Ritratti d’Autore

L’associazione è nata nel 2013. Obiettivo: creare una rete che connettesse le piccole compagnie pugliesi con gli spazi teatrali nazionali. Sembra strano, ma non esisteva nulla del genere. Anche per questo, ma soprattutto per la grande efficienza e vitalità dimostrate, come abbiamo potuto riscontrare in occasione di Ouverture – Festival delle Arti(n)Contemporanea, Puglia Off – vincitore del premio Rete Critica 2015 per le Strategie comunicative virali e finalista della 3° edizione  del Bando cheFare – è diventata, nel giro di poco tempo, un vero riferimento per i gruppi della regione che producono spettacoli di qualità e a basso budget ma poi hanno difficoltà a farli girare.

«La formula è semplice», spiega Stefano Murciano, tra i co-fondatori di Puglia Off, «gli spettacoli devono costare meno di mille euro al mese e le compagnie devono essere pugliesi e attive da almeno due anni. Noi li scegliamo o andandoli a vedere di persona o guardando il video integrale. Poi li valutiamo in base a 50 criteri che dovrebbero garantire il massimo dell’obiettività. Dopodiché a quelli selezionati offriamo uno spazio sulla nostra piattaforma web in cui inserire video e schede artistiche e tecniche. In cambio loro devono registrarsi per 50 euro. A questo punto ne ce ne facciamo garanti verso gli spazi teatrali».

Il 2015 si è chiuso con 25 compagnie iscritte, sei spazi teatrali e cinque operatori nazionali. A questo Puglia Off unisce una serie di altre attività: per esempio sono social media partner di una serie di manifestazioni, oppure contribuiscono all’organizzazione di festival e rassegne.

La promozione delle compagnie sulla piattaforma e sui Social è compresa nell’iscrizione. I lavori extra no. «Di fatto abbiamo creato una lobby trasparente», spiega Murciano. «Chiediamo in cambio solo l’iscrizione. Il punto è che oggi in Italia girano solo le compagnie che hanno soldi. Eppure già solo in Puglia 260 comuni hanno spazi teatrali e compagnie».

L’obiettivo è portare le compagnie in tutti i contesti possibili: il Carnevale di Putignano, finanziato dalla Regione, ha già scelto due spettacoli segnalati da Puglia Off. Gli iscritti hanno a disposizione anche una newsletter che segnala anche i più importanti bandi teatrali.
Il format così creato è, per ora, unico in Italia «e si può esportare», prosegue Murciano. «Nel Lazio esiste Lazio Off ma ha la funzione di promuovere lo scambio di spettacoli tra compagnie che hanno già un loro spazio».

«Vorremmo creare un’Italia Off», aggiunge Murciano. «Vorremmo cioè far girare gli spettacoli di qualità di tutta Italia che costano meno di mille euro al mese e in cambio garantire loro spazi che paghino subito. Una piccola compagnia non sopravvive se i compensi arrivano tardi e in modo irregolare. Ma quello che mi preme sottolineare è che si tratta di un vero business: in Italia esiste un immenso sommerso culturale, un patrimonio prodotto da associazioni e compagnie che stenta ad arrivare al pubblico. Se si riescono a condividere gli investimenti e la pubblicità si può andare lontano. Può davvero diventare un settore remunerativo, creando un sistema-teatro che permetta di vendere i biglietti a dieci euro, ovvero di allargare il numero di spettatori. L’importante è garantire la qualità: ma se esiste un doc o un dop per il vino, perché non può esistere per i prodotti culturali?»

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