La verità rivelata in un sogno

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Sul palcoscenico del Teatro Parenti, una magistrale interpretazione di Gabriele Lavia, un’indagine profonda sulla condizione umana

Seduto su una sedia al centro della scena, vuota e buia, Gabriele Lavia dà voce all’uomo strano e deriso dalla società, nato dal genio di Fedor Dostoevskij e protagonista di Sogno di un uomo ridicolo, in scena al Teatro Franco Parenti per un’unica imperdibile data.
La sala gremitissima di spettatori accoglie con un grande applauso l’attore e regista milanese che, dopo un preambolo leggero sul teatro e sulle opere di Dostoevskij, si immerge completamente nella parte del protagonista della pièce portata in scena.
Il “nostro” uomo affronta una profonda e violenta crisi esistenziale, vive una vita completamente satura di egoismo, solitudine, indifferenza. Progetta il suicidio da mesi e, una sera, precisamente il 3 novembre, decide di mettere in pratica i suoi propositi di morte. Ma il sonno, banale nella sua semplicità, lo coglie sulla sua poltrona “alla Voltaire” dinanzi alla quale, su un tavolino, una rivoltella carica risplende alla tenue luce di una candela.
L’uomo scivola in un sonno profondo e inizia a sognare. Parte per un viaggio onirico meraviglioso, rivelatore, che comincia effettivamente con il suo suicidio per condurlo a una nuova vita, su un’altra Terra, diametralmente opposta alla nostra, sulla quale quest’uomo, deriso nel suo vecchio mondo, scopre di essere in grado di amare ed essere amato.
Ma la bellezza straordinaria, così fuori dal comune, di questo pianeta alternativo e dei suoi abitanti finisce presto per tramutarsi nella grigia rassegnazione, nella cattiveria e nell’opportunismo tipici del nostro mondo.
Agli occhi dell’uomo ridicolo si rivela così la verità; per poter mettere fine a ogni guerra, a ogni divisione, a ogni crimine presente sulla Terra esiste un’unica, vera soluzione: amare il prossimo come se stessi. Una frase già detta, già sentita, un monito che non ha mai attecchito nel cuore dell’umanità, ma non per questo meno valido.
Con la naturalezza che lo ha sempre contraddistinto, Gabriele Lavia rende, se possibile, ancora più sconvolgente l’opera di Dostoevskij, un testo intenso, complesso, la cui forza colpisce impietosamente il lettore, lasciandolo senza fiato. Così il folto pubblico in sala resta al tempo stesso attonito e affascinato dalla suggestione dell’opera e dalla magistrale interpretazione di Lavia, intensa e limpida, che palesa dinanzi agli occhi degli spettatori la grandezza dei pensieri e, insieme, la profonda sofferenza di un “uomo del sottosuolo”, rigettato dalla società, solo e deriso a causa della sua stessa natura.
Un povero perdente, ormai folle, agli occhi degli altri, un illuminato ricco di rinnovata speranza ai propri.

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro Franco Parenti
Via Pier Lombardo, 14 – Milano
lunedì 11 maggio

Sogno di un uomo ridicolo
di Fedor Dostoevskij
con Gabriele Lavia
Produzione Teatro Franco Parenti

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