborare la storia senza tempo di Cenerentola ma finiscono a lagnarsi del loro rapporto a due. Perché se lei, pur sognando un amore da favola, dei personaggi dei racconti fatti alle bambine non ha nulla, lui nonostante impugni la penna, riesce a costruirsi appena un ruolo di messo-sottomesso, sia nel copione sia nella vita. Allora l’uomo cerca ancora classiche Cenerentole che calzino perfettamente la scarpetta , così come il teatro di raccontare amori a lieto fine, che forse non sa più scrivere.
Da un vano della casa, ci spostiamo passando davanti al camerino di Giancarlo Gori per lo spettacolo Tra un corto e l’altro. Agitando tra le mani i fogli con la parte, prima di calcare il palco si concede un attimo per confidarsi con il pubblico di via degli Acquasparta. Smontando quei luoghi comuni sul luccichio del proprio mestiere, Gori dà sfogo alle frustrazioni, i compromessi, le ansie di un attore, strappandoci più volte un sorriso sulle battute inenarrabili che spesso ha dovuto ingoiare. Anche se studiata dal dietro le quinte, la sua è stata una performance altamente superata.
Fa capolino, nella terza proposta della serata, anche la Fisica con Il bosone di Higgs, firmato Maria Pina Settineri. La cosiddetta God’s particle, o particella elementare all’origine dell’universo, risulta personificata in una signora di mezza età in abiti anni Sessanta che interloquisce soltanto con la radio. Essa è a metà tra un ricercato e un vip in fuga dai flash, pertanto non la si vede in volto, preferendo nascondersi tra le mura domestiche. Allo stesso modo, infatti, in cui ancora oscuro o non identificabile è l’elemento in questione, così il contenuto del monologo, anche quando la maschera rossa è strappata via.
La radio rimane sulla scena per il corto successivo, offrendo raffinata colonna sonora a Trecce della giovane Carlotta Piraino. Spesso si dice che la vita è quello che succede quando facciamo altri programmi, ma è ciò che accade anche quando qualcun altro programma qualcosa. È esattamente quanto capita a un bravo parrucchiere il quale, finito il turno, vede piombarsi, nel salone dove si sta preparando per una ragazza che mai arriverà, una donna più grande d’età con mille bugie. Sono due solitudini diverse che si ritrovano e si scoprono in uno dei luoghi deputati alle confidenze, cosicché quando la serata avrà fine l’uno avrà insegnato qualcosa all’altro. Quel legame era necessario, destinato, ed è riuscito ad alleviare, anche solo per poco tempo, una mancanza, un vuoto di compagnia.
Picasso ha avuto una compagna e musa principale, Dora Maar. Eppure non era la sola. È proprio lei (interpretata da Luisa Sanfilippo) a congedarci dalle due ore di spettacolo e riflessione con Dora, la femme pleure de Picasso. Ormai anziana, mostra il volto deformato dell’opera d’arte. Fotografa e pittrice all’ombra del maestro, dal suo camice tira fuori le chiavi del laboratorio del genio senza mai recriminarlo troppo per la sua vita privata, piuttosto denudando e porgendoci le sue immagini più significative, ritratte in apprezzabili riproduzioni. Di questi, essa stessa è “la donna piangente”, e lo si vede dalle pennellate con cui dipinge l’inquietudine dell’essere artista.
Gli ultimi appuntamenti di Schegge d’autore, dunque, ci offrono la possibilità di entrare nella casa dell’attore, ma non ci spalancano la porta in modo da lasciarci un preciso ricordo. Lanciano infatti temi rilevanti, senza approfondirli e concluderli nel tempo a disposizione; probabilmente perché non presentano una struttura o spessore tali da essere ben apprezzati, ad eccezione sola di quello che fin dal titolo esprime una volontà maggiore di compattezza, o intreccio che dir si voglia.

Lo spettacolo continua:
Teatro Tordinona
via degli Acquasparta, 16 – Roma
fino al 12 ottobre 2014

Cenerompilà
di Carlangelo Scillamà
con Patrizia Casagrande e Andrea Rettagliati

Tra un corto e l’altro
di e con Giancarlo Gori

Il bosone di Higgs
di Maria Pina Settineri

Trecce
di Carlotta Piraino
con Marta Nuti e Diego Valentino Venditti

Dora, la femme pleure de Picasso
di e con Luisa Sanfilippo

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