Quando l’amore non vince su tutto

Il gruppo di ricerca e sperimentazione Hoboteatro inscena la critica alla società odierna in una dimensione di “orwelliana” memoria, senza tempo né spazio, dove la storia è cancellata e l’amore bandito. Due individui tenteranno di sovvertire le regole ma il sistema che stravolge ogni significato sarà più forte di loro.

«La guerra è pace», «la libertà è schiavitù», «l’ignoranza è cultura». Sono questi i dettami della società immaginata da George Orwell in 1984, romanzo ormai pietra miliare non solo della letteratura ma anche della sociologia, nonché fonte d’ispirazione per lo spettacolo messo in scena dal gruppo di ricerca e sperimentazione Hoboteatro.

Love discount. Cortocircuito n. 5, diretto da Manuela Rossetti, autrice dei testi insieme agli attori Chiara D’Ostuni e Alessio Pala, è un percorso critico nella realtà che pervade le metropoli, un’iperbole – ma non troppo – dei dettami imposti dalla società all’uomo “medio”, ridotto a un numero – il cinque – che lo ingloba insieme ai suoi simili. L’essere umano è ormai trattato alla stregua di mero dipendente senza volontà, anima, sentimenti, pensiero né passato: la sua esistenza soggiace solo ed esclusivamente a un codice a barre che lo identifica e lo rende riconoscibile, alla televisione obbligatoriamente accesa ventiquattr’ore su ventiquattro come da regolamento, agli esercizi ginnici quotidiani, ai risultati lavorativi conseguiti e alla capacità di riprodursi. Sarà una donna senza nome – interpretata da Chiara D’Ostuni – a cercare di sovvertire le regole di questo meccanismo schizofrenico e sempre uguale a se stesso, innamorandosi di un uomo – Alessio Pala – appartenente al suo medesimo settore sociale ma ormai quasi completamente succube dell’ordine omologante. Per un attimo i loro destini s’incroceranno e i due si ameranno clandestinamente. Tuttavia, nonostante una battaglia combattuta fino alle estreme conseguenze – soprattutto dall’elemento femminile – non riusciranno a portare a termine la loro ribellione.

I due attori in scena, coadiuvati da una scenografia scarna ed essenziale ma anche da supporti digitali, sonorità elettro-techno, proiezioni utilizzate a trecentosessanta gradi e luci che interagiscono con il mutamento dei registri vocali e dei corpi, si muovono come marionette impazzite, simulando gesti ossessivi e ripetitivi e declamando i principi cardine del mondo in cui vivono, un mondo in cui «non esiste ieri» né futuro, ma solo il presente. Questo diktat, lungi dal celebrare il lascito oraziano del carpe diem, può essere letto come un invito a dimenticare la storia, a cancellare la memoria personale e collettiva, facoltà che più di altre cementifica e rafforza l’identità e l’autoconsapevolezza dell’uomo. Lo stravolgimento del passato procede di pari passo con quello del senso dei discorsi e delle parole, ormai alla deriva in un universo che si esplicita in paradossi, contraddizioni e antinomie. Il potere di distorcere i significati, esercitato da quelli che comandano, rende questi ultimi potenzialmente capaci di manipolare a piacimento ogni cosa.

Centrale, nella messa in scena di Hoboteatro, il personaggio femminile, iniziatore e vittima dell’ “errore nel sistema” incarnato nel sentimento dell’amore, stanco di nutrire speranze vane e di sottostare al monito «bisogna saper aspettare».

Così non resta che tentare di non cedere ai paradossi celati nel formicaio di cui ogni uomo è succube, e sperare nell’autenticità delle parole di Jeorge Luis Borges, che nel 1969 scriveva: «l’oblio è solo una forma della memoria».

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Patologico
via cassia, 472 – Roma
fino a domenica 20 marzo
orari: da giovedì a sabato ore 21.00, domenica ore 17.30

Hoboteatro presenta:
Studio su Love Discount. Cortocircuito n. 5
di Manuela Rossetti, Chiara D’Ostuni e Alessio Pala
regia Manuela Rossetti, Chiara D’Ostuni e Alessio Pala
con Chiara D’Ostuni e Alessio Pala
aiuto regia e interazione digitale Maria Elena Fusacchia
foto di scena Edoardo Lucci
sound editor Andrea Piovesana

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