Di storie antiche e moderne

Segni D'infanziaEvento unico nel panorama italiano, Segni New Generation Festival, è la rassegna dedicata alle nuove generazioni che, dal 2006, porta a Mantova da diverse parti del mondo, spettacoli di teatro, arte, musica e danza, e che negli ultimi anni si è arricchito di T.E.E.N. – un progetto di cooperazione europea che coinvolge come parte attiva i ragazzi fra i 13 e 18 anni, tre festival (oltre a Segni, Aprilfestival in Danimarca, e Showbox in Norvegia) oltre all’Università di Lisbona. L’intento della manifestazione è quello di trovare forme per entrare in relazione con il pubblico dei teenager e scoprire quale sia l’offerta teatrale più adatta all’adolescenza. Persinsala ha seguito due giornate di Festival, assistendo a sette spettacoli e all’ultimo incontro del progetto T.E.E.N. Questo il resoconto dell’esperienza.

Il 30 ottobre, terzo giorno di festival e primo per noi, partecipiamo a tre proposte molto diverse fra loro. Il primo appuntamento è con Caino e Abele della Compagnia Rodisio. In scena due danz-attori che, a colpi di breakdance, raccontano la storia delle storie, ovvero quella dei due famosi fratelli, attraverso i linguaggi contemporanei della musica, delle proiezioni e della danza di strada, lasciando affiorare i suoi risvolti universali, in una versione rielaborata della storia biblica decisamente più interessante dell’originale. Caino stava bene prima che arrivasse il fratello. Abele non mostra rispetto nei suoi confronti, lo tormenta con i suoi scherzi, le beffe. Ne consegue il primo tentativo di Caino per difendersi dal fratello, tracciando a terra la linea che delimiterà il suo spazio, per difendere la propria tranquillità e proteggersi da un rapporto – per lui – fastidioso e faticoso. Abele continua a non mostrare rispetto né per lui né per i suoi bisogni. Giunti al conflitto decisivo, Abele vince e umilia il fratello – tronfio del suo successo. A questo punto, Caino lo elimina. Accanto al cadavere di Abele e consapevole di ciò che ha fatto, soffre e chiede di morire lui stesso, ma sarà condannato a vivere e a ricordare. Il comandamento “non uccidere” nasce così dall’esperienza, dal dolore del rimorso. È la sofferenza a impartire la lezione: la regola non è imposta dall’esterno, ma ha origine nella memoria del dolore causato e patito. Lo spettacolo regala un bello spunto di riflessione sui problemi dell’interazione e della convivenza, sui bisogni basilari di spazio, rispetto e tranquillità, nonché sul sentimento dell’invidia e le sue dinamiche.
Linguaggio adatto, sia quello visuale che fisico, come confermano le reazioni dell’esigente pubblico: la breakdance scalda la platea partecipe, mentre nel momento dei selfie con il vincitore, i giovani spettatori rispondono in modo immediato ed entusiasta.

Secondo appuntamento della giornata è Berberio, performance per quattro cantanti/musicisti/attori e videoproiezioni, nata da un’idea di Letizia Renzini e Revue Blanche, produzione della belga Zonzo Compagnie, per raccontare l’avventura musicale di Luciano Berio.
In scena le magie della vocalità, della musica e di una sperimentazione che è gioco senza direzione. Interessante a questo proposito (e rivelatore) è l’inserto del video con i quattro bambini: ci comunica l’energia del gioco della creatività, il valore dell’espressione e dell’interpretazione personale di una melodia (immagine che, come una grande metafora, sta anche per tutto il resto, perché ognuno ha la propria voce quando si confronta con un classico). Gioco, espressione e creatività sono tutt’uno nella sperimentazione dell’infanzia, come gioiosa e necessaria manifestazione di sé, ancora libera dalla preoccupazione dei giudizi e delle valutazioni altrui.
Al di là di questo non irrilevante aspetto, la perplessità che rimane è che, tutto sommato, Berberio sia fondamentalmente una lezione di storia, di una parte molto importante di storia della musica e della videoarte, ma pur sempre storia. Eccellenti senza dubbio i quattro interpreti, anche se nel complesso lo spettacolo risulta un po’ vecchiotto nelle forme (un salto – per l’appunto – nel passato della musica e della videoarte).

Terzo e ultimo appuntamento della giornata è con Zanna Bianca, nuova produzione della Compagnia Inti, ossia Luigi D’Elia (attore) e Francesco Niccolini (regista e drammaturgo).
Come promesso dal titolo lo spettacolo racconta del lato selvaggio della vita, della foresta più incontaminata, pura e misteriosa. Del buio della notte oltre il fuoco del villaggio, dello spirito della natura – autentica, sincera, non edulcorata, crudele agli occhi degli umani, così limitati nel loro sguardo e nel loro ethos (in realtà, ipocrita e meschino). Ecco, Zanna Bianca riesce a restituire l’ethos radicalmente diverso che appartiene alla foresta, in cui i lupi corrono come ombre silenziose nella notte, dove morte e vita si intrecciano senza le ipocrite coloriture sentimentali dell’umana pietà, dove la lotta mortale è la vita stessa. E, dopo aver assistito a tre spettacoli della compagnia, ci sembra di poter affermare che un grandissimo merito del lavoro di Niccolini e D’Elia, sia proprio quello di riuscire a cogliere il nerbo pulsante delle storie, il loro filone d’oro sotterraneo, e a portarlo in scena, con uno sguardo penetrante che arriva al cuore dei racconti, alla loro verità profonda – costruendo poi un testo e uno spettacolo in grado di restituirla al pubblico. Così ne La grande Foresta, in Cammelli a Barbiana, e adesso qui.

Gli spettacoli sono andati in scena nell’ambito di Segni New Generation Festival 2018:
Mantova, varie location

L’Associazione Culturale Segni d’infanzia ha presentato:
Segni New Generation Festival 2018
martedì 30 ottobre, ore 14.30
Teatro Scientifico Bibiena
via Accademia, 47
Caino e Abele
di Manuela Capece e Davide Doro
con Emanuele Segre e Alberto Galluz
produzione Compagnia Rodisio /TAK Theater Liechtenstein
in collaborazione con Festival Resistere e Creare (Genova) /Fuori Luogo Auditorium Dialma Ruggiero (La Spezia)

ore 16.00
Palazzo Ducale Atrio degli Arcieri
piazza Sordello, 40
Berberio
da un’idea di Letizia Renzini e Revue Blanche
con Lore Binon (soprano), Caroline Peeters (auto), Anouk Sturtewagen (arpa), Kris Hellemans (viola)
regia e video Letizia Renzini
tecnica e luci Pieter Nys
costumi Johanna Trudzinski
produzione Zonzo Compagnie
cofinanziato da The Creative Europe Programme of the European Union

ore 17.00
Cinema Teatro Ariston
via Principe Amedeo, 20
Zanna Bianca – Della natura selvaggia
Compagnia Inti
di Francesco Niccolini
con Luigi D’Elia

www.segnidinfanzia.org

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