Sedurre gli dei

Il salotto buono di Pisa inaugura il Cartellone prosa l’8 novembre, con la Compagnia della Fortezza. Ad attenderci, una Stagione in delicato equilibrio tra esperimenti, nuove proposte e classici indimenticabili.

Piccole novità: è così che l’arte va avanti, sempre cambiando, mai stravolgendosi. Questo, in primis, la rende tanto rassicurante. E, in tempi di crisi, è doveroso lasciarsi confortare.
Sabato 8 novembre, si inaugura finalmente la Stagione 2014/2015 del Teatro Verdi di Pisa. Ore 21.00: Santo Genet apre il calendario. Promette incoerenza, sciabordio di porti, carceri e marinai discinti. Interpretato dalla Compagnia della Fortezza, avrà sicuramente l’impeto della poesia nata dietro le sbarre – che, liberata, grida l’urgenza di berla tutta: questa vita. Toccati ormai i venticinque anni di esistenza, la troupe del carcere di Volterra vede, come sempre, Armando Punzo nelle vesti di guida dei propri atti e delle storie narrate. A far da contorno allo spettacolo, l’intera città di Pisa propone Verso Genet, un itinerario comprendente lezioni, incontri, mostre fotografiche e presentazioni di libri. Tutti in cammino, quindi, verso la vita, intesa nella sua massima asprezza e poesia. Tutti verso Genet.
Pisa, del resto, quest’anno ci vuole stupire. Nel vivo di Una Gigantesca Follia – il Festival incentrato sulla figura di Don Giovanni – c’è posto anche per il genio di Molière: il 12, 13 e 14 dicembre, il libertino più famoso della storia avrà la voce e il corpo di Alessandro Preziosi – e, siamo certi, non passerà inosservato.
Dopo Genet e Molière, al Verdi si corteggia Boccaccio. Così fa Marco Baliani con Decamerone, vizi, virtù e passioni – il 10 e 11 gennaio, ad apertura del nuovo anno.
E ancora, l’Iliade, secondo il Teatro del Carretto. Dopo lo straordinario successo al Giglio di Lucca e a La Città del Teatro di Cascina, la Compagnia ripropone l’opera – che celebra i ventisei anni dal suo debutto, grazie al sapiente restauro della sua imponente scenografia. La consueta luce sul movimento: come unica garanzia della vita e della morte. L’uomo ridotto a macchina, perché questa è la guerra – oltre al mito. E un gruppo umano votato alla voce, al grido disperato, che sperimenta il silenzio (il 24 e il 25 gennaio).
Quarto spettacolo della Stagione, un Pirandello. Il 14 marzo e 15 marzo, arriva Non si sa come, il fondo più torbido del Figlio del Chaos, dove colpa e disgrazia avviluppano l’ennesimo antieroe. Al timone di questo abisso umano, Federico Tiezzi – mentre Romeo Daddi è impersonato da Sandro Lombardi.
Poteva mancare, tra i sommi, William Shakespeare? Ed ecco Otello, di Luigi Lo Cascio. La tragedia, per la prima volta rivisitata in endecasillabi dialettali siciliani, prende il posto del preannunciato Riccardo III di Alessandro Gassmann, e andrà in scena il 7 e l’8 febbraio.
Abbandonato il richiamo classico, Dopo il silenzio s’ispira alla legge dei contrasti, offrendoci un dialogo tra uomini dediti alla legalità e un ragazzo cresciuto all’ombra del crimine. Francesco Niccolini e Margherita Rubino (per la regia di Alessio Pizzech) propongono il confronto ideologico e dialettico tra giustizia e gioventù, con le reciproche incomprensioni. Tratto dal libro Liberi tutti, di Pietro Grasso – oggi Presidente del Senato – Dopo Il Silenzio ha lo stile schietto e diretto che il tema mafia richiede, e per protagonisti Sebastiano Lo Monaco, Mariangelo D’Abbraccio e Turi Moricca. In scena il 14 e il 15 febbraio.
Il viaggio di questa Stagione di prosa ha l’America per capolinea. Con La gatta sul tetto che scotta, dramma scaturito dalla penna di Tennessee Williams, il Verdi chiuderà il sipario il 1° marzo, presentando Vittoria Puccini e Vinicio Marchiori nei ruoli di Margaret e Brick Pollitt (che, sul grande schermo, furono di Elizabeth Taylor e Paul Newman).
Che dire?
Il Verdi, quest’anno, si atteggia a titano.

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