Per non spegnere il ricordo

teatro-cooperativa-milanoUn urlo, soffocato ma assordante, risuona dal passato. Laura Curino ascolta questa eco e con Scintille, in scena al Teatro della Cooperativa di Milano, presta la sua voce a quelle operaie che non hanno mai potuto gridare al mondo tutto il loro dolore.

New York, 25 marzo 1911. Le lavoratrici della Triangle Waistshirt Company stanno per terminare il loro turno. Il sole sta per tramontare e la luce fioca delle lampade a gas non basta a rischiarare il buio che avvolge gli enormi stanzoni della fabbrica. Manca un quarto d’ora alla chiusura e tutte sono ancora chine sulle loro macchine per cucire: nessuna può concedersi il lusso di sentirsi stanca. Rallentare il ritmo significa guadagnare meno e queste donne – che spesso rappresentano la sola fonte di reddito per le loro famiglie – non possono permetterselo. Sono le cinque meno venti quando, all’improvviso, una scintilla illumina i loro volti. Pochi secondi più tardi, il fuoco comincia a divorare l’intero grattacielo che ospita la factory. Le operaie più anziane cercano di guidare e tranquillizzare quelle più giovani; le più piccole hanno appena quattordici anni. I proprietari, però, hanno chiuso le porte a chiave per paura che qualcuna di loro uscisse prima dell’orario stabilito e, nell’edificio, non sono state previste misure anti-incendio. Saranno in centoquarantasei a perdere la vita.

Bisogna ricordare che ognuna di loro prima di essere diventata una vittima è stata una persona e questo è l’encomiabile merito di un testo carico di profonda umanità come quello di Scintille. Il tragico evento è raccontato dalla prospettiva di tre donne italiane: una madre e le sue due giovani figlie. Laura Curino, unica attrice presente sul palco, è bravissima nel raccontarne il carattere, i sogni, le debolezze e le paure. Le cronache di quel giorno raccontano di ragazze sui cornicioni che, per sfuggire alle fiamme, si sono buttate schiantandosi al suolo. Il monologo, intenso e accorato, restituisce loro un volto, un nome, un’anima. Questo delicato ritratto delle loro vite rende ancora più assurda, agli occhi del pubblico, la decisione di assolvere tutti i proprietari: negli spettatori, un sentimento di profonda tristezza si mescola all’amarezza per un’ingiustizia inspiegabile.

Le operaie sono quasi tutte immigrate arrivate negli Stati Uniti dall’Italia o dall’Europa dell’Est, molte non parlano l’inglese ma tutte s’impegnano per impararlo e integrarsi nella vita della nuova città. Alcune di loro, però, cominciano presto ad avvertire insofferenza per quelle condizioni tanto rigide e severe: bastano pochi minuti di ritardo per vedersi decurtati due dollari dalla paga, in fabbrica non c’è luce e chi lavora nelle ultime file è costretta a cucire al buio consumandosi gli occhi, oltre a essere trattate come bestie dai controllori – incaricati di rimproverarle di continuo. Non tutte hanno il coraggio di ribellarsi ma le poche ragazze che lo trovano, partecipano di nascosto alle prime riunioni sindacali: sono le “scintille” della protesta che divamperà negli anni a venire. La lotta per i diritti delle donne è cominciata e nessun incendio potrà consumarne l’ardore. Ognuno di noi dovrà fare in modo che il ricordo di quanto accaduto non si spenga col passare del tempo e il teatro ha il potere di tenere accesa la memoria degli uomini. Questa battaglia, infatti, non è mai vinta definitivamente e bisogna sempre stare all’erta.

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Lo spettacolo continua:
Teatro della Cooperativa
via Hermada, 8 – Milano
fino a domenica 7 aprile
orari: da martedì a sabato, ore 20.45 – domenica, ore 16.00
 
Scintille
con Laura Curino
testo e regia Laura Sicignano
ricerca storica Silvia Suriano
musiche originali Edmondo Romano
scene Laura Benzi
costumi Maria Grazia Bisio
disegno luci Tiziano Scal
elettricista e fonico Federico Canibus
assistente alla regia Marta Caldon
produzione Teatro Cargo – Debutto Festival di Borgio Verezzi 2012

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