Vivere il teatro in periferia

pim-off-teatro-milanoMercoledì 1 ottobre si è svolta nella sede di via Selvanesco la conferenza stampa di apertura della Stagione 2014-2015 del Teatro Pim Off.

Si tratta di una realtà che promuove e sostiene il teatro e la danza di ricerca a Milano fin dalla nascita nel 2006 per volere di Maria Pietroleonardo, quest’anno per la prima volta Direttrice Artistica. Ogni annata è, infatti, un’occasione unica per scoprire cosa si muove ai margini di quello che potremmo definire il teatro di prima fila. «Il Pim sta bene perché adesso c’è la sua mamma», ha affermato la fondatrice sorridendo. E ha così proseguito: «Bisogna sicuramente vedere il teatro di prosa.. ma venire anche qui! Tutti, pubblico e addetti ai lavori, sono benvenuti».

Perché andare? «Tutto è nuovo. Nessuno spettacolo è riproposto e presentiamo anche nuovi talenti». La difficoltà maggiore sembra sia stata quella di superare la pagina bianca del calendario, vinta però dall’istinto e dalla passione. Quella condivisa coi tanti artisti e compagni di viaggio. Per trovare la formula più idonea alla sua attuale posizione (la periferia sud della città) e al suo pubblico. Per combattere la pigrizia e allontanare le persone dalla televisione. Per rispondere, infine, alle richieste di chi i teatri non li frequenta ma vorrebbe farlo.

Ha raccontato la direttrice: «Mi hanno pregato di evitare il teatro del dolore, quello che i media già ci mostrano momento per momento». Allora la scelta di rendere fruibili anche i temi più difficili. Di continuare a fare ricerca senza dimenticare la leggerezza. Su questa linea si è perciò presentato un programma parziale.
Il mese di ottobre vedrà la danza protagonista: Se io fossi come te, tu non mi vorresti della Compagnia DAS & PianoinBilico su un testo di Serena Sinigaglia propone un dialogo tra i due sessi nell’isolamento, mentre la Compagnia EgriBiancoDanza riflette sull’agire per non ripiegarsi su se stessi e sulla figura del danzatore. Novembre ancora danzante con Alice. La grammatica delle nuvole e dicembre all’insegna dell’impegno con un convegno-azione teatrale sul tema della perifericità. In cantiere, poi, una rilettura del personaggio di Caligola: un’operazione abbastanza fuori mercato nella quale il Pim Off sembra credere molto. E una novità come quella della lirica in due riadattamenti a cura di Giacomo Agosti, tra cui L’Arlesiana di Francesco Cilea. Senza dimenticare le attività di formazione nonché il progetto con le scuole – in corso già da due anni – allo scopo non solo di sensibilizzare i ragazzi nei confronti del teatro ma di restituire la complessità di un’arte che è anche un mestiere. Tanta anche la prosa questo inverno: da Tre donne al mare di Liuba Scudieri sull’immigrazione al beckettiano Finale di partita nella versione che nel 2006 valse al Teatro Giullare svariati premi.
Inoltre, Pim Off non si farà trovare impreparato a Expo 2015 e a giugno ospiterà Indigeni – festival del teatro contemporaneo in lingua dialettale. «Il teatro è vivo!», ha esclamato convinta la padrona di casa. Anche in periferia.

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