Morti programmate

Al Teatro della Cooperativa di Milano, Bebo Storti porta in scena Suicidi?, la riproposizione di tre morti quantomeno “misteriose” dell’epoca di Tangentopoli.

Morirono, tutti e tre, nel giro di cinque mesi: tra l’inverno e l’estate del 1993. Due di loro (il terzo era Castellari), Gabriele Cagliari e Raul Gardini – artefici dei destini dell’Eni, tra loro in contrapposizione – a distanza di sole 72 ore: tra il 20 e il 23 luglio. Oggi, sul palco del Teatro della Cooperativa, Bebo Storti e Fabrizio Coniglio, partendo da quanto pubblicato dal presidente del Tribunale di Civitavecchia, Mario Almerighi, in Tre suicidi eccellenti, provano a chiudere il cerchio attorno ai quei mesi sotto il segno di Tangentopoli: «Non è che li hanno suicidati?». Non sembra esserci altra verità, secondo gli autori, attorno a quelle tragedie che, come raccontano in uno spettacolo che mescola nelle giuste dosi il genere poliziesco alla commedia, «accaddero negli stessi giorni in cui i tre protagonisti avrebbero dovuto parlare con i pubblici ministeri». Agli interrogatori, loro che custodivano gran parte dei segreti della parabola discendente della Prima Repubblica, non arrivarono mai. Morti – uccisi o no – in circostanze misteriose, con i luoghi degli incidenti regolarmente alterati, furono sottratti crudelmente dalla scena politico-economica italiana.

Senza arrogarsi il diritto di poter dare una risposta ai casi, Storti e Coniglio riescono quantomeno a far sorgere dubbi legittimi. Perché? Chi non volle che parlassero? Cosa avrebbero potuto rivelare? A queste domande cercano di rispondere i protagonisti, occupati a rivestire tutti i ruoli sulla scena: dagli investigatori ai compagni di cella, dai maggiordomi ai medici legali.

La scenografia è spartana ma funzionale: un tavolo di legno, tre sedie, un lettino, un attaccapanni e un vecchio telefono bigrigio. Ciò che è rappresentato con amaro dileggio è il frutto di una prolungata ricerca di documenti, dichiarazioni e perizie ufficiali: integralmente riportate nell’opera scritta di Almerighi. Nulla è inventato in questa tragicommedia che ha il merito di riportare alla luce tre vicende lontane ormai vent’anni, ma che costituiscono il modus operandi di un sistema affaristico illegale che fa ancora breccia nell’Italia di oggi. Più che di rievocazione storica, dunque, trattasi di lucida riflessione sul futuro della nazione, del quale Storti e Coniglio cercano di anticipare le prospettive – in caso di mancata inversione di marcia.

Un mix, tra passato e futuro, commedia e investigazione, decisamente ben riuscito.

Lo spettacolo continua:
Teatro della Cooperativa

via Hermada, 8 – Milano
fino a domenica 22 gennaio
orari: feriali, ore 20.45 – festivo ore 16.00

Suicidi? 
diretto e interpretato da Bebo Storti e Fabrizio Coniglio
testo Mario Almerighi e Fabrizio Coniglio

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