Sospetti di capolavoro

Al Teatro Filodrammatici per la prima volta in Italia la pièce Sospetti (SUS) di Barrie Keeffe, un incredibile spaccato sull’abuso di potere della polizia inglese degli anni 80, attuale come non mai.

Un testo eccezionale, una traduzione all’altezza delle migliori serie televisive americane, una regia perfetta, un’interpretazione asciutta e senza cliché. Sospetti (SUS) di Barrie Keefe, messo in scena magistralmente da Bruno Fornasari al teatro Filodrammatici fa letteralmente accapponare la pelle.  Il testo, scritto nel ’79 ma incredibilmente attuale, immortala  gli abusi di potere attuati dalla polizia inglese di quegli anni, che, legittimati dalle leggi SUS, le famose Sospect Under Suspiction, permettevano di fermare e interrogare chiunque, solo sulla base di un sospetto. E i sospettati erano quasi sempre di colore.

La storia-interrogatorio si svolge durante la notte elettorale del ’79, quando Margaret Thatcher sta per essere eletta e con lei il partito più conservatore della Gran Bretagna. Due poliziotti in turno di notte, Karn e Wilby, si trovano  in custodia un ragazzo giamaicano, Delroy, sospettato per aver ucciso la moglie. Vogliono sbrigarsela velocemente per festeggiare la vittoria alle elezioni, e iniziano un interrogatorio crudele e sincopato, pieno di colpi bassi e sleale che  trattiene lo spettatore per quasi due ore, senza tregua.

Delroy, il giamaicano, crede di essere stato arrestato per SUS, ma domanda su domanda, violenza su violenza, con un crescendo di tensione, scopre che sua moglie è morta e che l’unico sospettato è proprio lui.

Alla prima è in sala anche l’autore, Barrie Keeffe, che nonostante la sua eleganza British consacra con un caloroso applauso il meraviglioso lavoro di Bruno Fornasari.

«Il testo – racconta l’autore durante la conferenza stampa – è una storia vera e molto triste. Una donna muore a causa di una gravidanza extra uterina, all’insaputa del suo compagno e in presenza dei suoi tre figli. Per dargli una forza teatrale e drammaturgica ho attinto alla  mia esperienza di giornalista di cronaca nera e allo studio dei verbali originali di interrogatorio della polizia, ma la vera chiave di volta è venuta con le elezioni della Thatcher. Aveva promesso un 40% di aumento sullo stipendio dei poliziotti, e loro stavano già iniziando a fregarsi le mani. La cosa più sorprendente è che ho scritto questo testo 32 anni fa e funziona ancora. È stato ripreso a Londra e a New York e le persone di colore si immedesimano negli stessi problemi».

I due poliziotti, Karn-Ganzerli e Wilby-Cedron interpretano le due facce dell’abuso di potere. Il primo, più maturo, si diletta in una violenza  psicologica e ironica, il secondo invece, coetaneo di Delroy  è un po’ meno del mestiere rispetto a Karn e non riesce a trattenere la forza e le mani.

Delroy-Amadio, bravissimo e commovente, rappresenta la seconda generazione di immigrati, quella che conosce i suoi diritti, ma non sa come avvalersene. È scaltro, divertente e sa come parlare con i poliziotti, sebbene “siano loro a voler passare il tempo con lui”.

Uno spettacolo che fa riflettere e che fa nascere molte domande, sull’immigrazione e sull’integrazione, e come dice l’autore Barrie Keeffe, quando si esce dalla sala “la prima domanda non è dove andare a mangiare”. Finalmente!

Lo spettacolo continua:
Teatro Filodrammatici
Via Filodrammatici 1 Milano
fino a domenica 29 maggio
orari: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.45, mercoledì e domenica ore 19.30, (lunedì riposo)

Sospetti
di Barrie Keeffe
traduzione e regia Bruno Fornasari
con Tommaso Amadio, Giorgio Ganzerli, Alex Cendron
scene e costumi Erika Carretta
luci e suono Luca Finocchiaro
assistente alla regia Stefano Cordella
produzione Teatro Filodrammatici

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