Avant(en)garde!

Il polisemico, poliedrico, polistrumentista poli…po Francesco Leineri torna al Teatro Studio Uno con i suoi cinque pilastri musicali, per sonorizzare, armonizzare, melodiare, ritmare e formare la nostra Follia.

«Concerto performativo per giovane compositore solo», così il giovane compositore palermitano definisce il suo astruso konzertinspektakolous dal titolo sonòriter | armòinkem | melòdikes | rìtmiken | formatikòn. Astruso perché originale, inaspettato e bislacco susseguirsi di siparietti a prima vista (e a primo orecchio) irrilevanti per una organica creazione finale. Eppure la somma delle parti, a partire dalla seconda metà della performance, si rivela essere maggiore di ciascuno dei cinque punti cardinali in questa rosa dei venti musicale, offrendo al pubblico un Cubo di Rubik sensoriale di difficile districamento.

Tre personaggi in cerca di senso si spartiscono il palcoscenico, appesi all’esistenza da un sottile filo che fa di tutto per essere reciso. Un musicista muto, serbatoio di energia vitale, sottostà alle inutili congetture di uno scienziato pazzo che si erge a coscienza mediatrice tra questi e un re narcisista assuefatto dal potere, un superuomo che impone costrizioni a suo insindacabile giudizio. Questo trittico del subconscio, l’Es, l’Io e il Super-Io freudiani, viene manovrato con grande scioltezza dal compositore solo che, attraverso un topos musicale vecchio di secoli, mette in scena la folle condizione umana.

Il maestro Leineri gestisce lo spartito, incespicando qua e là sul pentagramma scenico, paradossalmente proprio in quei punti di maggior tensione rappresentativa. Il momento esplicativo, forte di un Io (sottoscritto) poetico, si perde nelle maglie gracchianti di un megafono, sormontato dalla tremenda, e fortissima, Folie d’Espagne. Ad alti momenti musicali si alternano interminabili prolegomeni che, volenti o nolenti, non portano da nessuna parte, lasciandosi dietro più di un sopracciglio alzato.

Forse è proprio questo lo scopo del concertinspettacolo: presentare un’immagine frammentaria di sé, un campo di battaglia dell’inconscio dove non ci sono né vincitori né vinti, ma solamente les autres. Perché, come dichiara, controbolla e sottoscrive lui stesso, «questo è il mio enunciato e non è mio; questo si completa, non con IO; […] questa è una premessa e conclusione», e questo è un viaggio senza fine.

Lo spettacolo continua
Teatro Studio Uno

via Carlo della Rocca, 6 – Roma
dal 31 marzo al 3 aprile 2016
dal giovedì al sabato ore 21.00, domenica ore 18.00

Sonòriter | Armònikem | Melòdikes | Rìtmiken | Formàtikon – the most esuberant konzertinspektakolous 2.0
di e con  Francesco Leineri
foto Elena Muneghina
video Francesco Crapanzano
produzione Riccardo Anzalone
aiuto regia Giovanni Firpo

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