Il Massimo delle emozioni

Al teatro Sistina è in scena, fino al 7 maggio, Massimo Ranieri, che ritorna con Sogno e son desto… in viaggio, lo spettacolo ideato e scritto con Gualtiero Peirce, che vede l’artista napoletano districarsi tra canzoni, omaggi e sorprese varie.

Come ha dichiarato lo stesso Ranieri «Tornare al Sistina è sempre una grande emozione. Un po’ come tornare a casa» e questa volta ricalca le tavole del tempio musicale per eccellenza in un giorno speciale, quello del suo compleanno, il 3 maggio.
Dalla platea è un coro unito e appassionato a gridare “Auguri” non appena Massimo Ranieri, che di anni ne ha compiuti sessantasei, si presenta al pubblico in tutta la sua eleganza con tanto di bretelle e calzini a righe bianchi e neri. Il poliedrico attore ha tenuto subito a precisare che il nuovo look, sfoggiato per l’occasione, è dovuto a esigenze di scena per il grande schermo. Completamente rasato, infatti, ha destato subito curiosità tra quanti quel Sogno e son desto… in viaggio lo inseguono da anni, attraverso quel ragazzino che racconta entusiasta di quella volta che gli offrirono un contratto pubblicitario cospicuo per una nota marca di pasta e il padre, informato della straordinaria notizia, gli chiese subito se poi avrebbe beneficiato di una bella fornitura per la casa.
Inizia così un intenso viaggio musicale, ma non solo, tra successi intramontabili e aneddoti di vita che hanno fatto di Massimo Ranieri, al secolo Giovanni Calone, un artista a tutto tondo in grado di emozionare intere generazioni.
Oltre alle grandi doti musicali il cantante napoletano ha deliziato il pubblico ballando e recitando barzellette, che ha legato poi a canzoni note portate al successo da altri interpreti soprattutto napoletani, ma ha reso soprattutto omaggio a quanti hanno lasciato un’impronta indelebile nel panorama musicale italiano come Pino Daniele con Je so’ pazzo e Renato Carosone con ‘O Sarracino, esibendosi per entrambi i brani sul pianoforte, dando prova di grande elasticità attraverso una serie di addominali e capriole da lasciare senza parole.

L’ovazione ovviamente c’è stata quando ha intonato i suoi celebri brani come Vent’anni, Se bruciasse la città, Erba di casa mia, Rose rosse, durante la cui esibizione è stato omaggiato da molte signori con i fiori che danno il titolo alla famosissima canzone e Perdere l’amore, pezzo che gli ha fatto vincere il Festival di Sanremo nel 1988.
Testi intrisi d’amore, nostalgia, ma anche ironici come l’onomatopeica Ué ué che femmena, che di recente Ranieri ha reinterpretato in chiave jazz nel progetto Malìa, e drammatici come Quel che si dice di Charles Aznavour, al quale racconta di aver un giorno regalato un ulivo, simbolo di forza e vitalità.
Ma quel Sogno e son desto… nasce da una riflessione dopo un confronto avuto con il nonno che faceva il pescatore, il quale lo mise di fronte alla bellezza e allo stesso tempo alla pericolosità del mare, che di notte si tramuta in un’infinita lastra nera e forse anche per questo Ranieri canta, perché non sa nuotare, come recitava il titolo di un altro suo famoso one man show.

Sogno e son desto… in viaggio questa volta si ferma poco a Roma, solo fino a domenica 7 maggio, ma seppur breve questo appuntamento è sempre e comunque fatto con Anema e core.

Lo spettacolo continua:
Teatro Sistina

via Sistina, 129 – Roma
orari: da mercoledì a sabato, ore 21.00, domenica, ore 17.00
fino a domenica 7 maggio

RA.mA 2000 International srl presenta
Sogno e son desto… in viaggio
di Gualtiero Peirce, Massimo Ranieri
con Massimo Ranieri

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