terza giornata TeatroCineFestival a Calcata (Vt)

Continua la programmazione di Ad Arte – TeatroCineFestival 2014, kermesse del cinema e del teatro indipendente che sta animando la già fervida realtà culturale di Calcata.

Ricco e vario il programma della terza giornata, in un crescendo di qualità e di partecipazione di pubblico per lo splendido paese nella Valle del Treja.

Tema della giornata, la commistione di dolore, conflitto e redenzione che caratterizza l’essere umano. Anticipato da un fuori programma (il reading di Cristina Aubry del testo Il pasto degli schiavi di Adriano Marenco), il clima si presenta artisticamente elevato ed emotivamente impegnativo. Ai massimi livelli fin dal primo evento in cartellone, Uomini Terra Terra.

Messo in scena dall’ottimo duo Cardinali e Larotonda, l’affresco tragicomico di eventi ancora recenti, quelli immediatamente precedenti il terremoto de L’Aquila del 2009, è straordinario, un meraviglioso esempio di teatro di narrazione tra il civile di Paolini e il satirico di Dario Fo.

I personaggi dell’epoca diventano pagliacci neri, re magi e sciamani inascoltati, sui quali a spiccare è il singolare dialogo tra l’assessore regionale alla Protezione Civile dell’Abruzzo dell’epoca, Daniela Stati, e il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso, sulla «necessità di zittire subito qualsiasi imbecille, placare illazioni, preoccupazioni […] più un’operazione mediatica, hai capito? Così loro, che sono i massimi esperti di terremoti, diranno: è una situazione normale» (da un articolo di Antonello Caporale su Repubblica).

Nonostante l’incedere brillante di Uomini Terra Terra, le 309 vite per sempre spezzate rimangono assolute protagoniste, nel pieno rispetto di vittime che non sono solamente i caduti, ma anche familiari lacerati da una tragedia che ha il retrogutro drammatico della beffa evitabile. Un unico appunto si potrebbe, forse, fare a un progetto ben articolato nella scrittura, nelle partiture musicali e nella relazione dialogica tra menestrello e cantastorie, ossia l’invito a insistere sulla resa acustica del racconto, sfruttando la grande suggestione che location come lo straordinario scorcio di Piazza Segreta permettono.

A seguire, e se possibile ancora più dilaniante, è stato proiettato il documetario proiettato presso l’Associazione Culurale Il Granarone, Suicidio Italia, dedicato alla vicenda di chi si è tolto la vita durante questo lungo periodo di crisi economica e ai suoi tragici intrecci con le responsabilità del capitalismo di casa nostra. Un sistema economico nel quale imprenditori e manager (anche nel caso delle maggiori aziende, spesso partecipate dallo Stato), più che a capitani coraggiosi, somigliano al celebre (suo malgrado) comandante assunto alla cronaca in occasione del naufragio della Costa Concordia del 2012

Con il fare della sera si torna, come da programma, al Teatro Greco, con Interno danza, spettacolo diretto dalla marchigiana Tiziana Marsilio Tosto, che si caratterizza per una resa coreografia estremamente fisica. Lineare e non particolarmente complessa, Interno danza è una composizione di quadri di vita quotidiana in epoca contemporanea, quando la routine oscilla dalla volontà del più totale controllo alla frenesia, anche violenta, degli istinti più bestiali, e ci si scopre reclusi in una esistenza non scelta, imposta da ritmi, normative e psicologie non di prima/propria mano.

La relazione esistenziale tra i due ottimi interpreti sfugge con merito a particolari complicazioni simboliche per dare spazio alla potenza con cui ognuno può diversamente vivere e interpretare la realtà. Da uno stretto divano nel quale non si realizzerà mai l’incontro (piuttosto lo scontro) tra individui, che pure lo condividono lungamente, al momento – necessario per antonomasia – del dover mangiare che diventa l’emblema del più bieco egoismo. Un crescendo spezzato di dinamiche e alterazioni sceniche che volge al possibile scioglimento, quando i due, fino ad allora vestiti con omologante simmetria, scoprono l’esistenza stessa della possibilità e di una individualità originale (attraverso i tacchi lei, la sigaretta lui).

Tuttavia, la messa a nudo di se stessi all’altro è ben lungi dall’essere una pratica atarassica e risolutiva, come visivamente restitusce il perdurare di indifferenza e di sguardi di complicità alternati sui visi di entrambi. Il lieto fine – sperato almeno per un istante – si allontana e si giunge a un finale quasi pirandelliano con la spontanea rinuncia di ognuno della propria autentica identità e, in questo contesto di assordante silenzio, in cui i cuori rimangono reciprocamente freddi, ma gli impulsi atroci nel porre la felicità sfuggente come l’orizzonte, risulta per contrarietà illuminante il finale affidato alla canzone E più ti amo di Battiato («più vedo te, più ascolto te, e più ti amo, ogni parola che dici, t’amo un po’ di più»). Allestimento, dunque, interessante e ben studiato, che la non invadente regia della Tosto affida e mette sapientemente a disposizione del talento di Annalisa Cardinali e Luigi Petrolini, sempre credibili nel muoversi sul palco con agile semi-libertà.

Una discesa agli inferi che parafrasa il sartriano «l’enfer c’est les autres», pur non avendone la profondità culturale, rispetto al quale, Interno danza lascia intravedere ulteriori margini di crescita, nei confronti di una trama non imprevedibile, pur ricca di passibili interpretazioni.

Chiude la più lunga giornata di questa prima edizione del festival, il soave Cloud, una fusione di installazione e performance, danza e musica che la giovane compagnia Matroos dimostra di saper gestire con esperienza, consapevolezza e padronanza tecnico-espressiva. Cullata dalla composizione di Giada Bernardini, la semistrutturata coreografia di Lisa Rosamilla sfoggia qualità poetiche non indifferenti, nonché una notevole capacità di muoversi all’interno della «fitta ragnatela di teli» che ha avvolto l’intera Piazza Umberto I. Una struttura che, dovendosi adattare di volta in volta a contesti urbani sempre diversi tra loro, risulta mai completamente replicabile, proprio per questo ideale per soddisfare requisiti di ambientazioni site-specific.

E dopo la conclusione di questa ennesima positiva giornata, come di consueto a tarda notte tra un ballo e una canzone, una cena e una conversazione con gli innumerevoli artisti che animano questa allegra comunità, non resta che attendere con trepida attesa l’atto conclusivo della rassegna.

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Gli spettacoli sono andati in scena all’interno di Ad Arte 2014 – TeatroCineFestival

Teatro in piazza
zona Capomandro, Calcata (VT)
19 luglio – ore 19:00
Uomini Terra Terra
di e con Giorgio Cardinali e Piero Larotonda
regia Sara Greco, Valerio e Giorgio Cardinali

Associazione Culurale Il Granarone
Via Porta Segreta, Calcata Vecchia (VT)
ore 20:45
Suicidio Italia (documentario)
di Filippo Soldi
con Eugenia Costantini
la partecipazione straordinaria di Dario Fo
regia Filippo Soldi

Teatro alla Greca
zona Capomandro, Calcata (VT)
ore 21:30
Interno danza
con Annalisa Cardinali, Luigi Petrolini
regia Tiziana Marsilio Tosto

Calcata Vecchia
piazza Umberto I
ore: 23:30
Cloud (teatro danza)
compagnia Matroos
di e con Lisa Rosamilla
musiche originali e sonorizzazioni di Giada Bernardini

GLI SPETTACOLI CONTINUANO
Ass. cult. Dillinger & Palazzo Baronale di Calcata presenta
Ad Arte 2014 – TeatroCineFestival

Teatro Piazza
Borgo di Calcata Vecchia (VT) a discrezione della Compagnia di Teatro
20 Luglio – ore 19:00
Shakespeare in Borgo (spettacolo itinerante)
con Sebastiano Gavasso e Diego Migeni
regia Leonardo Buttaroni

Associazione Culurale Il Granarone
Via Porta Segreta, Calcata Vecchia (VT)
ore 20:45
Spaghetti Story (commedia)
presso il Granarone – Associazione Culturale
con Valerio Di Benedetto, Cristian Di Sante, Sara Tosti, Rossella d’Andrea, Deng Xeuying
regia Ciro De Caro

Teatro alla Greca
zona Capomandro, Calcata (VT)
ore 21:30
Sono Morta Anche Io
di e con Marzia Ercolani – Associazione Culturale Atto Nomade

chiusura con sorpresa in programmazione

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