Al Pim-Off un assaggio di Sonno, spettacolo onirico per la regia di Vincenzo Schino, in scena il prossimo anno.

Prima dell’inizio dello spettacolo il pubblico è informato che quello che sta per vedere non è Sonno – che esordirà l’anno prossimo – ma quattro spezzoni di tale pièce. In questo modo si spiega anche il significato della seconda parte del titolo: opera aperta nella creazione di. Più che informato, il pubblico è quindi avvisato che assisterà a uno spettacolo privo di senso proprio. A ogni spettatore toccherà conferire a quanto visto in scena un giudizio personale, frutto di una difficile riflessione e interpretazione.

Quattro spezzoni di Sonno, quindi, che agiscono molto sugli aspetti visuali e sonori: si insiste, infatti, sulle luci – che passano da un rosso intenso che invade la scena a un azzurro lieve – sui contrasti tra chiaro e scuro, tra bianco e nero, su alcuni dipinti che rimandano a Goya e che ritraggono un uomo del quale si focalizza in particolare l’occhio. Probabilmente l’intero spettacolo trae ispirazione proprio da un dipinto del pittore spagnolo: Il sonno della ragione genera mostri.

Notevole anche l’elemento sonoro: la pioggia, i tuoni, rumori inquietanti, parole pronunciate sottovoce e frasi incomprensibili. In un ambiente abbastanza spoglio, costituito da un lavandino, una sedia costruita al momento, una campanella, un pendolo oscillante e poco altro, agiscono personaggi inquietanti: una donna con una maschera da bambino, un uomo con una corona, un individuo dal volto dipinto in bianco e rosso, due uomini che si muovono a quattro zampe come animali e un uomo-ombra, anch’egli fornito di corona e vestito di una aderente tutina nera.

Tutto ciò ricrea un’atmosfera onirica: sembra effettivamente di trovarsi in un sogno.

O meglio, un incubo. Il notevole materiale visivo lascia tanti interrogativi e rinvia a significati dubbi. La corona rappresenta il potere che finisce per uccidere e ucciderti? Il bambino dagli occhi scavati che gioca da solo a carte è il simbolo della solitudine? L’uomo-ombra impersona la morte o le paure proprie dell’umanità? Forse. Queste sono solo supposizioni, tra le infinite possibili.

Quel che è certo è che Sonno, opera aperta nella creazione di è insieme prova e spettacolo in facendo. Forse per questo appare così misterioso, ermetico e inquietante. Tanti forse e altrettanti perché, quindi. Le risposte si potranno avere solo a spettacolo compiuto – in scena l’anno prossimo – e solo a quel punto si potrà dare un giudizio esaustivo.

Operazione di finanziamento della compagnia?
Forse.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Pim Off

via Selvanesco 75, Milano

sabato 13 novembre

Sonno, opera aperta nella creazione di
cura della visione e regia Vincenzo Schino
pittura Pierluca Cetera
con Emiliano Austeri, Marta Bichisao, Riccardo Capozza, Gaetano Liberti, Fabio Venturelli
cura del movimento Marta Bichisao
scenografia Emiliano Austeri e Vincenzo Schino
progettazione, realizzazione scenotecnica e macchinistica Emiliano Austeri
suono Gennaro Mele
special art effect Leonardo Cruciano
workshop organizzazione Marco Betti
produzione Opera, la Lut/festival voci di fonte, Festival delle Colline Torinesi con il sostegno di Teatro Valdoca, Indisciplinarte, Leonardo Cruciano Workshop, l’Arboreto-Teatro Dimora di Mondaino, PiM spazio scenico

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