Fuori dall’ordinario c’è Sollima

Giuseppe Andaloro e Giovanni Sollima – uniti in un programma che ha nella varietà di epoche e stili il suo punto di forza – trascinano il pubblico in una lunghissima serata.

Imperdibile concerto di musica da camera sul prestigioso palco della Sala Verdi del Conservatorio per le Serate Musicali: un pubblico più numeroso del solito accoglie il duo Sollima-Andaloro (violoncello e pianoforte) per una serata ricca di sorprese.

Innanzi tutto il programma – davvero ampio – che spazia dal barocco al classicismo, dal romanticismo virtuoso alle melodie jazz. Ma procediamo con ordine: in apertura – seguendo in qualche modo un filo cronologico – si ha Coming Again, brano per liuto della fine del Cinquecento di Dowland, che Sollima propone con il suo violoncello Francesco Ruggeri del 1679, mostrando al meglio le potenzialità espressive dello strumento. Il maestro ha infatti un modo molto particolare di eseguire questo genere di musica – arioso, potremmo definirlo. Sollima dedica grande attenzione al tipo di suono emesso e si preoccupa di far risaltare le dissonanze e i vari processi armonici. Il pubblico è incantato, ma il meglio della serata arriva con la Sonata in la maggiore op. 69 di Beethoven: formata da quattro tempi, e che fa parte delle cinque Sonate per violoncello e pianoforte – numero piuttosto esiguo per questo autore se si pensa alle 32 per pianoforte e alle 10 per violino e pianoforte. In questo caso più che mai il duo Sollima-Andaloro si dimostra compatto: l’idea musicale è assolutamente la stessa per entrambi, forte e a volte fuori dagli schemi della tradizione.

Condivisibile o meno, è comunque un’interpretazione coerente e pienamente in linea col pensiero dei due musicisti. Un Beethoven a tratti aggressivo, ma vitale e pieno di sorprese: a spiazzare completamente il pubblico c’è la scelta di porre i brevissimi Drei Kleine Stüke op. 11 di Webern tra lo Scherzo: Allegro molto e l’Adagio cantabile della sonata, con il risultato di lasciare la sala completamente disorientata e rumoreggiante per l’intera durata dell’intermezzo non annunciato: venti secondi circa. Una scelta assolutamente fuori dagli schemi e da ogni logica apparente, che il pubblico non è purtroppo in grado di apprezzare fino in fondo. In ogni caso Sollima e Andaloro riescono a convincere pienamente e a dissipare qualsiasi dubbio: il successo è totale e meritato.

Il seguito della serata regala esperienze molto diverse tra loro: dalla Sonata 1948 di Elodoro Sollima – padre di Giovanni – dove il violoncello suona al massimo delle sue possibilità espressive – alla Sonata n. 2 di Piatti – vero pezzo di bravura tecnica – per poi portarsi verso la conclusione con il Tema III da Il bell’Antonio, composto da Sollima stesso come colonna sonora per una miniserie televisiva di Rai Trade del 2005, in cui il violoncello – attraverso una serie di bicordi strisciati – crea incredibili dissonanze sul tappeto armonico tonale del pianoforte.

In finale tre piccole composizioni di Kapustin – Nearly Waltz op. 98, Elegie op. 96, Burlesque op. 97 – allegeriscono l’atmosfera con i suoni e i ritmi coinvolgenti del jazz, per completare un programma davvero eterogeneo, ma espressivamente intensissimo. In queste ultime tre chicche, la sorpresa è Giuseppe Andaloro, che si cala completamente nello stile e interpreta con il giusto swing – davvero incredibile il cambiamento, per niente facile in un pianista abituato a misurarsi quasi esclusivamente con il genere classico.

Dopo altri scroscianti consensi, il duo chiude questo vero e proprio concerto-fiume con un bis che lascia gli spettatori soddisfatti di tornare a casa con un gioioso turbinio musicale in testa.

Lo spettacolo è andato in scena:
Conservatorio G. Verdi
via Conservatorio, 12 – Milano
venerdì 20 gennaio, ore 21.00

J. Dowland: Coming Again
L. van Beethoven: Sonata in la maggiore op. 69
A. Webern: Drei Kleine Stüke op. 11
E. Sollima: Sonata 1948
A. Piatti: Sonata n. 2
G. Sollima: Tema III da “Il bell’Antonio”
N. Kapustin: Nearly Waltz op. 98
Elegie op. 96
Burlesque op. 97

pianoforte Giuseppe Andaloro
violoncello Giovanni Sollima

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