Cinque personaggi in cerca… d’amore

orologio-romaGià vincitore del Premio Tondelli, in gara per Inventaria 2015 è Sterili di Maria Teresa Berardelli, pièce che ci ricorda la necessità di fermarsi e comunicare.

Tipica situazione di chi tutte le mattine prende la metro: arriva rapidamente alla banchina, si ritaglia un posto conveniente tra la folla, butta un occhio all’orologio, farfuglia tra sé il programma della giornata, e poi aspetta guardandosi un po’ intorno… allora si sporge leggermente oltre la linea gialla attendendo il treno, ma il treno è in ritardo: altra tipica situazione di una mattina in città! E se la metropolitana non arrivasse affatto? Cosa può procurare un ritardo lungo e imprevisto? Una pausa dalla realtà frenetica, uno standby per ripensare, chiarire e poi ripartire, è quanto accade, per una linea bloccata, a due sorelle, una coppia di coniugi e l’amante.
Nella Sala Moretti del Teatro dell’Orologio, che senza bisogno di troppa scenografia si presta benissimo a fungere da seminterrato di una metro, è andata in scena per la produzione Quattroquinte di Roma, Sterili, dramma di sessanta minuti sull’incomunicabilità.
Camilla Brison, per il concorso di Inventaria – la festa del Teatro Off giunta alla V edizione nelle stanze di Via de’ Filippini- torna a dirigere cinque validi attori, alla prova davanti a una platea affollata che, talvolta fuori luogo, fa ridere la bocca anziché piangere il cuore, davanti a tipi umani in cerca di qualcosa, in cui facile è rispecchiarsi.
Un giovane di bell’aspetto con un mazzo di rose e una valigia per il weekend, una coppia che arriva litigando e cerca di dividersi in occasione di un invito a pranzo da parenti: non si tratta di perfetti sconosciuti, la donna e il ragazzo sono amanti e lì si erano dati appuntamento. A raggiungere il trio, due sorelle, diversissime; vivono lontane e si sono ritrovate per far visita alla madre. Tutti vivono una forte incomunicabilità e giungono a sorprendere lo spettatore rivelandosi diversi dalle aspettative, scollati dai panni che indossano. Lui (Beppe Casales), inizialmente iperattivo, si rivelerà accondiscendente; lei (Cecilia Cinardi), quasi aggressiva, paleserà tutti i suoi dubbi; il marito (Francesco Ferrieri), dai modi pacati, si manifesterà violento; la sorella maggiore (Irene Lamponi), compita, rivelerà un passato turbolento e la piccola (Diletta Acquaviva), da spavalda, diverrà estremamente sensibile. Nessuno ha volutamente un nome. Ciascuno aveva bisogno di un freno, di un stop per parlarsi, per scambiarsi un abbraccio, un bacio e, per una volta, far aspettare qualcun altro. Ha vita così un teatro delicato che parla di velocità e sentimenti, che fa della vita la metafora di un viaggio fatto di attese, decisioni e imprevisti. Curato nel dettaglio dei costumi invernali, lo spettacolo si compone altresì di significativi silenzi, montato su tre riquadri fissi in cui notare la bravura di chi, a ripetizione, non ha una parte da declamare e fa da corredo alla azione.
Lo spettatore è solo un altro passeggero a quella fermata-metro, uno di quelli che parla a telefono, guarda e non interagisce, ma, come loro, è sterile solo in apparenza.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro dell’Orologio

Via de’ Filippini 17/a – Roma
18 maggio, ore 21.30

Quattroquinte Roma presenta:
Sterili
di Maria Teresa Berardelli
regia Camilla Brison
con Diletta Acquaviva, Beppe Casales, Cecilia Cinardi, Francesco Ferrieri, Irene Lamponi
aiuto regia Laura Tassi

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