L’appuntamento estivo e magico per eccellenza

Assieme alla programmazione dell’estate del Globe Theatre Silvano Toti, puntuale anche la versione di Riccardo Cavallo di uno dei classici più noti di Shakespeare.

Probabilmente non sarebbe estate a Roma se al Globe Theatre non andasse in scena la più estiva delle opere shakespeariane, ovvero, neanche a dirlo, Sogno di una notte di mezza estate. Parte del corpus delle commedie del Bardo, il Sogno da secoli ha sempre rappresentato l’opera più misteriosa ed esoterica del drammaturgo; il suo ritmo incalzante, la sua dimensione magica ma soprattutto il suo tono lieve e profondamente ironico ne fa una delle opere più fortunate, anche e soprattutto in occasione delle rappresentazioni estive. Questo tono grottesco e fantastico però non deve ingannare: Sogno di una notte di mezza estate è un’opera assai complessa e profonda, all’interno della quale tematiche filosofiche e persino psicoanalitiche si inseguono offrendo spunti essenziali per capire temi ancestrali della storia del pensiero. Questa complessità è colta egregiamente dalla messa in scena di Riccardo Cavallo, che gestisce l’incontro/scontro tra i mondi che scorrono davanti agli occhi dello spettatore: un uso delle luci assai espressivo e i costumi di Manola Romagnoli (barocchi, visionari e fiabeschi) proiettano lo spettatore nel mondo fantastico, fatto di elfi e maghi, dove spicca un Puk interpretato da Fabio Grossi elettrizzante e buffo (perfetto anche per le famiglie accorse a teatro coi più piccoli); le vicende della “vita reale” rappresentata dai rapporti travagliati tra i protagonisti, che però si confonde col mondo fantastico rimanendo da quest’ultimo determinato e condizionato; e poi il mondo teatrale, che come accade spesso in Shakespeare diventa la dimensione metatestuale che dichiara quanto apparenza e realtà, recita e vita autentica vortichino continuamente come due facce della stessa medaglia.

Certo, il Sogno è un’opera forse abusata, ma l’estate culturale romana ha anche bisogno di piccole certezze come questa; pensando al fatto che poi, un’opera immortale di Shakespeare continua a calcare le scene di tutto il mondo riscuotendo sempre grande successo, non dobbiamo polemizzare sul fatto che la versione di Cavallo sia “ospite fisso” del teatro diretto da Gigi Proietti. Questa infatti va interpretata anche come una dimostrazione della sua qualità e del suo successo di pubblico; da questo punto di vista sapienti sono gli inserti che amplificano la venatura “comica” dell’opera e che insistono sul dialetto napoletano e sugli sketch da teatro popolare. Polemizzare con questa scelta ritenendola una volgarizzazione dell’opera di Shakespeare significa non conoscere il testo originale, che invece è già ricco di comicità popolaresca. In altri termini, il Sogno di Cavallo mette insieme le tante dimensioni dell’opera del grande drammaturgo, offrendo al pubblico una serata estiva tra magia e risate.

Lo spettacolo continua
Silvano Toti Globe Theatre
Parco di Villa Borghese – Roma
fino al 14 luglio
ore 21.15, lunedì riposo

Sogno di una notte di mezza estate
regia Riccardo Cavallo
traduzione Simonetta Traversetti
costumi Manola Romagnoli
direzione tecnica Stefano Cianfichi
scene Silvia Caringi e Omar Toni
con Gerolamo Alchieri, Fabio Grossi, Valentina Marziali, Claudio Pallottini

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.