L’arte calligrafica del gestus

Al Teatro Verdi di Pisa, per la Stagione di danza, arriva Carolyn Carlson con tre soli coreografici, Short Stories.

L’acqua, l’aria e il tutto dell’ensō. Due elementi volatili nella loro fluidità, nel loro moto perenne, nel loro continuum cangiante, in quell’eterno ritorno che non è mai uguale a se stesso; e il principio filosofico della completezza della circolarità, dell’infinito ripetersi di quella ruota della vita e della morte che, nella sua perfezione, si spezza solamente con la cessazione del desiderio.
Carolyn Carlson, per esprimere attraverso il gesto nello spazio, tali concetti – insieme profondi e fragili nell’insostenibile leggerezza dell’essere – realizza tre soli coreografici, ritagliandosi il ruolo di protagonista del primo.
È il tratto nervoso che Carlson tratteggia con sincopata sinteticità mentre esegue Immersion a sposarsi perfettamente con la partitura sonora di Nicolas de Zorzi, restituendo la musicalità propria del suono dell’acqua – appartenente alla natura eppure intimamente connesso al nostro sentire umano – in una forma primordiale e immaginifica. A tratti, compare sul palco anche il teatro-danza, che si rivela nell’interpretazione sottile e sensibile in grado di comunicare un universo attraverso un semplice movimento.
La costruzione coreografica di Carlson, basata su un’improvvisazione che si trasforma, in tempi successivi, in discorso coreografico strutturato, ha però bisogno di un apporto forte del danzatore. Nel secondo solo, Wind Woman, dedicato al vento, ci sembra che Sara Simeoni risenta un po’ troppo della personalità d Carlson, ripetendo quindi gesti e facendo proprio un uso del corpo che è spiccatamente carlsoniano (si veda l’uso dei capelli quasi fossero un quinto arto espressivo). Sebbene il risultato sia fluido e il movimento nello spazio si sposi alla seconda partitura sonora (sempre di de Zorzi) con grazia e perizia, non ci pare che la differenziazione tra elementi sia evidenziata in maniera sufficiente ma, al contrario, si ha quasi l’impressione di un continuum narrativo suddiviso in capitoli. Eppure, se tale fosse la struttura dello spettacolo, ci si attenderebbe, a questo punto, di vedere messi in scena anche i due elementi restanti, ossia la terra e il fuoco.
Il terzo solo, eseguito da Sara Orselli, è al contrario dedicato al mandala. Frutto maturo di una liaison nella quale danzatrice e coreografa hanno trovato un perfetto equilibrio e la struttura grammaticale di Carlson inquadra con precisione i neologismi espressivi di Orselli. Il solo che ne risulta, ritmato dal tema musicale decisamente minimalista di Michael Gordon e circoscritto nei coni di luce di Freddy Bonneau, ha la forza e la bellezza dell’espressione artistica di un concetto filosofico.
Serata decisamente di alto livello al Teatro Verdi di Pisa, che si riconferma punta di diamante nelle proposte di danza in Regione Toscana.

Credits Ph Laurent Philippe

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Verdi

via Palestro, 40 – Pisa
giovedì 30 marzo, ore 21.00

Ater-Associazione Teatrale Emilia Romagna presenta:
Carolyn Carlson Company
Short Stories
3 soli di Carolyn Carlson

Immersion
coreografia, interpretazione, testi Carolyn Carlson
musica originale Nicolas de Zorzi
produzione originale Centre Chorégraphique National de Roubaix Nord-Pas de Calais in collaborazione con Thétre National de Chiallot

Wind Woman
creazione 2011
coreografia Carolyn Carlson
interpretazione Sara Simeoni
musiche originale Nicolas de Zorzi
luci Guillaume Bonneau
produzione delegata Carolyn Carlson Company
produzione originale Centre Chorégraphique National Roubaix Nord-Pas de Calais
con il sostegno di Teatro San Carlo, Napoli

Mandala
creazione 2010
coreografia Carolyn Carlson
interpretazione Sara Orselli
musica Michael Gordon, Weather parts 3 & 1
costumi Chrystel Zingiro
luci Freddy Bonneau
produzione delegata Carolyn Carlson Company
produzione originale Centre Chorégraphique National Roubaix Nord-Pas de Calais
in collaborazione con Atelier de Paris-Carolyn Carlson

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