Etimologia del femminicidio

teatro-lo-spazio-romaConoscere dove affondano le radici del fenomeno per sradicarlo sul nascere. Questo il proposito della quarta giornata di maratona al Teatro Lo Spazio di Roma.

Femminicidio. Un termine che solo al suono fa paura, ma andando oltre la cortina del timore, squarciando la suggestione per arrivare ben dentro all’etimologia, apriamo una riflessione ancora più crudele.
Il concetto di omicidio è il filo rosso che tiene legate insieme varie tipologie di nefandezze, differenti tra loro ma con l’esito comune di ammazzare il prossimo. Le nefandezze hanno nomi diversi perché sottolineano un particolare aggravante del reato: “matricidio” indica l’uccisione della madre da parte di un figlio che avrebbe dovuto nutrire inesauribile gratitudine e affetto verso di lei, “uxoricidio” è l’uccisione della moglie da parte di un marito che avrebbe dovuto proteggerla per tutta la vita. Se una donna-madre o una donna-moglie viene uccisa da altri che non rivestono i ruoli citati, allora si parla genericamente di “omicidio”. “Femminicidio” indica l’assassinio perpetrato da uomini contro le proprie compagne – ex, attuali, agognate – facendo leva sulla loro condizione di “femmine”, atte al soddisfacimento psico-fisico dei maschi e sottomesse a un qualsivoglia potere, nelle varie forme dell’autorità e del capriccio. La sottomissione è la cifra distintiva di questo delitto, la condizione fondamentale che fa sì che il reato cominci molto prima di essere perpetrato, che permette a chi è già morta di continuare a vivere, per morire ogni giorno, di nuovo, ancora, sempre più forte, fino a quando il dolore diventa lancinante, insopportabile. Poi il buio.
Le donne in scena nuotano controcorrente con una forza che trascina fino alla sorgente, a scoprire dove e quando è nata tutta questa cattiveria che ha annegato le loro vite, riempiendo i loro polmoni, così da togliere prima il respiro, poi la voce, poi la forza, poi la vita. A volte il male è un fiume carsico, la sorgente non si trova e non si riesce sempre a capire quando l’affettuoso fidanzato sia diventato la bestia che umilia, che maltratta avvalendosi di tutti gli strumenti di tortura che trova: le parole, le cinghie, le mani, «cazzo e cazzotti», come dice la dolce Donatella, una delle protagoniste. Sì, perché il delitto diventa ancora più efferato se si pensa che spesso la dolcezza distingue le vittime, quella serenità diffusa sui visi di donne innamorate, madri premurose che sorridono ai loro bimbi «con i denti rotti» per proteggerli dalla cattiveria e dalle cose brutte di un mondo che non sono ancora pronti a conoscere.
Le Storie di donne morte ammazzate, nella maratona al Teatro Lo Spazio, tratteggiano la complessità nascosta dietro agli episodi di morte violenta, troppo spesso circoscritti a fatti di cronaca nera, notizie spot, lunghe un minuto. I monologhi non possono certo ripagare nessuno delle sofferenze, ma riescono almeno a rendere giustizia con il tempo, dedicando una pur brevissima ora a raccontare la sofferenza color sangue e odor di oppressione, con il merito aggiuntivo di gettare luce sulle vittime di riflesso di tante tragedie, i bambini rimasti orfani per un motivo così abietto.
Per il bene del figlio, dello stalker e dello Spirito Santo vede sulla scena una Sylvia De Fanti tecnicamente impeccabile durante il monologo, per assestare meglio un’ultima pugnalata a fine monologo, quando il peggio sembra passato.
Stefania Papirio, in Mancato Soccorso al Pronto Soccorso, è una rosea e prorompente “femminona” napoletana, solare, spensierata, che sprizza salute e vigore da tutti i pori, fino alla fine. Questo è devastante. Riuscire a rendere l’atteggiamento che porta all’esito tragico e a mostrare il motivo che spiega l’inspiegabile – perché nessuno si è accorto di nulla, perché non si è confidata, perché non ha denunciato – questa è la difficoltà e il merito di un testo e di un’interpretazione che non hanno ceduto alla tentazione del luogo comune, della pietà, ma sono riusciti a portare alla luce il sommerso di una verità raccapricciante.
Alla fine dello spettacolo non si sa per chi provare compassione, se per le vittime umiliate, per i bambini devastati o se per uomini così meschini, deboli che nell’estremo tentativo di affermare la loro superiorità cavernicola, decidono di soppiantare chi tenta di contrastarli. Tutto questo discorso non ha niente a che fare con un femminismo di ritorno che sembra far capolino nell’attualità recente. Il discorso potrebbe essere fino a un certo punto ribaltato, o meglio si potrebbe discutere sull’illazione di debolezza che sembra fare il termine “femminicidio”, come assassinio di un essere tacitamente più debole e che avrebbe dovuto essere tutelato da chi doveva proteggerlo. Forse sì, ma è innegabile come un sostrato culturale forte e un’inclinazione fisiologica porti le donne ad avere una soglia del dolore molto più alta, a sopportare, oltre il limite delle umane forze, crudeltà ingiustificate “in nome del padre, del figlio o del vincolo santo del matrimonio”.

Lo spettacolo continua:
Teatro Lo Spazio

via Locri, 42 – Roma
fino a domenica 13 ottobre
orari: da lunedi a sabato ore 21.00, domenica ore 18.00
Fonderia delle arti presenta

Storie di donne morte ammazzate (barbarie italiana)
di Betta Cianchini
regia Alessandro Machìa

Mancato soccorso al Pronto Soccorso
con Stefania Papirio

Per il bene del figlio, dello stalker e dello Spirito Santo
con Sylvia De Fanti

Già andati in scena:
Odiavo i crisantemi
con Sonia Barbadoro e la partecipazione di Gabriele Guerra

Non sapevo fare la valigia
con Laura Mazzi

La prostituta che si metteva i cerotti ai piedi e lo scagnozzo del Drago
con Federica Quaglieri, Gabriele Guerra e la partecipazione di Pino Le Pera

Angela e il cassettone della suocera
con Giada Prandi

La sgambatura
con Arianna Ninchi, Federica Quaglieri, Pino Le Pera

La maratona continua con:

La Trilogia: Ex moglie si innamora di ex moglie
Erika – l’altra (Claudia Mei Pastorelli)
Maria – lei (Francesca Romana Miceli Picardi)
Salvatore – lui (Andrea Lolli)

L’ultima camicia da stirare
con Giada Fradeani

La Notte Rossa sul femminicidio
live N.O.A. – None of above + Swing Circus

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