Il narratore e il mattatore

Teatro-sistina-romaIn scena fino al 19 ottobre Sistina Story, uno spettacolo che ripercorre mezzo secolo di successi firmati Garinei & Giovanni con una coppia insolita: Pippo Baudo ed Enrico Montesano. Tanta emozione in scena alla presenza dei giornalisti e di tanti artisti che hanno contribuito a fare di questo teatro la storia.

La televisione irrompe nel teatro, quello storico, stabile della commedia musicale italiana, che ha visto in scena successi clamorosi e attori memorabili: Il Sistina. La scenografia di Sistina Story ricorda infatti molto la struttura di un varietà datato, con l’orchestra dal vivo e la stessa Televisione riprodotta come cornice in cui passano immagini e foto di coloro che sul quel palco hanno sudato, si sono emozionati, hanno discusso e hanno regalato sorrisi tra scroscianti applausi. Ed essendo uno dei pionieri del piccolo schermo, con tanto di cartellina alla mano, a presentare, è facile perdere l’orientamento. Il tempio di Garinei & Giovannini vieni infatti celebrato attraverso il racconto appassionato e nostalgico di Pippo Baudo, l’uomo che in TV ha ideato programmi indimenticabili, di cui oggi si sente la mancanza e che, tra il pubblico, prima che il sipario si apra, racconta la sua prima volta al Sistina, quando era appena maggiorenne e le donnine di Macario invadevano il palcoscenico. L’emozione gli strozza un po’ la voce, è un sogno per il Pippo nazionale essere lì, di fronte a una platea composta da tanti «amici in trasferta obbligata» per la prima di tante allegre e indimenticabili serate.
Aggiungi un posto a tavola – che quest’anno celebra i quarant’anni – proprio come la sigla di un bel varietà del tempo, introduce i diciotto giovani performer e riporta il pubblico a quella televisione che intratteneva acculturando intere famiglie; una TV in bianco e nero come i costumi dei ballerini, ideati da Cecilia Betona, che ritrovava il colore tra le pieghe di un motivetto, che ancor oggi risuona familiare, nonostante si siano alternate diverse generazioni. La ballata di Rugantino ne è un esempio e questo celebre personaggio portato alla ribalta da Nino Manfredi nel 1962 è proprio con Enrico Montesano che ha vissuto una seconda giovinezza nel 1978, e che oggi torna a parlarne a lungo, raccontando aneddoti e ricordando, tra i tanti attori che presero parte a quell’edizione, Aldo Fabrizi. Il suo è un omaggio simpatico e allo stesso tempo emozionante, soprattutto quando lo imita nei gesti e nella voce cantando ‘Na donna dentro casa.
Enrico Montesano appare subito in splendida forma con quei sessantanove anni solo sulla carta. Canta, balla, recita e imita anche contemporaneamente, mentre Baudo qui e lì ricuce il discorso allacciandosi a fatti e personaggi che hanno caratterizzato le diverse epoche. Come nei suoi Festival di Sanremo, Pippo sul palco, così come Enrico, ha voluto due partner femminili, due bravissime attrici, che definirle showgirl è riduttivo, la bionda Sabrina Marciano e la mora Valentina Spalletta, entrambe note al pubblico del Sistina per aver affiancato grandi nomi del palcoscenico. La Marciano ha infatti lavorato con Johnny Dorelli, Loretta Goggi, Gianfranco Jannuzzo e Massimo Ghini, la Spalletta nell’ultima edizione di Rugantino con Enrico Brignano. Eleganti, simpatiche e ironiche le due “primedonne” hanno duettato con le due icone della serata, confermando la loro bravura e mettendo alla prova un’altra volta le incantevoli ugole. È più difficile il mestiere del marito e Un bacio a mezzanotte sono solo alcuni dei successi riproposti, che inevitabilmente hanno fatto ricantare anche l’attentissimo pubblico.

Le tre ore di spettacolo trascorrono in fretta. Un bel viaggio che spolverando emozioni mai sepolte, nel secondo atto vede protagonista soprattutto Montesano, col suo repertorio di personaggi al quale lui stesso è affezionato.
Citando spettacoli di successo, sempre scritti da Garinei & Giovannini, come Bravo! e Beati voi!, dove il grande attore romano è stato mattatore, ma parlando soprattutto degli anni di Tangentopoli, la politica e i suoi protagonisti si sono guadagnati spessore all’interno dello show. Materiale caldo che ha raccolto consensi calorosi, come quando, tra le risate generali, Montesano si è presentato in scena con gli abiti della romantica donna inglese. Inutile dirlo, tutto è stato «molto pittoresco!».
Nonostante l’indiscutibile bravura dell’artista a tutto tondo, veramente straordinario, in questa seconda parte, si è perso per un bel po’ il filo del racconto, che poteva includere più aneddoti ed elencare molti altri spettacoli che hanno fatto la storia del Sistina e non solo.
Sicuramente poche ore non sono sufficienti per raccontare quanto hanno fatto Pietro Garinei, Sandro Giovannini, il maestro Armando Trovajoli, l’altro grande maestro Gorni Kramer e quanti hanno recitato, cantato, creato all’interno di quell’edificio sito in via Sistina in cinquant’anni. Tuttavia, eliminando dalla scaletta qualche sketch come il collegamento alla Fantastico di Montesano sulla luna e le battute sul viagra di Pippo, Sistina Story poteva restare ancora più impresso nella mente. Far indossare anche alcuni costumi dell’epoca (presi a modello) al corpo di ballo e aumentare gli spazi musicali avrebbe reso ancor più l’idea dei bellissimi anni che si sono respiranti all’interno di quelle mure, vere testimoni viventi.

Sistina Story è comunque uno spettacolo da non perdere. Al suo interno c’è amore, passione pura. Nel talento di due mostri sacri, due colonne (im)portanti – nate tra l’altro nello stesso giorno in anni anni diversi – , come Montesano e Baudo scorre quella linfa che Massimo Romeo Piparo ha ereditato per poter continuare a scrivere un’altra bella pagina di buon teatro.


Lo spettacolo continua:
Teatro Sistina

Via Sistina, 129 – Roma
fino a domenica 19 ottobre
orari: da martedì a sabato ore 21.00, domenica ore 17.00
(durata 2 h 45 minuti intervallo escluso)

Sistina Story
Regia Massimo Romeo Piparo
con Pippo Baudo, Enrico Montesano, Sabrina Marciano, Valentina Spalletta
musiche Maurizio Abeni
scena Tersa Caruso
coreografie Bill Goodson
costumi Cecilia Betona

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