Il troppo stroppia, ovvero quando i legami affettivi diventano pericolosi

Sorelle Materassi, dal romanzo di Aldo Palazzeschi: uno spettacolo tutto al femminile – o quasi – in scena al Teatro Duse di Bologna.

Tre sorelle avanti con l’età, un casolare di campagna in Toscana, una serva premurosa e un unico uomo: il nipote Remo, figlio di una quarta sorella prematuramente scomparsa. Questa l’ambientazione di Sorelle Materassi, lo spettacolo adattato liberamente da Ugo Chiti dal romanzo del grande Aldo Palazzeschi.
Ci troviamo nei primi anni del XX secolo a Coverciano, sobborgo di Firenze dove Teresa e Carolina conducono una vita monotona e sempre uguale facendo propria la filosofia di vita delle ricamatrici, scandendo i giorni attraverso le consegne e le scadenze di pizzi e merletti. Giselda invece, più giovane e, per così dire, irrequieta, mal sopporta la calma e la mancanza di guizzi di vivacità in cui è costretta a vivere per necessità economica. Unico uomo di casa, giovane malandrino e scavezzacollo, il nipote Remo, adottato da bambino dalle due sorelle più grandi mosse a tenerezza per il triste destino della madre. Per le due, Remo rappresenta l’unico grande amore della vita, nubili come sono, e non perdono occasione per viziarlo, coccolarlo, facendolo crescere in una bolla dorata. Diventato adulto, il ragazzo si approfitta della bontà e dell’affetto delle zie, prosciugando i loro risparmi in macchine costose, investimenti azzardati e divertimenti poco raccomandabili. Le due zie perdonano tutto, così come la vispa Niobe, fedele domestica che nasconde i capricci del ragazzo e lo aiuta più del necessario, essendo anch’essa in qualche modo vittima del suo fascino da rubacuori.
Fra intrighi, minacce, rari momenti di pace e subbugli vari, la vita delle due Materassi viene sconvolta sempre di più fino a quando il giovane decide di partire: le zie sono disperate, ma passa poco tempo ed ecco che Remo annuncia il suo ritorno, finalizzato al matrimonio con una bella e ricca americana. I due arrivano a Coverciano e nel trambusto che segue al matrimonio fra momenti tragicomici, ripartono in men che non si dica lasciando un vuoto incolmabile dietro di sé.
Lo spettacolo racconta in maniera efficace la paradossalità di certi rapporti umani, composti più di momenti tristi e rabbiosi che di momenti piacevoli e affettuosi, ma pur sempre legami. Legami pericolosi per quanto possono inficiare nella vita delle persone che, pur subendo continuamente angherie, perdonano sempre e comunque perché vivono in una solitudine senza fondo. Accontentandosi delle briciole, le zie recuperano quel guizzo di vitalità necessaria alla sopravvivenza forse più dei pizzi e dei merletti che procurano loro da mangiare.
Geppy Gleijeses mette in scena una pièce divertente nella sua tragicità, avvalendosi di un cast di attrici navigate che sopperiscono forse a una regia un po’ troppo statica e convenzionale. Un plauso speciale dunque a tre grandi interpreti della scena italiana, dalla comprovata esperienza e sapiente verve, Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati.

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro Duse
Via Cartoleria, 42 Bologna
venerdì 09 e sabato 10 ore 21.00, domenica ore 16.00

Sorelle Materassi
Produzione Gitiesse Artisti Riuniti
Libero adattamento Ugo Chiti
Dal romanzo di Aldo Palazzeschi
Con Lucia Poli, Milena Vukotic, Marilù Prati, Gabriele Anagni, Sandra Garuglieri, Luca Mandarini, Roberta Lucca
Scene Roberto Crea
Costumi Accademia del Costume e della Moda
Luci Luigi Ascione
Musiche Mario Incudine
Regia Geppy Gleijeses

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